Il Dagger (FB288) è un superyacht di 67 metri della linea B.Now che Benetti ha sviluppato e costruito nel cantiere di Livorno. Lo scafo è in acciaio, la sovrastruttura in alluminio e la stazza è di 1.334 GT. La piattaforma navale è stata ingegnerizzata dal cantiere, le linee esterne portano la firma dello studio britannico RWD e gli interni, personalizzati per l'armatore, sono di Sinot Yacht Architecture & Design. Il progetto ruota attorno a una propulsione ibrida modulare, che Benetti lega alla riduzione di rumore e vibrazioni a bordo e alla flessibilità d'impiego.
Il cantiere, fondato nel 1873 e parte del Gruppo Azimut|Benetti, inserisce il Dagger nella Green Route, il percorso sulla sostenibilità avviato da oltre vent'anni. La prima tappa indicata risale al 2006, con l'installazione su uno yacht di un sistema di propulsione diesel-elettrico; tra i progetti più recenti c'è il B.Neos The Soul of Silence, previsto esclusivamente in configurazione full hybrid. Il programma fa capo al dipartimento R&D, che sviluppa, sperimenta e convalida le soluzioni tecniche prima dell'applicazione.
In sala macchine motori principali, generatori e batterie possono lavorare in combinazioni diverse. La propulsione è affidata a due Caterpillar C32 da 1.193 kW a 2.000-2.300 giri/min, affiancati da tre generatori Caterpillar: due C7.1 da 118 ekW e un C9.3 da 200 ekW. Tra la parte meccanica e quella elettrica si trovano due shaft generator VEM da 200 kW, che funzionano sia da generatori sia da motori elettrici. In modalità PTO (Power Take-Off) prelevano energia dai motori principali per alimentare i servizi di bordo e ricaricare le batterie; in modalità PTI (Power Take-In) trasformano l'energia dei generatori o delle batterie in spinta sugli assi. Le eliche a passo variabile (CPP) modificano l'inclinazione delle pale in tempo reale: velocità e direzione di marcia cambiano senza invertire la rotazione degli assi e senza spostare i motori dal loro regime ideale.
Il comandante può scegliere tra tre profili operativi. In Enhanced Comfort Mode, a 7 nodi, lo yacht naviga in propulsione completamente elettrica con i motori principali spenti: i generatori alimentano i motori elettrici e le batterie assorbono i picchi di carico (peak shaving). Benetti indica questa modalità per le crociere costiere e i trasferimenti notturni. In Extended Range Mode, a 12 nodi, lavorano solo i motori termici e i generatori diesel restano spenti, mentre gli shaft generator coprono l'intero fabbisogno elettrico dei servizi. Secondo il cantiere questa configurazione riduce le ore di moto dei generatori e i consumi di carburante fino al 15% rispetto a un impianto convenzionale. La Eco Transfer Mode, a 10 nodi, è pensata per i lunghi trasferimenti in dislocamento e usa un solo motore principale con il supporto delle batterie, per contenere consumi e usura delle componenti meccaniche.
Il pacco batterie è del tipo al sale, con chimica sodio-metallo cloruro, ha una capacità di 360 kWh e una capacità di peak shaving fino a 150 kW. Il cantiere spiega che l'elettrolita non è infiammabile e che questo elimina il rischio di incendio e di thermal runaway: i moduli sono quindi installati senza una battery room isolata e dotata di impianti antincendio dedicati, e il volume resta disponibile per altri usi. Benetti indica inoltre che queste batterie non subiscono degrado per inattività e recuperano le prestazioni dopo la riattivazione. All'ancora permettono di spegnere i generatori per circa 2 ore, a zero emissioni locali, mantenendo attivi i servizi hotel. Per le soste in rada gli scarichi sono convogliati in alto, sopra la sovrastruttura, per non sporcare l'aria e lo specchio d'acqua a poppa, e gli scambiatori di calore recuperano il calore dei generatori per le utenze di bordo.
Sul main deck lo spazio esterno è organizzato attorno all'Oasis Deck®, con ali laterali apribili che portano la larghezza fino a 14 metri e una piscina a sfioro. All'interno si trovano il salone principale e la zona notte con 6 cabine ospiti e VIP, dotate di ampie finestrature. Il ponte superiore riunisce la plancia di comando, l'ufficio e l'alloggio del comandante con l'area dell'armatore, composta da master suite, studio privato, doppi servizi e terrazza privata a prua. A poppa una terrazza affianca la Owner's Lounge, chiusa da vetrate a tutta altezza lunghe 6 metri. Il lower deck ospita il beach club con l'area wellness, il garage per tender e toys e gli alloggi per 16 membri dell'equipaggio in 9 cabine.
Per gli interni Sinot è partito da un ambiente che si adatti ai diversi momenti della vita a bordo, dai pasti in famiglia alle occasioni più formali. I materiali sono legni chiari, pietre naturali, finiture murali materiche e imbottiti morbidi, messi a contrasto con linee architettoniche più scure che proseguono su arredi, porte, pavimenti e soffitti. Le linee rette si chiudono in angoli arrotondati e arredi curvi. Nella Main Deck Lounge lo studio ha scelto una disposizione asimmetrica, diversa dalla simmetria che descrive come frequente sui grandi yacht, per dare all'ambiente un carattere più informale e residenziale.
Nella stessa lounge il tradizionale tavolo da pranzo è sostituito da due tavoli più piccoli, usati per i pasti quotidiani o la colazione, che possono essere uniti per un massimo di 14 ospiti. Lo stesso criterio vale per le cabine: quattro delle sei cabine ospiti passano dal letto matrimoniale a due letti singoli, mentre le due cabine ospiti di prua possono essere unite in un'unica suite VIP. Secondo lo studio queste trasformazioni sono integrate nell'architettura degli ambienti.
La scala centrale e l'ascensore in vetro collegano visivamente i ponti. Le grandi finestrature sono state considerate fin dalle prime fasi del progetto, e la disposizione degli arredi e i passaggi tra materiali diversi sono stati definiti in relazione a esse. L'illuminazione usa sorgenti nascoste e indirette che mettono in evidenza volumi, superfici ed elementi sospesi, mentre la luce naturale cambia l'atmosfera nel corso della giornata. Le opere d'arte introducono il colore in una palette di toni naturali. Sinot riassume il risultato come un interno "preciso ma confortevole, raffinato ma informale, architettonico ma profondamente umano".