Riva Residenze, Giuseppina Arena porta il linguaggio dello yacht design nell’abitare
MONACO – Fuori, il Monaco Yacht Show era nel pieno della sua attività; all’interno della Riva Lounge dello Yacht Club de Monaco, invece, il ritmo era decisamente diverso. È qui che la designer Giuseppina Arena ha accompagnato PressMare alla scoperta di Riva Residenze, il primo progetto residenziale del marchio.
Tutto parte dall’acqua
Da yacht designer, Arena non poteva che iniziare dalla posizione. Riva Residenze sorgerà lungo l’Intracoastal Waterway di Fort Lauderdale, nei pressi di Bahia Mar, in un luogo che presenta un legame particolare con la storia del marchio. Arena ricorda infatti che il primo yacht Riva in vetroresina, varato nel 1969, si chiamava Bahia Mar 20. Una coincidenza geografica che assume quindi un significato particolare, quasi un ritorno in un luogo già appartenente alla storia del cantiere.
Il progetto è sviluppato da WellDuo, Vertical Developments e GCF Development in collaborazione con Riva, mentre il progetto architettonico è firmato da Arquitectonica. A Giuseppina Arena è stato affidato l’interior design, un incarico nel quale confluiscono le sue esperienze maturate sia nello yacht design sia nella progettazione residenziale. La torre ospiterà 36 residenze, con superfici comprese tra circa 2.000 e oltre 8.000 piedi quadrati, mentre ai livelli superiori saranno realizzati penthouse che occuperanno ciascuno un intero piano.
Progettare con la mentalità di un costruttore di yacht
È nell’approccio progettuale che emerge con maggiore evidenza il legame con il mondo della nautica. Arena ha trascorso quasi dieci anni alla guida dell’interior yacht design per diversi marchi di Ferretti Group, un’esperienza che ha influenzato le scelte compiute per Riva Residenze. Il progetto non è stato quindi interpretato come un intervento immobiliare autonomo, ma come un’estensione dell’identità del marchio, affrontato con la stessa filosofia progettuale e la stessa attenzione al dettaglio applicate allo yacht design.
La sfida consisteva nel costruire un linguaggio nautico capace di coniugare eleganza senza tempo e sensibilità contemporanea, evitando però di ricorrere ai tradizionali cliché marini. L’acquamarina, colore fortemente associato a Riva, entra così con discrezione nella palette cromatica, mentre la pelle finemente cucita, elemento caratteristico degli yacht del cantiere, viene trasferita negli interni. La selezione dei materiali segue lo stesso principio: richiamare l’identità, la storia e la filosofia progettuale del marchio senza trasformare gli ambienti in una semplice riproduzione di quelli di uno yacht.
Fino al sundeck
Il percorso si conclude idealmente sulla sommità dell’edificio. Il sundeck prevede una piscina infinity sopraelevata il cui concept prende ispirazione dal beach club del Riva 54Metri. Al livello inferiore, lo sky lounge comprenderà un cinema privato, una wine room e una biblioteca, mentre la pavimentazione richiamerà i ponti in teak che costituiscono uno degli elementi più riconoscibili degli yacht Riva.
Il risultato è un progetto nel quale il rapporto con la nautica non viene affidato a riferimenti decorativi espliciti, ma alla trasposizione nell’architettura residenziale di materiali, proporzioni, dettagli e criteri progettuali provenienti dallo yacht design.
Rebecca Gabbi