L’Italia conquista il titolo al FISU World University Championship Sailing, il Campionato Mondiale Universitario di vela disputato a Spalato, in Croazia, dal 28 settembre al 2 ottobre. Un successo costruito nell’arco di cinque giornate e arrivato al termine di un confronto serratissimo con Polonia e Croazia, le due squadre che insieme agli azzurri si sono alternate ai vertici della classifica fino alle regate decisive. Quindici le nazioni presenti, in rappresentanza di quattro continenti.
La squadra italiana, voluta dal tecnico federale Fabio Zeni nell’ambito dell’attività della Direzione Tecnica Giovanile FIV, era composta da quattro velisti provenienti dal mondo delle derive: Emma Maltese, timoniera del Circolo Velico Antignano e studentessa di Veterinaria all’Università di Pisa; Marcello Miliardi, randista, anche lui del CV Antignano e studente di Farmacia a Pisa; Vittorio Bonifacio, tailer della Società Velica di Barcola e Grignano, iscritto a Giurisprudenza all’Università di Trieste; Giorgia Bonalana, a prua, atleta della Fraglia Vela Riva e studentessa di Scienze e Tecnologie Biomolecolari all’Università di Trento. Ad accompagnare la squadra, oltre a Zeni, il capo delegazione di FederCUSI Massimo Zanotto.
Un gruppo con una solida esperienza sulle derive, ma chiamato a misurarsi a Spalato con qualcosa di completamente diverso. Maltese e Miliardi sono infatti un equipaggio già rodato del 470, mentre anche Bonifacio arriva dalla classe olimpica: nel corso di questa stagione, insieme a Lisa Vucetti, ha conquistato sia il titolo mondiale sia quello europeo Junior 470. Bonalana proviene invece dall’ILCA 6. Quattro percorsi diversi che a Spalato si sono dovuti incontrare rapidamente su un Melges 20, barca che nessuno di loro aveva come abituale terreno di regata.
Proprio la capacità di adattamento è stata una delle chiavi del risultato. I Melges 20 erano messi a disposizione dall’organizzazione e assegnati a rotazione, con regate molto brevi, nell’ordine dei dieci minuti, disputate in batterie da cinque barche, e giuria direttamente in acqua. Un format che riduceva al minimo i tempi per prendere le misure alla barca e lasciava poco margine per recuperare un errore. Per velisti abituati alle derive significava trasferire rapidamente sensibilità, lettura del campo e capacità di conduzione su un mezzo con caratteristiche molto differenti. Il lavoro di Fabio Zeni è stato importante proprio nel permettere ai quattro azzurri di trasformarsi in poco tempo in un vero equipaggio.
Dopo una prima giornata interlocutoria, la classifica si è fatta subito molto corta. Italia, Polonia e Croazia hanno occupato a turno le prime posizioni, arrivando alla conclusione delle 14 regate di qualificazione racchiuse in meno di un punto: gli azzurri al comando con 26 punti, seguiti da Polonia a 26,92 e Croazia a 27. Una situazione che rimandava praticamente tutto alle quattro prove della serie finale.
È stato proprio nel momento decisivo che l’Italia ha trovato la migliore continuità. Due primi e due terzi posti nelle ultime quattro regate, con confronti diretti anche molto serrati con l’equipaggio polacco, hanno consentito agli azzurri non soltanto di difendere il primato, ma di aumentare il margine. La Croazia, protagonista per tutta la fase di qualificazione, non è invece riuscita a mantenere lo stesso passo nelle finali.
La classifica definitiva ha così premiato l’Italia con 34 punti, davanti alla Polonia con 36 e ai padroni di casa della Croazia con 40,92. Quarto posto per la Norvegia e quinto per l’Austria.
Un titolo che assume interesse anche al di là della medaglia. Il quartetto azzurro è stato chiamato a uscire dalla propria specializzazione, adattandosi in pochi giorni a una barca e a un formato di regata nuovi. Maltese e Miliardi hanno potuto contare sull’intesa già sviluppata nel 470, mentre Bonifacio e Bonalana hanno portato nel gruppo esperienze differenti, trovando rapidamente un equilibrio comune.
Per gli azzurri, peraltro, il successo di Spalato non rappresenta una conclusione di stagione. Rientrata in Italia sabato, già da lunedì la componente 470 del gruppo ha ripreso il lavoro insieme ai tecnici Gabrio Zandonà e Fabio Zeni. Il titolo mondiale universitario entra così nel percorso di crescita di giovani velisti che continuano a muoversi tra attività federale di alto livello e studi universitari, elemento che costituisce la stessa ragion d’essere del movimento FISU.
La vela fa parte del programma dei Campionati Mondiali Universitari dal 2002. Nell’edizione 2024, disputata sul Garda, l’Italia aveva conquistato la medaglia d’argento alle spalle della Francia. Due anni dopo, a Spalato, gli azzurri sono saliti sul gradino più alto del podio.