The Italian Sea Group verso il concordato preventivo, Azimut Benetti offre 210 milioni
La crisi di The Italian Sea Group (TISG) si avvia verso un cambiamento della procedura di risanamento. Il Tribunale di Firenze ha indicato il passaggio dalla composizione negoziata al concordato preventivo, con l’obiettivo di rafforzare le garanzie a tutela dei creditori e delle imprese fornitrici. La decisione è maturata nel corso di un’udienza durata circa tre ore, tenutasi ieri, 28 ottobre, alla presenza dei rappresentanti della società, dei legali dello studio Stanghellini, del commercialista Giulio Andreani e di alcune delle principali aziende creditrici.
Secondo quanto riportato da La Nazione, il nuovo percorso prevederebbe il trasferimento di alcuni poteri decisionali dal consiglio di amministrazione all’autorità giudiziaria, introducendo un maggiore controllo sulla gestione della crisi. Il cambiamento di procedura dovrà essere sottoposto al consiglio di amministrazione di TISG per la ratifica finale, ma non dovrebbe comportare slittamenti rispetto al cronoprogramma già previsto.
Parallelamente prosegue il confronto tra i potenziali acquirenti degli asset industriali del gruppo. Azimut Benetti avrebbe portato a 210 milioni di euro la propria offerta per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale. Tra gli altri soggetti interessati figura Sri Global, holding d’investimento controllata da Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi, che ha presentato un’offerta vincolante accompagnata da un impegno finanziario complessivo di 260 milioni di euro. Di questi, 220 milioni sono destinati all’acquisizione degli asset, compresi la controllata turca TISG Turkey e la falegnameria Celi, mentre i restanti 40 milioni costituiscono la liquidità necessaria per riavviare le attività produttive. L’operazione prevede la costituzione di una nuova società, con Vincenzo Poerio, attuale amministratore delegato di Tankoa Yachts, designato come CEO e Stefano Siragusa nei ruoli di chief operating officer e chief technology officer. Il piano industriale 2027-2031 punta a raggiungere ricavi per 376,7 milioni di euro nell’ultimo anno, con un Ebitda margin del 14,6%.
La valutazione delle proposte non dipenderà soltanto dalla componente economica, ma anche dai rispettivi piani industriali, dalla capacità di assicurare la continuità produttiva e dalle garanzie offerte a creditori, fornitori e clienti. Una decisione sulle procedure di vendita è attesa entro la fine del mese. Restano inoltre aperte le ipotesi di acquisizione parziale degli asset: per il cantiere di La Spezia sarebbero interessati sia Polo Nautico Carrara, riconducibile a Sanlorenzo, sia Baglietto, mentre un’ulteriore manifestazione di interesse sarebbe arrivata da Safe Harbor Marinas, società controllata da Blackstone.
Il possibile passaggio al concordato preventivo e il confronto tra le proposte di acquisizione rappresentano i principali sviluppi di una vicenda nella quale restano da definire il futuro assetto proprietario del gruppo e le prospettive di continuità delle attività cantieristiche.