Loro Piana Giraglia 2026: Performance, eleganza e tradizione

15/05/2026 - 17:34 in Sport by Yacht Club Italiano

Da oltre settant’anni, la Giraglia rappresenta uno degli appuntamenti più prestigiosi della vela offshore internazionale: un perfetto equilibrio tra competizione, tradizione e cultura marinaresca. Dalle banchine di Saint-Tropez fino all’arrivo a Genova, passando per il celebre Scoglio della Giraglia, questa regata continua a richiamare una flotta tra le più competitive del panorama internazionale e i grandi protagonisti della vela mondiale.

La Loro Piana Giraglia è organizzata dallo Yacht Club Italiano in collaborazione con la Société Nautique de Saint-Tropez, sotto l’egida della Federazione Italiana Vela e della Fédération Française de Voile. Disputata per la prima volta nel 1953, la 73ª edizione vedrà al via oltre 130 yacht provenienti da tutto il mondo per quattro giorni di regate inshore a Saint-Tropez (13-16 giugno), seguiti dalla classica prova offshore di 241 miglia nautiche con partenza il 17 giugno. Il percorso partirà da Saint-Tropez, doppierà lo Scoglio della Giraglia al largo della Corsica e si concluderà a Genova.

La Loro Piana Giraglia 2026 riunisce ancora una volta molti degli elementi che hanno reso questa regata un riferimento assoluto nel mondo dello yachting: rivalità sportive, yacht straordinari, tradizione armatoriale e storie capaci di andare ben oltre il risultato finale. Sullo sfondo del glamour senza tempo di Saint-Tropez e della profonda cultura marittima di Genova, la flotta 2026 offrirà un mix unico di performance, heritage ed eccellenza progettuale. Dal duello tra maxi yacht al vertice della flotta, a uno yacht classico di rara eleganza, fino a progetti moderni fortemente legati alla tradizione velica italiana, la entry list di quest’anno racconta ancora una volta l’anima autentica della Loro Piana Giraglia.

Quattro Maxi a caccia della Line Honours
Uno dei confronti più attesi della Loro Piana Giraglia 2026 sarà la sfida per la Line Honours tra quattro potenti Maxi: Magic Carpet E, Leopard 3, V e Arca SGR. Nel 2025 il Verdier 100 Magic Carpet E mancò la vittoria in tempo reale per appena 2 minuti e 43 secondi dietro a Skallywag 100. Il Don Jones 100 Arca SGR, timonato da Furio Benussi, concluse la prova a meno di due ore da Magic Carpet E nella scorsa edizione e arriva alla Giraglia forte delle vittorie alla Barcolana e di due successi consecutivi alla 151 Miglia.

Magic Carpet E ha iniziato a regatare soltanto lo scorso anno, affrontando anche prove inshore contro la plurivittoriosa Leopard 3 e il Mills 100 V. Tuttavia, la Loro Piana Giraglia 2026 sarà la prima occasione in cui questi quattro straordinari Maxi si confronteranno insieme offshore.

Leopard 3 si presenta alla Loro Piana Giraglia come una barca ormai collaudata ai massimi livelli, ma ancora in continua evoluzione. Passato sotto una nuova proprietà negli ultimi anni, il Farr 100 ha conquistato la RORC Transatlantic Race, la Rolex Middle Sea Race, il Maxi World Championship e due edizioni della RORC Caribbean 600. Secondo il Programme Manager di Leopard, Chris Sherlock, l’obiettivo ora è adattare questo potenziale alle condizioni più variabili del Mediterraneo.

“Dipende dalle condizioni. Sappiamo di essere più veloci degli altri con vento e onda, ma con aria leggera loro si sono dimostrati più performanti, quindi il nostro obiettivo è migliorare proprio nelle brezze leggere. Abbiamo un nuovo boma più leggero con una randa dalla base più lunga e nuove vele per i venti portanti per aumentare la performance sotto i dieci nodi. La Giraglia è la nostra principale offshore dell’estate mediterranea, quindi dobbiamo essere pronti a tutto. La nostra forza è il VMG di bolina con vento e onda, e i daggerboard sono una parte fondamentale di questo. Alla Caribbean 600 si può prevedere il meteo con maggiore certezza, mentre nel Mediterraneo non sai mai davvero cosa aspettarti. Devi essere pronto a tutto.”
In una sfida per la Line Honours così equilibrata, anche i primi incroci potrebbero contribuire a definire una delle rivalità simbolo della Loro Piana Giraglia 2026.

Kuka 4: Innovazione e partnership consolidata
Il MAT 1220 Kuka 4 dello svizzero Franco Niggeler rappresenta una delle numerose imbarcazioni racer/cruiser di medie dimensioni presenti alla Loro Piana Giraglia. Il progetto di Mark Mills è nuovo per la stagione 2026 e parteciperà alla Sardinia Cup 2026 prima della Giraglia.

Il due volte medagliato olimpico Mitch Booth, esperto anche nel mondo Maxi, è parte integrante del Team Kuka. Booth e Niggeler collaborano da decenni: si affrontavano già nei catamarani Classe A, per poi regatare insieme vincendo il Campionato Europeo Melges 24 e numerose regate offshore. Una lunga storia condivisa che ha costruito un rapporto fondato su fiducia, esperienza comune e passione per la vela ad alte prestazioni.

“Kuka 4 è esattamente il tipo di barca per cui è nata la Loro Piana Giraglia,” ha dichiarato Mitch Booth. “È una regata ideale per questa imbarcazione. Franco ama questo tipo di prove di media distanza con navigazione notturna, e la barca è perfetta per affrontarle.”

“Siamo maggiormente focalizzati sulla offshore, mentre utilizziamo le prove inshore per valutare gli avversari, preparare la barca, organizzare l’equipaggio e allenarci. Il MAT 1220 è un progetto molto moderno e performante: largo a poppa, facilmente planante, velocissimo alle andature portanti e davvero divertente da condurre.”
“Per ottenere il massimo bisogna portarlo quasi come una deriva, restando sempre concentrati. Franco è totalmente coinvolto nel progetto: non è un armatore che arriva e timona soltanto. Carica le vele, prepara i panini, regola le vele, timona… fa tutto. È questo che rende speciale il progetto.”
“C’è inoltre molta competizione in questa fascia della flotta, ed è parte del fascino della regata. Se ottieni un risultato qui, significa che te lo sei davvero meritato.”

Focus Classic: Baruna del 1938
Tra le imbarcazioni più affascinanti della flotta 2026, Baruna del 1938 porta con sé una bellezza che va ben oltre l’estetica. Fin dalle origini, la Giraglia è stata più di una semplice regata: un punto d’incontro tra grandi yacht, grandi marinai e uno spirito condiviso. Baruna incarna perfettamente questa tradizione.
Disegnata da Olin Stephens e varata nel 1938, Baruna nacque per essere veloce, elegante e marina. Nell’anno del suo debutto vinse la Newport Bermuda Race con otto ore di vantaggio, con Olin Stephens stesso in equipaggio, entrando così nella leggenda della vela offshore.

Ma il fascino di Baruna non è legato soltanto ai trofei storici. La sua storia parla anche di conservazione, artigianalità e dedizione. L’armatrice Tara Getty ha supervisionato un meticoloso restauro durato circa sette anni e mezzo, riportando lo yacht il più vicino possibile al suo carattere originale.

Costruita in Massachusetts per Henry C. Taylor, Baruna univa ambizioni sportive offshore a un grande comfort per la crociera familiare, grazie a una costruzione in legni stratificati di mogano, cedro e quercia.
In un panorama dominato da carbonio e dati, Baruna ricorda un’epoca in cui performance e design erano avvolti nella vernice lucida del legno. Non è un pezzo da museo, ma uno yacht vivo, ancora impegnato a fare ciò per cui è stato progettato. Se i maxi moderni rappresentano l’avanguardia dello sport, Baruna ne rappresenta memoria e anima.

Un’eredità di famiglia: Capricorno
Alessandro Del Bono sarà nuovamente al via con il suo JV82 Capricorno. Il maxi porta alla Loro Piana Giraglia un forte legame con la storia della vela d’altura italiana e una profonda tradizione familiare.
Dopo il secondo posto assoluto conquistato nel 2025, Capricorno torna tra i protagonisti più attesi, forte non solo dei recenti risultati ma anche di una storia che affonda le radici in una delle grandi stagioni italiane della vela offshore.
Per la famiglia Del Bono, il 1995 resta un anno memorabile. Fu la stagione in cui l’Italia lasciò il segno sulla scena internazionale: a Cowes, il team capitanato da Rinaldo Del Bono insieme a Pasquale Landolfi e Paolo Gaia conquistò la leggendaria Admiral’s Cup, un successo ancora oggi considerato uno dei momenti più importanti della vela italiana. Ancora oggi, parte dell’equipaggio di Capricorno è composta da velisti che facevano parte di quella storica vittoria.
Questa eredità aggiunge ulteriore significato alla campagna di Capricorno. Con Alessandro Del Bono al timone, lo yacht rappresenta molto più di una semplice ambizione sportiva: racconta il legame di una famiglia con una pagina d’oro della vela e una passione trasmessa di generazione in generazione.

Del Bono è però chiaro nel sottolineare che custodire questa tradizione non significa fermarsi. “La mia intenzione è preservarne la storia continuando ad aggiungere nuovi capitoli attraverso un costante sviluppo,” afferma.
Questo equilibrio tra tradizione ed evoluzione è al centro del progetto Capricorno. Del Bono descrive la flotta Maxi della Loro Piana Giraglia come uno degli ambienti più competitivi della vela offshore, con barche in continuo sviluppo per mantenere elevatissime le performance.

A bordo, il livello è altissimo, con “medagliati olimpici, velisti di Coppa America e molto altro” presenti in tutta la flotta. Capricorno risponde a questa sfida con un equipaggio stabile da anni, affiancato dall’inserimento di giovani velisti provenienti da classi minori per mantenere il team dinamico e competitivo.
Anche il programma di sviluppo segue questa filosofia. “Capricorno è in continua evoluzione,” conclude Del Bono. “Il nostro obiettivo è fare meglio dello scorso anno.”

Il risultato del 2025 ha dimostrato che la barca possiede velocità e continuità per competere ai massimi livelli, mentre il ritorno nel 2026 conferma che storia, identità e ambizione rappresentano ancora una combinazione vincente.
Insieme, Galateia, V, Kuka 4, Baruna e Capricorno raccontano le diverse anime della Loro Piana Giraglia: performance d’eccellenza, eleganza senza tempo e storia viva. È questa combinazione a rendere la regata così speciale nel panorama velico internazionale, dove ogni yacht porta con sé non solo velocità, ma anche una storia da raccontare.

L’organizzazione
La Giraglia fu ideata in 1953 come una regata d’altura di 241 miglia nautiche. Nel 2023 questa classica regata ha celebrato il suo 70mo anniversario. La Loro Piana Giraglia è organizzata dallo Yacht Club Italiano con la collaborazione della Société Nautique de Saint-Tropez e con il patrocinio di: Yacht Club de France, Yacht Club Sanremo e Yacht Club de Monaco, dell’Union Nationale pour la Course au Large (UNCL), International Maxi Association (IMA), Città di Saint-Tropez, Città di Genova e Regione Liguria.
La Regata della Giraglia è prova valida per il Campionato Mediterraneo IRC-UNCL ed è parte del 2026 Mediterranean Maxi Offshore Challenge di IMA.

La Loro Piana Giraglia
L’11 luglio del 1953 sul triangolo Cannes-La Giraglia-Sanremo, 22 imbarcazioni al via e 17 sulla linea d’arrivo si sfidarono sulle 196 miglia del percorso della prima edizione della Giraglia. La prima Giraglia fu vinta da una barca francese con un tempo reale di 31 ore. L’anno successivo, si invertirono i porti di partenza e di arrivo, gli iscritti arrivano a quota 31 e lo scoglio della Giraglia rimane lì, immutabile. E così diventò uno dei punti di riferimento dello yachting mondiale.

Negli anni questa regata d’altomare assume sempre più i contorni di un mito. La navigazione compendia tecnica e poesia e si attesta come una sorta di maturità velica per molti giovani appassionati. ‘L’ho fatta anche io’ diventa una medaglia importante sul petto di ogni marinaio.
Progressivamente sono aumentati i partenti in maniera inversamente proporzionale ai tempi di percorrenza. Il record attuale di barche sulla linea di partenza è dell’anno 2016, ben 302. Mentre il tempo più basso appartiene allo yacht Esimit Europa 2 di Igor Simcic, che nel 2012 ha bruciato il record precedente con un tempo di 14 ore, 56 minuti e 16 secondi.

Il format è rimasto più o meno lo stesso, negli anni Settanta le barche partecipanti erano sempre più di 100, anche 150, dei numeri straordinari se si considera la nicchia dello yachting; fino agli anni Novanta si sono successe le località di partenza e arrivo, con Italia e Francia ad anni alterni. Parteciparvi rimane sempre una mezza avventura, in cui tutto l’equipaggio dorme a bordo e partecipa ai trasferimenti delle barche. La Giraglia è testimone del passaggio dal legno alla vetroresina, di barche sempre più leggere e sofisticate e di passaggi fulminei. Dal 1998 il format è rimasto invariato: ci si trova a Saint Tropez intorno alla metà di giugno, regate costiere nello splendido golfo, festa per tutti i partecipanti alla vigilia della offshore – sempre memorabile – e partenza la mattina per la ‘lunga’ di 241 miglia nautiche che, oggi come allora, arriva a Genova con il passaggio obbligato dell’Isolotto della Giraglia, proprio come avevano immaginato i padri fondatori in quel lontano 1952.

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