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Rolex Middle Sea Race 2026, i protagonisti della 47^ edizione

· Fonte: Press Mare

La Sacra Infermeria dell'Ordine di San Giovanni, costruita nel XVI secolo dai Cavalieri di Malta e affacciata sul Grand Harbour della Valletta, è uno scenario davvero speciale per la premiazione di una regata. Oggi sede del Mediterranean Conference Centre, l'antico ospedale dei Cavalieri Ospitalieri ha accolto sabato 24 ottobre gli equipaggi della 47ª Rolex Middle Sea Race, conclusasi dopo 606 miglia di navigazione intorno alla Sicilia. Tra i protagonisti della cerimonia, Giovanni Lombardi Stronati, armatore e timoniere del wallyrocket71 "Django 7x", vincitore assoluto in tempo compensato IRC, che ha sintetizzato così la soddisfazione per il risultato: "Vincere la Rolex Middle Sea Race significa moltissimo per noi. Lo scorso anno avevamo conquistato la nostra classe in IRC 2, quest'anno siamo riusciti a vincere la classifica assoluta, regatando in IRC 1. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo ottenuto e io lo sono soprattutto del mio equipaggio. Amiamo Malta, questa regata e la vela d'altura. Torneremo il prossimo anno".

La premiazione, alla presenza della Presidente della Repubblica di Malta Myriam Spiteri Debono e del Primo Ministro Robert Abela, ha chiuso un'edizione che ha visto sulla linea di partenza 107 imbarcazioni con velisti provenienti da oltre 50 Paesi. Novantadue sono riuscite a completare il percorso, mentre 15 si sono ritirate, senza che si registrassero incidenti gravi alle persone o danni di particolare entità alle barche. Numeri che raccontano soltanto in parte una competizione caratterizzata da condizioni meteorologiche mutevoli, nella quale la velocità è stata importante quanto la capacità degli equipaggi di interpretare le transizioni del vento e affrontare un finale particolarmente duro.

La sfida tra "Django 7x" e "Balthasar"

La vittoria assoluta di "Django 7x" è maturata al termine di un confronto serrato con il Mills 72 "Balthasar" di Louis Balcaen, vincitore della precedente edizione. Le due barche hanno navigato vicine per buona parte della regata, alternandosi al comando nelle prime due notti. Dopo essere partito davanti, "Django 7x" è stato passato nel corso della prima notte, ha recuperato terreno nel pomeriggio successivo e ha completato il sorpasso nella seconda notte, quando l'aumento del vento ha permesso al wallyrocket71 di esprimere meglio il proprio potenziale.

A ricostruire le fasi decisive è Guillermo Parada, componente dell'afterguard di "Django 7x", per il quale la Rolex Middle Sea Race ha anche un significato personale: la sua prima partecipazione risale infatti a trent'anni fa, quando era a bordo del maxi "Alexia", vincitore dei Line Honours nel 1996.

Il successo dell'equipaggio di Lombardi Stronati, del quale fanno parte anche Vasco Vascotto, Michele Ivaldi, Bruno Zirilli e Shannon Falcone, per citarne alcuni, assume ulteriore valore alla luce di quanto accaduto prima della partenza. L'armo offshore aveva subito danni durante il trasporto, costringendo lo shore team a un lavoro complesso per adattare quello normalmente utilizzato nelle regate costiere alle sollecitazioni della navigazione d'altura. Una soluzione che ha permesso di prendere il via, ma che ha imposto particolare attenzione quando le condizioni sono diventate più severe. Parada ha spiegato che, con l'aumentare del vento e del mare, la priorità è stata soprattutto quella di preservare l'integrità della barca.

Una regata in due tempi, con lo Scirocco protagonista

La Rolex Middle Sea Race 2026 è stata complessivamente veloce, ma il suo andamento ha riservato situazioni molto differenti. Nelle prime fasi un flusso orientale ha favorito la risalita da Malta verso lo Stretto di Messina, soprattutto per le barche maggiori. Le unità più piccole hanno invece incontrato alcuni temporali, accompagnati da piogge torrenziali, senza tuttavia ritrovare le condizioni estreme dell'edizione 2024.

Tra Messina e Stromboli il vento leggero ha provocato rallentamenti generalmente contenuti, mentre lungo la costa settentrionale della Sicilia la maggior parte della flotta ha preferito mantenersi al largo, dove la pressione risultava più affidabile. Il passaggio più delicato dal punto di vista tattico è arrivato nell'angolo nordoccidentale del percorso. Una zona di transizione ha diviso nettamente i concorrenti: "Django 7x", "Balthasar" e "Daguet 5" sono riusciti a trovare il vento per scendere verso Sud, mentre altri protagonisti annunciati, tra cui "Red Bandit", "Arkas Blue Moon" e "Varuna VI", sono rimasti rallentati.

Ma la parte più impegnativa doveva ancora arrivare. Un forte Scirocco, esteso dalla costa africana fino alla Sicilia, ha accompagnato la discesa verso Malta con vento contrario e mare formato, spesso disordinato. Anche per i maxi è stata una lunga e dura bolina, nella quale la resistenza degli equipaggi e l'affidabilità dei mezzi sono diventate determinanti. Soltanto mercoledì mattina la rotazione del vento a Nordovest ha offerto condizioni più favorevoli alle barche ancora sul percorso, troppo tardi però per modificare le posizioni di vertice della classifica assoluta.

Black Jack 100" ancora primo sul traguardo

Se "Django 7x" ha conquistato il premio più ambito, in tempo compensato IRC, il protagonista della classifica in tempo reale è stato ancora una volta il Reichel/Pugh 100 "Black Jack 100" di Remon Vos, primo monoscafo a tagliare il traguardo per il secondo anno consecutivo. Il tempo di 51 ore e 51 minuti ha migliorato di oltre tre ore la precedente migliore prestazione della stessa barca sul percorso, stabilita nel 2010 quando navigava con il nome di "Esimit Europa 2".

A questo risultato "Black Jack 100" ha aggiunto anche la vittoria assoluta ORC, conquistando il Boccale del Mediterraneo Trophy. Un bilancio che conferma la competitività del maxi e del suo equipaggio, capace di sfruttare le condizioni della prima parte di regata e di affrontare senza cedimenti il duro ritorno verso Malta. Vos, che al termine di ogni partecipazione si ripromette scherzosamente di non tornare più, ha lasciato intendere che la barca potrebbe saltare l'edizione 2027, ma sarà certamente presente nel 2028, quando la manifestazione celebrerà il sessantesimo anniversario.

Alle spalle di "Django 7x" e "Balthasar", il terzo posto assoluto IRC è andato per il secondo anno consecutivo al Carkeek 54 francese "Daguet 5" di Frédéric Puzin, questa volta vincitore anche della classe IRC 2. Un successo particolarmente atteso dopo che nel 2025 la vittoria di classe gli era sfuggita per pochi minuti. A completare il podio di IRC 2 sono stati il Botin 65 "Artemis Bleu" di James Neville, con Dean Barker nell'afterguard, e il Reichel/Pugh 60 ungherese "Wild Joe" di Marton Josza.

Le vittorie di classe e una tradizione che attraversa le generazioni

Tra i successi maltesi spicca quello dell'HH42 "Artie III" di Lee Satariano, vincitore in IRC 3 con Christian Ripard nel ruolo di co-skipper. Per quest'ultimo, alla sua 36ª partecipazione, la Rolex Middle Sea Race rappresenta una vicenda anche familiare: il padre Paul e lo zio John furono tra i fondatori della competizione nel 1968, insieme a Jimmy White e Alan Green. Ripard vi prese parte per la prima volta nel 1976, a soli 15 anni. Alle spalle di "Artie III" si sono classificati i ClubSwan 42 "Aboat Time" e "Daring Sisters", quest'ultimo vincitore anche in ORC 3.

Non meno significativo il successo della famiglia Podesta, che con il First 45 "Elusive 2" ha conquistato sia la classe IRC 4 sia la ORC 4, oltre ai trofei riservati alla migliore barca maltese nelle rispettive classifiche. Fra questi figura l'Arthur Podesta Trophy, dedicato alla memoria del padre degli attuali armatori, protagonista delle prime 35 edizioni consecutive della regata. Un legame con la Middle Sea Race che i figli continuano a coltivare e che quest'anno è stato messo alla prova anche da un problema nei pressi di Stromboli, dove una grossa cassa alla deriva è rimasta incastrata nella chiglia di "Elusive 2". Liberata la barca, l'equipaggio ha dovuto affrontare una lunga rimonta fino al traguardo.

In IRC 5 il francese Géry Trentesaux ha conquistato il successo con il Pogo RC "Courrier Pogo", precedendo il JPK 1050 "Solenn for Pure Ocean" di Ludovic Gerard, impegnato in doppio, e il JPK 1180 italiano "Libertine" di Marco Paolucci, anch'esso condotto da due persone.

Il successo dei veneziani di "Colombre"

Per la vela italiana, accanto alla vittoria assoluta di Lombardi Stronati, uno dei risultati di maggior rilievo è stato quello di Massimo Juris e Pietro Luciani. I due veneziani, a bordo del JPK 1080 "Colombre", si sono imposti sia nella classe IRC 6 sia nella divisione Double Handed IRC, aggiungendo la vittoria in ORC 6, il secondo posto nella classifica assoluta ORC e il FIV Trophy, riservato alla migliore imbarcazione italiana in questa graduatoria.

Un risultato che premia un sodalizio costruito in molti anni di navigazione insieme. Già nel 2013, infatti, Juris e Luciani avevano ottenuto un importante successo nella Rolex Middle Sea Race a bordo del First 40.7 "Blue Colombre". La nuova affermazione conferma la loro esperienza nella conduzione in equipaggio ridotto, disciplina nella quale la preparazione della barca, la gestione dei turni e la capacità di mantenere concentrazione e velocità per tutta la durata della regata assumono un peso determinante.

Alle spalle di "Colombre", in IRC 6 si è classificato lo statunitense "Red Ruby", Sun Fast 3300 condotto da Christina e Justin Wolfe, mentre nella divisione Double Handed il podio è stato completato da "Solenn for Pure Ocean" e "Libertine".

Nella divisione Class40, caratterizzata da numerosi cambi al comando, la vittoria è andata allo svizzero "Stella Nova", su progetto Manuard, condotto da Louis Torreilles. Quest'ultimo, che aveva partecipato anche alla Cannes Malta Race, ha sottolineato come la varietà delle condizioni meteorologiche e i continui cambiamenti del percorso rendano la Middle Sea Race particolarmente interessante per i Class40, costringendo gli equipaggi a un costante lavoro di adattamento e affinamento delle manovre.

Tra i multiscafi il successo è andato all'ORC 50 "Calamity" di Kimmo Nordström, primo in tempo reale e vincitore anche in compensato MOCRA, davanti all'italiano "Turbolenta", Farrier 9AX di Marcello Bellacicca, e al polacco "Luke Seawalker", Outremer 5X di Lucas Komierowski. Il trofeo per il miglior tempo reale tra gli equipaggi in doppio è stato invece assegnato al Neo 430 Roma "Mia Gioia" di Martin Buck e Yves De Block.

La Middle Sea Race guarda al futuro, nel segno della sua storia

Uno degli aspetti che continuano a distinguere la Rolex Middle Sea Race è la presenza, accanto ai grandi team professionistici, di equipaggi amatoriali, famiglie e velisti che affrontano la competizione con barche destinate anche alla crociera d'altura. Un confronto tra esperienze e generazioni differenti che trova un esempio significativo nel progetto della Jarhead Young Sailors Foundation, presente quest'anno con il J/109 "JYS Jan". L'equipaggio, guidato da Gary Mercieca e Jake Mallia, ha dovuto ritirarsi nei pressi di Pantelleria a causa di danni alle vele, ma l'esperienza rappresenta comunque un'importante occasione di crescita per i giovani maltesi coinvolti. Diversi ex allievi della fondazione erano presenti anche a bordo di altre barche in regata.

È un aspetto sul quale ha insistito anche Mark Napier, Commodoro del Royal Malta Yacht Club, nel suo intervento alla premiazione. La Rolex Middle Sea Race, ha ricordato, rappresenta per Malta molto più di una competizione sportiva: contribuisce a rafforzare le relazioni con la comunità velica internazionale, promuove l'arcipelago e offre opportunità di crescita alle nuove generazioni, alle quali il club intende dedicare investimenti in formazione, strutture e sostenibilità ambientale.

Nata nel 1968, la Rolex Middle Sea Race si avvicina così a un anniversario importante. La 48^ edizione partirà dal Grand Harbour della Valletta il 16 ottobre 2027, mentre il 21 ottobre 2028 sarà la volta della 49^, destinata a celebrare i sessant'anni dalla prima edizione. Un traguardo che riporterà ancora una volta gli equipaggi nelle acque maltesi, punto di partenza e arrivo di una delle grandi classiche della vela d'altura internazionale.

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