Più scafo, meno motore: ripensare la nautica tra costi, consumo e libertà

14/01/2026 - 11:07 in Barca a motore by Press Mare

 Dobbiamo adeguarci ai tempi, per non distruggere il pianeta dobbiamo usare meglio le nostre energie fisiche ed economiche. Più scafo e meno motore è una ricetta per guarire dalla bulimia di questo inizio secolo, dalla mania della barca “grossa”. Guardando alla economia del nostro svago, la nautica da diporto, vedremo come togliere danaro dalla spesa in carburante mantenendo il divertimento.

 Se ci piace girovagare per il mare, fare il bagno, andare a pesca, allontanarci da terra fino a che i palazzoni sulla riva non siano scomparsi, potremmo scegliere come barca adatta il tradizionale cabinato a motore che però, è diventato molto caro sia come acquisto sia come gestione.

 Certo, non tutti soffrono allo stesso modo dell’inflazione, tuttavia io vedo sempre più barche che si allontanano di poco dalla banchina e che hanno ridotto la loro area di svago. Vanno fuori un miglio o meno, danno fondo all’ancora, poi bagno, spaghettino, pennichella e in porto prima delle diciotto. A molti sta bene così, non c’è dubbio, ma altrettanti lo trovano noioso, sedentario, antiquato, pantofolaio. Un problema non secondario è che correre di qua e di là con queste “palazzine al mare” che sono diventati molti motoryacht, perché è costoso. L’alternativa più economica e più sportiva può essere un bel gommone potente, aperto, con cui ci si diverta a correre. Quando si arriva ci si butta a mare, aperitivo, poi si raggiungono gli amici con la barca grossa o il ristorante a terra. Il problema è che anche il gommone ben motorizzato e veloce costa. A spanne si possono spendere 120.000€ per l’acquisto di un 8 m con 2x250 HP. Fin qui non c’è nulla da ridire, non è un ottimo investimento, ma ci può stare. Quando poi andremo a zonzo a velocità di crociera consumeremo 80 litri/ora. La maggior parte dei diportisti tiene la barca dieci anni riducendone di 1/3 il valore e la usa in navigazione 80 ore all’ anno; il che significa che i 10.000 € annui di carburante “rimangono” la spesa più importante.

 Vorrei suggerirvi invece un’alternativa “fuori dal coro”: pensiamo a esempio a una bella imbarcazione aperta in wood+epoxy di 9,5 m, stretta e lunga, con un solo fuoribordo da 50 HP. Costo stimato 90.000€. La barca è leggera e con un’elica a punto può muoversi a una velocità di crociera di 15 nodi consumando 11 litri all’ora, circa 0,75 litri al miglio. Se la teniamo dieci anni e la rivendiamo a 60.000€, sempre usandola in navigazione 80 ore all’anno, scopriremo che i 1.500 € di carburante all’anno non sono la voce di spesa più importante, ma sono superati dalla svalutazione del bene barca e dalle spese di manutenzione. Avremo inoltre una barca più bella del piccolo cabinato e del gommone, che è costata il 20% in meno di quest’ultimo e che se trattata bene mantiene meglio delle competitrici il suo valore nel tempo. Inoltre consuma e costa di gestione un terzo del gommone e non parliamo nemmeno del cabinato. Questa barca può essere attrezzata come si crede meglio, con una cappottina integrale per dormire a bordo occasionalmente, con un tuna tower per andare a pesca, con una vasta spiaggia a poppa per le immersioni ecc… tutto a patto di rimanere leggeri.

 “Il design non riguarda l’aspetto del prodotto, o l’effetto che fa. Il design è come funziona. Steve Jobs”

Come vedete dalle immagini questo tipo di barca esisteva negli anni 50 del ‘900 ma i grossi introiti derivati dalla vendita dei motori ne hanno favorito la estinzione, io ne propongo una versione 2030.

Michele Ansaloni

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