Nel corso della conferenza stampa tenutasi il 17 gennaio 2026 presso lo stand della Regione Sardegna e del CIPNES al Boot Düsseldorf, è stata presentata la strategia di sviluppo e internazionalizzazione della filiera nautica sarda, con un focus specifico sulle relazioni economiche con la Germania e sulle opportunità di investimento nell’Isola.
L’incontro si inserisce in un programma triennale promosso dalla Regione Sardegna, in collaborazione con l’Assessorato alla Programmazione, l’Assessorato all’Industria e il CIPNES, con l’obiettivo di posizionare la Sardegna non solo come destinazione turistica nautica, ma come polo industriale e manifatturiero della nautica nel Mediterraneo.
La Germania, partner strategico
La Germania rappresenta oggi il secondo partner estero per il settore nautico sardo, dopo la Francia, con un fatturato stimato intorno ai 600 milioni di euro. Al terzo posto si collocano gli Stati Uniti.
Anche sul fronte dell’export i dati mostrano una crescita molto significativa:
nel 2024 le esportazioni hanno raggiunto i 120 milioni di euro, con un incremento del 92% rispetto al 2023;
nei primi nove mesi del 2025 sono già stati superati i 92 milioni di euro, pari a un ulteriore +38% rispetto all’intero 2024.
Questi numeri confermano la necessità di rafforzare ulteriormente la presenza internazionale delle imprese sarde del comparto nautico e di consolidare il rapporto con il mercato tedesco.
Turismo e destagionalizzazione
La Germania riveste un ruolo centrale anche per il turismo in Sardegna. Secondo i dati ISTAT rielaborati dal centro studi regionale, le presenze tedesche ufficiali sono circa 600 mila, ma attraverso parametri correttivi si arriva a stimare quasi un milione di arrivi annui, che corrispondono a circa 5 milioni di pernottamenti.
La clientela tedesca, insieme a quella anglosassone, contribuisce in modo determinante alla destagionalizzazione, preferendo periodi di spalla come maggio, giugno, settembre e ottobre, con un impatto positivo sulla continuità economica del territorio.
Nel comparto nautico, i diportisti tedeschi tendono inoltre a permanenze prolungate, spesso pluriennali, e utilizzano la Sardegna anche come base per manutenzione, rimessaggio e assistenza tecnica delle imbarcazioni, generando un indotto industriale e di servizi particolarmente rilevante.
La presenza dei superyacht
Secondo uno studio regionale coordinato da Guido Piga, tra giugno e settembre transitano ogni anno in Sardegna circa 3.000 superyacht. Questo flusso ha favorito nel tempo lo sviluppo di una rete portuale con infrastrutture di elevata qualità e la crescita di una nuova generazione di imprenditori nautici, oggi in grado di competere sui mercati internazionali.
Incentivi e strumenti per gli investitori
Per attrarre nuovi investimenti, la Regione Sardegna ha attivato una serie di strumenti concreti:
ZES Unica, che consente di completare le pratiche di insediamento in circa un mese;
fondi FESR, per il sostegno finanziario alle imprese;
assistenza diretta del CIPNES e degli enti regionali per accompagnare gli investitori in tutte le fasi del processo.
L’obiettivo è facilitare sia l’arrivo di nuove aziende sia il rafforzamento di quelle già presenti sul territorio.
Formazione e competenze
Un elemento chiave della strategia riguarda lo sviluppo delle competenze locali.
A Olbia è stato istituito il corso di laurea in Ingegneria Navale, in collaborazione con l’Università di Cagliari e l’Università Federico II di Napoli. Nei prossimi anni è prevista una ulteriore verticalizzazione dei percorsi accademici.
Parallelamente, la Regione sta avviando programmi formativi per figure professionali specializzate: allestitori, verniciatori, elettrotecnici, meccatronici e tecnici nautici, con l’obiettivo di creare una base di competenze avanzate a supporto della filiera.
Una visione industriale della nautica
La Sardegna intende quindi superare l’immagine esclusivamente turistica della nautica, per costruire una vera industria manifatturiera del settore, capace di:
far crescere la filiera locale in termini di qualità, innovazione e competenze;
rafforzare la capacità delle imprese di stare sui mercati globali;
attrarre capitali e investitori internazionali in sinergia con l’imprenditoria locale.
L’obiettivo è creare un’economia nautica strutturata, in grado di affiancare quella del turismo diportistico.
Collaborazioni internazionali
La collaborazione con la Germania è rafforzata anche dal progetto scientifico dell’Einstein Telescope, nato da un accordo tra Sardegna e Sassonia, che apre nuove prospettive tecnologiche, scientifiche e industriali.
Sul fronte promozionale, la Fiera Nautica di Sardegna, in programma a Marina di Porto Rotondo dal 7 al 11 maggio, rappresenta uno strumento centrale per l’internazionalizzazione. Nel 2025 ha visto la partecipazione dell’associazione tedesca ADAC, che ha riconosciuto l’importanza strategica della Sardegna per i diportisti tedeschi.
Il ruolo dell’ICE e dei porti
L’Agenzia ICE, attraverso il desk di Berlino, supporta l’attrazione di investimenti diretti esteri, lavorando in sinergia con la Regione Sardegna per valorizzare i cluster già esistenti nel settore nautico.
Parallelamente, la rete dei porti sardi, oggi composta da 25 strutture, opera come sistema coordinato per sostenere sia il turismo nautico sia le attività industriali collegate.
Una strategia in evoluzione
La strategia regionale è ancora in fase di sviluppo operativo e richiede un importante lavoro di comunicazione e implementazione sui mercati internazionali. La Regione Sardegna ha confermato l’impegno a proseguire questo percorso nei prossimi mesi, presentando la propria visione in tutti i principali contesti internazionali, a partire da Düsseldorf e dal prossimo appuntamento di Dubai in aprile.
Filippo Ceragioli