Lo yacht Siempre ormeggiato in sicurezza e in galleggiamento, grazie a un pontone, all'interno del Marina di Olbia

Marina di Olbia e la vicenda di Siempre, il relitto abbandonato

Portualità

30/11/2021 - 18:35
marine_della_toscana
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Incuriositi dalla permanenza in acqua del relitto, ci siamo informati sulle vicende di Siempre, il motoryacht andato a fuoco lo scorso settembre, che da allora si trova ormeggiato nel Marina di Olbia. Una vicenda che sembra essere destinata a proseguire a lungo. 

Tutto ha inizio la notte del 6 settembre, quando a bordo del motoryacht denominato Siempre, di 37 metri, divampa un incendio che in pochi secondi diventa indomabile, mettendo a rischio la vita dei membri dell’equipaggio presenti in barca, che si sono dovuti tuffare in acqua per poi essere soccorsi via mare dal personale della MOYS, Marina di Olbia Yachting Services. Si attivano quindi i soccorsi, che raggiungono prontamente lo yacht con grande dispiego di energie da parte del personale del Marina per mettere in sicurezza le barche ormeggiate in prossimità e l’intera area, e dei Vigili del Fuoco per dominare l’incendio.

Una notte movimentata, per fortuna senza vittime, ma che è solo l’inizio di una vicenda ancora oggi tutta da risolvere, tanto che, apprendiamo direttamente dai responsabili del porto turistico, sarà avviata una causa legale. Il motivo del contendere è il danno che la Marina di Olbia sostiene di aver subito non tanto e non solo la notte dell’incendio, ma soprattutto fino a oggi, in seguito all’affondamento dello yacht incendiato e alla messa in sicurezza dell’area. Circostanze che di fatto rendono una parte del porto, per giunta la più nobile dal punto di vista commerciale, ancora inagibile.

A oggi il relitto, sebbene riportato in condizioni di galleggiamento, continua a mantenere la sua posizione all’interno della struttura portuale. Il danno generato dall’impossibilità di utilizzare quella banchina già procurato dal giorno dell’incidente a oggi, ci dicono, è di circa 350.000 Euro ed è destinato a crescere di giorno in giorno.

A due mesi di distanza dall’incidente, la società armatrice e la società assicuratrice dello yacht, entrambe con sedi all’estero, sostengono di non dover provvedere ad alcun risarcimento, ma l’azienda di Marina di Olbia Yachting Service attraverso il suo legale, avv. Paolo Solinas e il direttore operativo del porto Antonio Cara, oltre ad aver quantificato i danni derivati dal mancato utilizzo della porzione di struttura normalmente dedicata a yacht di grandi dimensioni, ci informano che sono pronti a intraprendere azioni legali.

Attualmente, lo yacht è ormeggiato in sicurezza e in galleggiamento, grazie all’intervento di un pontone che ha raggiunto il porto turistico sardo dalla costa tirrenica, ma nonostante ciò rappresenta un deterrente per gli armatori che arrivano alla Marina di Olbia con la loro barca, i quali chiedono di ormeggiare a debita distanza dal rudere.

Tra le altre cose, solo per circostanze fortuite l’incidente non ha causato un disastro ambientale. Il giorno prima dell’incendio, infatti, su Siempre era stato effettuato rifornimento, 30 tonnellate circa di gasolio, che se fossero state sversate in mare avrebbero compromesso e non di poco, il prezioso e delicato ecosistema locale.

Se a quanto considerato sin qui si aggiunge il danno d’immagine provocato al Marina di Olbia - è stato sottolineato durante il nostro sopralluogo -  non tanto dall’incendio in sé, quanto dalla presenza per oltre due mesi di un relitto incendiato al suo interno, possiamo ben comprendere il disappunto della società proprietaria della struttura.

Oltre al perché il relitto si trovi ancora all’interno del porto, ci sono altre domande che vorremmo sottoporre agli attori di questa vicenda, ma forse è meglio al momento soprassedere, visto che la parola in questo momento è agli avvocati.  Per adesso auspichiamo che il Marina possa riappropriarsi rapidamente della completezza dei suoi spazi e tornare a essere il luogo sereno e accogliente di sempre.

Angelo Colombo

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