Francesca Clapcich: Report del settimo giorno della Route du Rhum
La prima settimana della Route du Rhum volge al termine e ancora una volta il gruppo di testa della flotta IMOCA ha dovuto affrontare condizioni impegnative. Dopo una strambata verso sud, gli skipper hanno trascorso una notte difficile, complicata dai forti venti di una depressione tropicale in piena forza.
Francesca ha navigato veloce per tutta la notte, a una media di circa 20 nodi [37 km/h]. Questa mattina, a bordo di 11th Hour Racing, si trovava a poco più di 1.000 miglia dal traguardo. Mantiene il quinto posto alle spalle di Élodie Bonafous (Association Petits Princes-Quéguiner) e ha guadagnato terreno su Maxime Sorel (Vaincre la Mucoviscidose), sesto.
11th Hour Racing naviga di poppa con il J2 e una mano di terzaroli alla randa, dopo quella che Francesca, nel suo messaggio vocale, ha definito “un’altra notte durissima”, con oltre 30 nodi di vento e mare grosso. “La vita a bordo è davvero dura. Non si dorme quasi per niente. Cerco solo di gestire la barca e di tenerne sotto controllo le accelerazioni”, ha aggiunto.
“Passo quasi tutto il tempo sottocoperta, seduta al carteggio. Lì sono al sicuro. Cerco di muovermi il meno possibile, per non farmi male.”
Ieri la flotta ha dovuto strambare verso sud per allontanarsi dall’area di alta pressione e dirigersi verso la depressione. Ogni virata o strambata comporta due ore di intenso lavoro fisico tra vele da sollevare, attrezzatura da spostare e sistemare e scotte da cazzare. Capire esattamente dove effettuare la manovra è sempre difficile. Per Francesca, con il bompresso rotto, la scelta è stata ancora più complessa.
“È stato davvero complicato, perché potevo usare solo il J2. Con gli angoli al vento che riuscivo a mantenere facevo molta fatica e finivo sempre per avvicinarmi all’alta pressione”, ha raccontato Francesca. “A un certo punto ho approfittato di un salto di vento favorevole e ho strambato. All’inizio è stata dura, ma il vento è aumentato piuttosto in fretta e nelle ultime ore è diventato davvero forte.”
La prossima fase di transizione porterà la flotta in una fascia di vento debole larga 80 miglia [148 chilometri], in corrispondenza del centro della depressione. Si potrebbe pensare che anche in questa fase la rottura del bompresso rappresenti un grosso problema, ma Francesca è contenta di poter continuare a navigare con le vele più piccole. “Con i temporali e tutti questi groppi, il vento può tornare in un attimo a 30 nodi o più.”
Intanto, questa mattina presto, Boris Herrmann, terzo a bordo di Malizia 4, ha strambato allontanandosi dagli avversari più vicini. Sembra aver scelto di percorrere più miglia per cercare venti più forti e favorevoli a ovest del centro della depressione. Ad ora sembra una scelta coraggiosa. Ci vorranno almeno 12 ore per capire se oltre a essere coraggiosa sarà stata anche la scelta giusta.
Più avanti, nelle fasi finali della regata, è probabile che il vento sia molto debole in avvicinamento alla Guadalupa. Per Francesca sarà un passaggio particolarmente delicato, perché con il bompresso rotto non potrà usare le vele più grandi, che si murano alla sua estremità.
“Stiamo studiando con il team la possibilità di usare il FR0 [Code Zero frazionato] con un punto di mura diverso”, ha spiegato. “C’è parecchio lavoro da fare e dovrei andare spesso in coperta per tutta una serie di operazioni. Dovremo vedere con questo mare. Non ho più le lifeline [i cavi di sicurezza che corrono lungo il perimetro della coperta a cui agganciarsi], quindi al momento in coperta non è molto sicuro.”