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America's Cup, la causa tra Ineos e GB1 sarà discussa dopo la Coppa

· Fonte: Press Mare

Un altro punto a favore della sfida britannica GB1: la causa tra Ineos Racing e Athena Racing sulla proprietà dell’AC75 Britannia verrà discussa in tribunale soltanto nel gennaio 2028, sei mesi dopo America’s Cup di Napoli. L’Admiralty Court ha fissato l’apertura del dibattimento al 12 gennaio 2028 e ha respinto la richiesta di Ineos di anticipare la decisione su alcune questioni preliminari. Salvo nuovi provvedimenti, GB1 potrà quindi affrontare la 38ª America’s Cup continuando a utilizzare la barca la cui proprietà resta contestata. Il procedimento è quello identificato con il numero AD-2026-000043, Ineos Racing Limited contro Athena Racing Limited. Il registro dell’Admiralty Court conferma che il 21 ottobre il giudice Andrew Baker ha emesso una nuova ordinanza, successiva alla “case management conference” del 16 ottobre. Il testo completo non è liberamente disponibile nel fascicolo pubblico, ma i suoi contenuti sono stati ricostruiti da The Foil e, successivamente, da Sail-World. Il passaggio più importante riguarda i tempi: il giudice ha disposto un processo della durata prevista tra 14 e 18 giorni, compreso il tempo necessario all’esame preliminare degli atti, con inizio il 12 gennaio 2028. Una sentenza potrebbe quindi arrivare soltanto nei mesi successivi. La questione su chi sia realmente proprietario dell’AC75 con cui il team britannico intende regatare a Napoli resterà dunque aperta per tutta la campagna della 38ª America’s Cup.

Respinta la richiesta di Ineos di separare alcune questioni

L’ordinanza contiene anche un punto favorevole ad Athena Racing sul piano procedurale: Ineos aveva presentato il 9 settembre una richiesta affinché alcune “preliminary issues” fossero esaminate anticipatamente e separatamente rispetto al resto della causa. Il giudice Andrew Baker l’ha respinta, disponendo invece “a single trial of all issues in these proceedings”, quindi un unico processo nel quale saranno affrontate tutte le questioni sollevate dalle due parti. Non è reso pubblico quali fossero precisamente gli aspetti che Ineos avrebbe voluto far decidere in anticipo, il risultato è però chiaro: non ci sarà, allo stato attuale, una pronuncia preliminare sulla proprietà della barca o su altri punti della controversia prima della 38ª America’s Cup. È un elemento che modifica sensibilmente il quadro rispetto ai mesi scorsi. La possibilità che una decisione giudiziaria arrivasse prima della Louis Vuitton Cup aveva rappresentato una delle principali incognite per GB1, perché una sentenza favorevole a Ineos avrebbe potuto costringere Athena Racing a restituire Britannia e gli altri asset oggetto della causa proprio nella fase decisiva della preparazione.

L’Admiralty Court ha definito anche una serie di passaggi intermedi. Entro il 26 febbraio 2027 le parti dovranno scambiarsi gli elenchi dei documenti e consentirne l’ispezione reciproca. Tra febbraio e marzo è prevista una nuova case management conference, che dovrà stabilire anche l’eventuale ammissione di consulenti ed esperti. Le dichiarazioni firmate dei testimoni dovranno essere scambiate entro il 23 aprile 2027, mentre eventuali richieste per produrre testimonianze integrative avranno come termine il 28 maggio. La parte più significativa del calendario è evidente: tutta questa attività processuale proseguirà parallelamente alla preparazione della Coppa. Dopo l’America’s Cup di Napoli, le parti dovranno aggiornare il tribunale sullo stato della causa entro il 26 novembre 2027; seguiranno il pre-trial review, la preparazione del fascicolo elettronico e, nei primi giorni del gennaio 2028, il deposito delle rispettive skeleton arguments, le memorie sintetiche sulle quali si articolerà il processo.

Ineos e Athena arriveranno dunque davanti al giudice quando il risultato sportivo della 38ª America’s Cup sarà già noto.

GB1 intanto ha portato l’AC75 a Napoli

Sul piano sportivo la situazione è altrettanto concreta. Il 21 ottobre, proprio nei giorni in cui veniva definito il calendario della causa, GB1 ha annunciato l’arrivo a Napoli del proprio AC75, denominato internamente RB4. Si tratta dello stesso scafo che nel 2024 ha regatato come Ineos Britannia, vincendo la Louis Vuitton Cup prima di affrontare Emirates Team New Zealand nel Match di Barcellona. La barca è arrivata a Bagnoli dopo un trasferimento di circa 800 km dal cantiere Persico Marine, dove è stata sottoposta alle modifiche per adeguarla alle regole della 38ª America’s Cup. Il programma riguarda sistemi, elettronica, idraulica, foil e configurazione interna, modificata anche per il passaggio a un equipaggio di cinque velisti e all’utilizzo dell’energia elettrica immagazzinata al posto dei cyclor impiegati a Barcellona. GB1 ha comunicato l’intenzione di completare il commissioning e iniziare a navigare nel Golfo di Napoli entro la fine del 2026.

Una proprietà ancora da stabilire

Il nuovo calendario non risolve naturalmente la questione centrale. Ineos continua a sostenere che Britannia e gli altri asset finanziati durante la precedente campagna debbano essere trasferiti alla società di Sir Jim Ratcliffe in applicazione del Partner Agreement. Athena Racing sostiene invece di avere sempre mantenuto la proprietà della barca e degli asset utilizzati per la campagna. Il giudice non si è ancora pronunciato sul merito di queste tesi. La decisione di rinviare tutto a un unico processo nel gennaio 2028 ha però una conseguenza pratica: la disputa sulla proprietà non interferisce più con la possibilità per GB1 di schierare l'AC75 Britannia, a meno che intervengano nuovi provvedimenti. Per GB1 significa poter proseguire la preparazione con maggiore tranquillità e una prospettiva molto più chiara rispetto ai mesi scorsi.

La causa non perde quindi importanza giuridica, ma cambia radicalmente il proprio peso sul piano sportivo: GB1 potrà regatare a Napoli con Britannia prima che un giudice ne abbia stabilito la proprietà.

 

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