Mercury Marine presenta VIM: ora il fuoribordo dialoga con i sistemi di bordo

06/10/2026 - 18:29 in Motori marini by Press Mare

Sulle imbarcazioni assistiamo a un costante aumento di apparecchiature e accessori installati a bordo, soprattutto i componenti mobili: piattaforme bagno, terrazze abbattibili, scalette, trolling motor, verricelli salpa ancora, pali per lo sci nautico. Elementi che, in determinate configurazioni, possono occupare lo stesso spazio necessario al movimento di un motore fuoribordo oppure trovarsi in una condizione incompatibile con l’avviamento del motore, l’innesto della marcia o una manovra. Il Vessel Interface Module (VIM), presentato da Mercury Marine a Tampa in occasione di IBEX 2026, nasce per evitare che sia esclusivamente il conducente a dover verificare ogni volta che tutti questi sistemi siano nella posizione corretta: permette infatti alla propulsione di conoscere lo stato di alcune apparecchiature della barca e, quando necessario, impedisce automaticamente una determinata operazione.

L’esempio fornito da Mercury è quello di una piattaforma bagno. Un sensore comunica al VIM che la piattaforma è ancora aperta; se in quella posizione il movimento del fuoribordo potrebbe provocare un contatto, il sistema blocca temporaneamente il comando del trim. In pratica, anche azionando il comando, il motore non si muove finché la piattaforma non viene richiusa. Una volta ripristinata la configurazione corretta, il VIM rende nuovamente disponibile il trim senza richiedere ulteriori interventi. È questo il significato dell’“interblocco”: non un arresto generale della barca, ma la possibilità di rendere temporaneamente indisponibile soltanto la funzione che, in quel preciso momento, potrebbe creare un’interferenza o provocare un danno.

La stessa logica può essere applicata a diverse funzioni della propulsione. In fase di progettazione e installazione, il costruttore dell’imbarcazione stabilisce quali condizioni devono essere rispettate prima di consentire l’avviamento del motore, l’innesto della marcia, l’azionamento dello sterzo oppure del trim. Il VIM riceve le informazioni dai sensori installati nei punti interessati e verifica che tali condizioni siano soddisfatte. Il sistema può quindi essere utilizzato non soltanto con piattaforme bagno, ma anche con scalette, terrazze laterali, trolling motor, verricelli salpa ancora, pali da sci nautico e altre apparecchiature. La configurazione dipende dalla singola imbarcazione: è il costruttore a stabilire quali dispositivi debbano dialogare con il VIM e quale funzione della propulsione debba essere temporaneamente bloccata nelle diverse situazioni.

Il Vessel Interface Module supporta differenti tipologie di sensori e può essere integrato con le principali piattaforme di switching digitale. Se viene rilevata una condizione che impedisce una manovra, il sistema può generare un avviso acustico e, attraverso Mercury SmartCraft Connect, mostrare sul display di bordo una notifica che informa il conducente del motivo per cui quella funzione non è disponibile. Il concetto introdotto da Mercury è dunque quello di estendere la logica di protezione della propulsione al resto dell’imbarcazione: il motore non opera indipendentemente dalle altre apparecchiature, ma può ricevere informazioni sul loro stato e adeguare di conseguenza il proprio funzionamento.

Secondo Will Nicklas, Senior Category Manager Controls and Rigging di Mercury Marine, l’obiettivo è rendere il sistema propulsivo parte attiva nella protezione dell’imbarcazione, contribuendo a salvaguardare le apparecchiature installate a bordo e, allo stesso tempo, a rendere più semplice l’utilizzo della barca. Mercury Marine prevede di iniziare le consegne del Vessel Interface Module entro la fine del 2026.

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