Barca a vela

Beneteau First 60, a Genova la prima italiana del nuovo performance cruiser

· Fonte: Press Mare

Il nuovo First 60 è la barca più grande mai realizzata da Beneteau per la storica gamma dedicata alla crociera sportiva. Presentato in anteprima italiana al 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, lo yacht di 18,95 metri nasce dalla collaborazione tra due progettisti italiani, Roberto Biscontini per l'architettura navale e Lorenzo Argento per il design esterno e interno. Una barca che punta a coniugare le prestazioni e il piacere della conduzione a vela con gli spazi e le comodità richiesti oggi a un cruiser di queste dimensioni, rivolgendosi a un armatore che non intende rinunciare al coinvolgimento diretto nella navigazione.

La storia dei First è legata da quasi cinquant'anni a un'idea precisa di navigazione, nella quale le qualità marine, la sensibilità al timone e la possibilità di regolare al meglio le vele mantengono un ruolo centrale. Con il First 60, Beneteau porta questa filosofia in una fascia dimensionale nella quale cambiano sensibilmente le esigenze e il modo stesso di utilizzare la barca: aumentano i carichi sulle manovre, diventano più complessi i sistemi di bordo e cresce l'importanza di poter gestire uno yacht di quasi 19 metri con un equipaggio ridotto, senza dover necessariamente delegare la conduzione a dei professionisti. Al tempo stesso, il progetto deve assicurare livelli di comfort adeguati alle dimensioni e alla tipologia di clientela alla quale si rivolge.

Osservando il First 60 a Genova, si apprezza soprattutto come le scelte estetiche siano strettamente legate alle esigenze della navigazione. Il profilo è filante, con una tuga contenuta e un disegno della coperta di grande pulizia, nel quale si riconosce l'esperienza di Lorenzo Argento, che ha posto particolare attenzione alla continuità stilistica tra esterno e interni.

Una coperta progettata attorno alle manovre

È soprattutto nel pozzetto che il First 60 presenta alcune delle soluzioni più interessanti: lo spazio è organizzato in tre aree funzionalmente distinte: quella riservata alla conduzione e alle manovre, la zona pranzo e quella dedicata al relax. Una separazione che non risponde soltanto a esigenze di comfort, ma permette di evitare interferenze tra chi governa la barca e regola le vele e gli ospiti che possono continuare a utilizzare gli spazi conviviali anche durante la navigazione. Una soluzione particolarmente interessante su uno yacht di queste dimensioni, destinato a essere condotto direttamente dall'armatore oppure, soprattutto nel caso del charter, da un equipaggio professionale.

Una delle caratteristiche più significative è la disposizione dei winch sulle cosiddette Winch Island, postazioni indipendenti attorno alle quali è possibile muoversi per lavorare alle manovre correnti. Rispetto alla tradizionale collocazione dei winch lungo le murate o in prossimità delle ruote del timone, questa disposizione consente di accedere alle scotte da diverse posizioni, facilitando il lavoro sia di un equipaggio numeroso sia di poche persone. La possibilità di operare senza ostacoli attorno ai winch, inoltre, permette al timoniere di intervenire più facilmente sulle regolazioni, un vantaggio per chi desidera condurre la barca in prima persona.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla gestione della randa, la cui scotta è comandata da un captive winch Harken installato sotto il piano di calpestio del pozzetto. Una scelta che permette di gestire carichi elevati e, soprattutto, di eliminare dalla coperta gran parte della cima che altrimenti dovrebbe essere raccolta e sistemata durante le manovre. Il sistema è affiancato da un boma di tipo semi Park Avenue, la cui sezione ampia facilita la raccolta della randa durante l'ammainata. Sono soluzioni che rispondono alla necessità di rendere più agevoli operazioni che, su una barca con una superficie velica di queste dimensioni, richiedono attrezzature adeguate e un'attenta organizzazione delle manovre.

Un dettaglio apparentemente secondario, ma che rivela bene la filosofia con cui è stato affrontato il progetto, riguarda le postazioni di governo. Lorenzo Argento, che ci ha accompagnato nella visita a bordo durante il Salone Nautico, ha richiamato la nostra attenzione sulle sedute del timoniere ricavate lungo le murate, che possono essere inclinate per compensare lo sbandamento. Una soluzione tanto semplice nel concetto quanto interessante nella realizzazione, perché permette di mantenere una posizione comoda e naturale anche quando si governa seduti sopravvento, con la barca sbandata. È uno di quei particolari che probabilmente si apprezzano ancora di più durante le lunghe navigazioni e che confermano come l'ergonomia delle postazioni sia stata studiata non soltanto per semplificare le manovre, ma anche per rendere piacevole la conduzione al timone.

Le scelte progettuali e il piano velico

Con 18,95 metri di lunghezza fuori tutto, 5,30 metri di baglio massimo e un dislocamento dichiarato di 22.280 chilogrammi, il First 60 si colloca in una categoria nella quale le prestazioni devono necessariamente confrontarsi con il peso delle dotazioni e degli allestimenti richiesti dalla crociera. La carena presenta una poppa ampia ed è dotata di due pale del timone, una configurazione ormai consolidata per assicurare il controllo alle diverse andature anche con angoli di sbandamento importanti. Per quanto riguarda le appendici, sono previste due configurazioni della chiglia, con pescaggio differenziato per privilegiare, secondo le esigenze dell'armatore, l'accessibilità ai porti oppure le prestazioni.

Anche l'alberatura offre due possibilità, con un albero in alluminio nella configurazione standard oppure uno in carbonio, realizzato da Axxon, più alto di circa 1,10 metri e con un risparmio di peso dichiarato di circa 100 chilogrammi. Cambia di conseguenza la superficie della randa, che passa dai 105 metri quadrati della versione standard ai 112 della configurazione più sportiva, mentre il genoa avvolgibile al 111% misura 84 metri quadrati. È una differenziazione significativa, perché consente di adattare il First 60 al programma di navigazione dell'armatore senza modificare l'impostazione generale della barca. La versione con albero in carbonio e chiglia a maggiore pescaggio risponde a una ricerca più attenta delle prestazioni, mentre quella standard rappresenta un compromesso orientato maggiormente alla crociera, pur mantenendo l'identità sportiva del progetto.

Sottocoperta, tre cabine e una distribuzione degli spazi pensata per la crociera

Gli interni disegnati da Lorenzo Argento riprendono il linguaggio stilistico della gamma First, interpretandolo in una dimensione nella quale le esigenze abitative assumono un'importanza maggiore. Le superfici chiare, accostate alle essenze del legno e a un uso misurato dei contrasti cromatici, contribuiscono a creare un ambiente contemporaneo, nel quale la luminosità naturale svolge un ruolo importante grazie alle finestrature della tuga e alle aperture nello scafo. La distribuzione prevede tre cabine e tre bagni, con la suite armatoriale a pruavia dell'albero, separata dalle due cabine ospiti a poppa.

La cabina armatoriale è uno degli ambienti più interessanti del First 60, soprattutto per la disposizione del letto queen size che, come su molti maxi yacht di ultima generazione, è orientato longitudinalmente, con la testata verso poppa e i piedi verso prua. Accessibile comodamente da entrambi i lati, questa sistemazione offre una maggiore libertà di movimento attorno al letto e contribuisce alla sensazione di spazio che caratterizza l'ambiente. Le aperture laterali e quelle in coperta garantiscono un generoso apporto di luce naturale, mentre armadi e vani di stivaggio completano una sistemazione pensata per essere utilizzata anche durante crociere prolungate.

La zona centrale ospita il quadrato, con un'ampia dinette a sinistra e, sul lato opposto, un divano affiancato da un vero tavolo da carteggio, dotato anche di una seduta dedicata al navigatore. È una presenza significativa su una barca moderna, nella quale la gestione della navigazione tende sempre più spesso a essere concentrata sugli strumenti elettronici delle postazioni di governo. Mantenere uno spazio destinato al carteggio, oltre che al controllo degli impianti e all'organizzazione della vita di bordo, risponde a un modo di intendere la crociera nel quale la pianificazione della navigazione continua ad avere un ruolo importante anche sottocoperta.

La cucina, collocata a prua del quadrato, si sviluppa trasversalmente e occupa l'intera larghezza disponibile, con un'articolazione su entrambi i lati che permette di separare le diverse funzioni. Il piano di lavoro è ampio e affiancato da numerosi vani di stivaggio, mentre frigoriferi, cantinetta dei vini, congelatore e attrezzature per la preparazione dei pasti rispondono alle necessità di una permanenza prolungata a bordo.

Il First più grande, ma con una precisa identità

Con questo nuovo modello Beneteau amplia verso l'alto una gamma che comprende barche molto diverse per dimensioni e modalità di utilizzo. Se i First più piccoli privilegiano un approccio decisamente sportivo alla vela, nei modelli di maggiori dimensioni, come il 44, il 53 e ora il 60, emerge la ricerca di un equilibrio tra prestazioni, comfort e piacere di navigare. La visita a bordo durante il Salone Nautico di Genova ha permesso di apprezzare soprattutto la coerenza dell'organizzazione della coperta e alcune soluzioni ergonomiche che rivelano un'attenzione concreta per chi naviga. Il First 60 non cerca di nascondere la propria vocazione crocieristica, ma la interpreta attraverso un'impostazione nella quale il piacere di governare la barca e di intervenire direttamente sulle regolazioni delle vele continua ad avere un ruolo centrale. Naturalmente, soltanto una prova in mare potrà permettere di valutare la risposta al timone, l'equilibrio della carena e le prestazioni nelle diverse condizioni di vento, elementi indispensabili per valutare compiutamente un progetto che porta un nome impegnativo come First.

Per accompagnare gli armatori anche dopo la consegna, Beneteau ha inoltre previsto un programma di assistenza personalizzata attraverso il proprio servizio Premium, affiancato da iniziative dedicate alla comunità dei proprietari del First 60. Un approccio che riflette le esigenze di una clientela abituata a un rapporto continuativo con il cantiere, anche nella gestione e nell'utilizzo dello yacht.

Giuliano Luzzatto

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