Naufragio Bayesian: TISG fa causa alla società armatrice per 400 milioni di sterline

22/01/2026 - 16:19 in Editoriale by Press Mare

 

Stamani tutti i media inglesi hanno ripreso la notizia: The Italian Sea Group (TISG) ha avviato un’azione legale da 400 milioni di sterline presso il tribunale di Termini Imerese, in Sicilia, in relazione al naufragio del superyacht Bayesian, affondato il 19 agosto 2024 al largo di Porticello durante una violenta tempesta. Da noi interpellato, iI cantiere non ha commentato. TISG attribuisce la responsabilità dell’incidente alla cattiva gestione operativa dell’unità e sostiene di aver subito gravi danni economici e reputazionali in termini di mancate vendite.

Il Bayesian, yacht dal valore stimato di circa 30 milioni di sterline, colò a picco in circa 16 minuti dopo essere stato investito da raffiche di vento superiori ai 150 km/h. Nel naufragio persero la vita sette persone, tra cui il magnate britannico della tecnologia Mike Lynch e la figlia diciottenne Hannah.

Secondo quanto dichiarato a più riprese da Giovanni Costantino, azionista di riferimento del della holding toscana alla quale fa oggi capo il marchio Perini, l’evento sarebbe stato determinato da errori dell’equipaggio, in particolare per la mancata chiusura corretta di porte e oblò e per l’inosservanza degli avvisi meteo. Costantino ha inoltre affermato che il tempo trascorso tra l’impatto della tempesta e l’affondamento avrebbe consentito, in teoria, un’evacuazione più efficace.

La causa è stata intentata contro Revtom, la società con sede nell’Isola di Man proprietaria dello yacht e oggi riconducibile ad Angela Bacares, vedova di Lynch. Nell’atto sono stati citati anche il comandante James Cutfield e due membri dell’equipaggio, Timothy Eaton e Matthew Griffiths.

TISG sostiene che, a seguito del naufragio, l’azienda sia stata ritenuta impropriamente responsabile del disastro, con conseguenze dirette sul piano commerciale. Tra gli esempi citati figurerebbe anche il ritiro di un progetto di collaborazione con una nota casa di moda, che avrebbe dovuto utilizzare gli yacht del gruppo come piattaforma di lancio del proprio brand.

Dal fronte della famiglia Lynch, una fonte ha definito l’azione legale “cinica e prevedibile”, sottolineando come l’inchiesta britannica abbia sollevato interrogativi ancora aperti sul progetto, sulla stabilità e sulle caratteristiche operative dello yacht, incluse possibili vulnerabilità non note né all’armatore né all’equipaggio. Secondo la stessa fonte, la causa sarebbe finalizzata a spostare l’attenzione da tali aspetti tecnici.

Va ricordato che già nel settembre 2025 era emersa un’azione legale simile, da 186 milioni di sterline, successivamente smentita ufficialmente da TISG, che aveva dichiarato di non aver autorizzato l’iniziativa e di averne richiesto il ritiro. L’azienda aveva anche preso le distanze dall’avvocato che aveva promosso quell’azione.

Nel frattempo, lo scafo del Bayesian è stato recuperato nel giugno 2025 e resta al centro delle analisi tecniche e giudiziarie. La Marine Accident Investigation Branch (MAIB) ha indicato che l’unità sarebbe stata compromessa da raffiche fino a circa 130 km/h che avrebbero inciso in modo critico sulla stabilità trasversale.

L’azione legale di TISG apre ora un nuovo capitolo in una vicenda complessa, che intreccia responsabilità operative, aspetti progettuali e rilevanti implicazioni economiche per uno dei principali gruppi italiani della cantieristica nautica. L’esito del procedimento potrà avere riflessi non solo sul caso specifico, ma anche sul dibattito più ampio relativo alla gestione del rischio, alla progettazione e alla certificazione dei superyacht di ultima generazione.

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