Il noto velista e tecnico FIV della squadra olimpica Nacra 17 ha scritto questo suo commento per i lettori di PressMare sul volo per Nizza. Infatti, appena concluso il commento tecnico dagli studi Rai di Napoli è corso in aeroporto per essere già oggi a bordo del mini maxi Yoru a Les Voiles de Saint Tropez.
A Napoli abbiamo assistito a tre giorni di regate stupende, su un campo che si è rivelato perfetto per questo tipo di competizione. Al di là dello spettacolo, però, quello che mi ha impressionato maggiormente è stato il livello raggiunto dai ragazzi di Luna Rossa Senior, che ha iniziato a mostrare la propria superiorità già nelle practice race e da quel momento non si è più fermata. Anche nella seconda giornata, quando a prima vista poteva sembrare meno brillante, mettendo insieme i risultati è stata comunque la squadra migliore. Con un vento molto oscillante come quello incontrato in quella giornata, del resto, non conta vincere a tutti i costi una singola prova: bisogna soprattutto essere solidi, limitare gli errori e portare a casa il risultato. Ed è esattamente quello che hanno fatto. Il match race finale è stato poi condotto da manuale. Luna Rossa ha vinto la partenza e ha immediatamente preso il controllo dell'avversario, applicando da quel momento le regole fondamentali del match race. Principi che sulla carta possono sembrare semplici, ma che in acqua non lo sono affatto: quando riesci ad applicarli con quella precisione, puoi mantenere una marcatura e una copertura totale dell'avversario.
Un altro aspetto che mi ha impressionato è stato Peter Burling. Fino a quando non è entrato in Luna Rossa lo avevo inevitabilmente osservato con occhi diversi: per noi era l'avversario da battere. Vederlo oggi dall'altra parte permette forse di apprezzare ancora meglio quanto possa dare alla squadra. È un atleta che porta con sé un'esperienza enorme e, da quello che mi raccontano i miei atleti Gigi e Maria, riesce soprattutto a trasmettere una grande sicurezza a chi gli sta intorno. È una persona molto rilassata e credo che anche la sua personalità abbia un peso importante negli equilibri dell'equipaggio. Questo naturalmente non significa mettere in secondo piano gli altri. Penso a Ruggero Tita, Vittorio Bissaro, Umberto Molineris e agli altri velisti che a Napoli non hanno regatato, ma dei quali conosco bene le potenzialità. Luna Rossa oggi dispone di un gruppo di altissimo livello e credo che quanto visto in acqua lo confermi chiaramente. Se analizziamo le prestazioni degli equipaggi da Cagliari a Napoli, considerando soprattutto che l'AC40 è un monotipo e permette quindi un confronto diretto tra gli uomini, possiamo dire senza nessun azzardo che Luna Rossa è la squadra migliore. Naturalmente l'America's Cup sarà un'altra cosa. La barca dovrà essere veloce, i foil dovranno essere quelli giusti e sappiamo quanto la componente tecnologica sia determinante. Ma si parte da un dato importante: l'equipaggio è fortissimo. E questo, secondo me, è un aspetto di estrema rilevanza, ma i neozelandesi non sono mai da sottovalutare, restano un gruppo fortissimo e coeso con capacità sportive e tecnologiche elevatissime.
I francesi di La Roche-Posay Racing e gli svizzeri di Alinghi sono entrambi accomunati dalla mancanza di allenamento specifico e ore in barca assieme, come hanno dimostrato errori quali le scuffie dei francesi. Entrambi i team hanno a bordo velisti bravissimi, hanno avuto dei buoni momenti ma l'allenamento rimane fondamentale nel percorso di avvicinamento all'America's Cup, altrimenti i risultati non arriveranno.
Un'ultima nota riguarda il team britannico. Sia a Cagliari sia qui a Napoli le sue due barche hanno chiuso agli ultimi due posti. Certamente sono state penalizzate da problemi tecnici, ma si tratta comunque di risultati che non possono essere all'altezza delle loro aspettative.
Ganga Bruni