Il pozzetto può trasformarsi in una terrazza aperta verso poppa oppure in un’area prendisole praticamente a livello dell’acqua; il flybridge è organizzato come un secondo ambiente all’aperto, mentre sul ponte principale living e zona pranzo rimangono distinti senza interrompere la continuità visiva degli interni. Sono alcuni degli elementi attorno ai quali Azimut ha sviluppato il nuovo Fly 70, che farà il proprio debutto mondiale al Cannes Yachting Festival 2026. Il modello prosegue il lavoro condotto dal cantiere sulla gamma Fly, affidandosi alla stessa coppia di designer già coinvolta nei Fly 62, 72 e 82: Alberto Mancini firma gli esterni, Fabio Fantolino gli interni. Mancini ha lavorato su linee sinuose e sportive e sull’equilibrio dei volumi, mentre Fantolino ha impostato gli ambienti interni attraverso il rapporto fra materiali, luce, arredi e vivibilità.
Uno degli elementi caratterizzanti è il pozzetto allungato, concepito come una superficie maggiormente proiettata verso il mare e dotato di tavolo da pranzo per otto persone. Azimut propone due configurazioni. La Terrace Cockpit, scelta per l’esemplare esposto a Cannes, orienta la zona dining verso poppa e utilizza un parapetto trasparente per mantenere aperta la visuale; sotto il piano di calpestio trova inoltre posto un ampio gavone destinato ad accessori e water toys. La variante Beach Cockpit interviene invece direttamente sul rapporto con l’acqua: un meccanismo sincronizzato apre lo specchio di poppa e contemporaneamente abbassa la seduta, creando un solarium vicino alla superficie del mare. Una soluzione già utilizzata sul Fly 62.
Anche il flybridge è suddiviso in tre zone funzionali: prendisole prodiero accanto alla postazione di governo, dinette centrale a C con mobile bar e terrazza poppiera libera da elementi strutturali, sulla quale possono essere collocati arredi freestanding. La copertura è affidata a un hard top in vetroresina caratterizzato da montanti verticali e da una struttura che si sviluppa attorno al rollbar estendendosi verso prua.
Sul main deck, il progetto separa la zona conversazione dalla sala da pranzo mantenendo però la continuità prospettica lungo il ponte. Il living utilizza due divani contrapposti rivolti verso l’esterno; fra i materiali scelti figurano pelle scamosciata marrone, marmo Green River e marmo Taj Mahal, quest’ultimo impiegato per il tavolo da pranzo abbinato a sedute di Patricia Urquiola. La cucina viene parzialmente schermata da un brise-soleil realizzato con lamelle in legno e bronzo spazzolato. Nel ponte inferiore sono invece ricavate quattro cabine, con la suite armatoriale collocata a centro barca.
Dal punto di vista costruttivo il Fly 70 fa ampio ricorso alla fibra di carbonio, secondo l’approccio che Azimut identifica come Carbon Tech Generation. La propulsione è affidata a due Volvo IPS 1350, configurazione con la quale il cantiere dichiara una velocità massima di 31 nodi. Sul nuovo modello debutta inoltre una soluzione sviluppata nell’ambito del programma Azimut Silent Technology – Pure. Si tratta di un sistema di trattamento delle emissioni del generatore che combina silenziatore, blocchi ceramici e catalizzatore per gli ossidi di azoto. Secondo i dati comunicati dal cantiere, il dispositivo permette di abbattere del 95% le emissioni di particolato e di dimezzare la pressione sonora, ottenendo una riduzione della rumorosità superiore a 5 dBA.
Il Fly 70 sarà una delle quattro anteprime mondiali schierate da Azimut a Cannes. Accanto al nuovo flybridge saranno infatti esposti Magellano 27M, Seadeck 9 e Grande 44M. Il primo abbina gli esterni di Jarkko Jämsén agli interni di AMDL Circle e Michele De Lucchi; Seadeck 9 sviluppa il concetto della Fun Island e dispone della modalità Mild Hybrid; Grande 44M, nuova ammiraglia a quattro ponti del cantiere, adotta invece una carena con Hull Vane foil technology abbinata anch’essa a un sistema Mild Hybrid.