Heesen Yachts ha annunciato il completamento di una delle fasi produttive più significative per Project Evita, motoryacht in alluminio di 56,7 metri attualmente in costruzione presso il cantiere di Oss. L’assemblaggio tra scafo e sovrastruttura segna l’ingresso ufficiale del progetto nella fase di outfitting e rappresenta il momento a partire dal quale vengono applicate le regole definitive di classificazione.
Project Evita è, ad oggi, la più grande unità realizzata dal cantiere olandese senza un armatore già definito. Nel segmento dei grandi yacht, la costruzione “in speculazione” – ossia senza un contratto di vendita già sottoscritto – costituisce una scelta industriale e commerciale precisa, che presenta vantaggi sia per il costruttore sia per il futuro acquirente.
Per il cantiere, uno dei principali benefici è la continuità produttiva. I cicli di costruzione di unità oltre i 50 metri si estendono generalmente su 24–36 mesi: avviare una barca in speculazione consente di non interrompere le linee produttive, di ottimizzare l’impiego di manodopera specializzata e di mantenere costante il carico di lavoro per i fornitori strategici.
Un secondo elemento non meno importante è la riduzione del time-to-market. Disporre di uno scafo già avanzato o in fase di allestimento permette di accorciare sensibilmente i tempi di consegna per l’armatore finale, rendendo il prodotto più competitivo rispetto a un progetto sviluppato integralmente ex novo.
La costruzione in speculazione rappresenta inoltre una dimostrazione concreta delle capacità industriali del cantiere. Uno yacht reale, in avanzato stato di costruzione, costituisce una vetrina tecnica più efficace rispetto a un progetto presentato solo tramite rendering: testimonia solidità finanziaria, capacità di gestione di programmi complessi e rafforza la credibilità del costruttore nei confronti di broker e clienti internazionali.
Un ulteriore vantaggio per il cantiere riguarda il controllo dei costi. L’adozione di una piattaforma già ingegnerizzata consente di limitare le varianti progettuali, ottimizzare gli approvvigionamenti e contenere le tempistiche di costruzione, con effetti positivi sulla marginalità complessiva del progetto.
Dal punto di vista dell’armatore, il beneficio principale è rappresentato dai tempi di consegna ridotti: un’unità in spec può essere completata in 12–18 mesi, contro i 30–36 mesi (o più) richiesti da un full custom.
A questo si aggiunge un rischio progettuale inferiore, poiché lo yacht generalmente si basa su una piattaforma già validata e spesso deriva da unità con sorelle operative, riducendo le incertezze tecniche e funzionali.
Contrariamente a quanto si possa pensare, anche un’unità costruita in spec può essere personalizzata in modo significativo, soprattutto per quanto riguarda interni, layout, materiali e dotazioni impiantistiche. La base progettuale già definita contribuisce inoltre a una maggiore prevedibilità economica, con costi più controllabili, minore esposizione agli extra-budget e un valore residuo generalmente più stabile sul mercato dell’usato.
Con una lunghezza complessiva prossima ai 57 metri, un volume interno di 780 GT e un pescaggio di 2,3 metri, Project Evita è stato progettato per poter operare anche in aree caratterizzate da bassi fondali, come l’arcipelago delle Bahamas, cosa che lo rende interessante a una clientela più eterogenea. Inutile dire che i prossimi saranno però mesi cruciali per il cantiere e per i broker che si trovano nella sua orbita, per poter portare a termine la vendita di questa nave da dporto: più avanzeranno i lavori di allestimento meno opzioni di personalizzazione saranno disponibili per l'unità.
Dal punto di vista tecnico, l’unità adotta una carena Fast Displacement Hull Form (FDHF), interamente in alluminio come le sovrastrutture, soluzione che consente una velocità massima dichiarata di 21,5 nodi e un’autonomia transatlantica di circa 3.900 miglia nautiche a 13 nodi. Propulsione e impiantistica sono conformi agli standard IMO Tier III, con benefici in termini di emissioni e possibilità di accesso alle principali aree di navigazione che hanno regole ambientali restrittive.
La configurazione degli spazi interni è stata sviluppata dallo studio Harrison Eidsgaard e prevede una distribuzione orientata a bilanciare privacy e aree sociali. La cabina armatoriale, collocata a prua sul ponte principale, si estende su una superficie di circa 60 metri quadrati, mentre cinque cabine ospiti permettono di accogliere ulteriori dieci persone. Un elemento centrale del layout è l’ascensore panoramico in vetro, che collega tre ponti e agevola la fruizione degli ambienti anche in un’ottica multigenerazionale.
Gli interni saranno realizzati da Heesen Yachts Interiors, divisione interna del cantiere che combina ebanisteria tradizionale olandese e tecnologie produttive avanzate. Il design esterno porta la firma di Omega Architects e si caratterizza per una soluzione di poppa diversa rispetto alla sorella Santosha: il tradizionale beach club è stato sostituito da una piscina infinity di sei metri quadrati collocata sul ponte principale a poppa.
I ponti esterni si sviluppano su superfici articolate, con un sundeck suddiviso in tre aree funzionali: prendisole a poppa, zona pranzo e bar centrale sotto hard top e lounge prodiera.
Con il completamento di questa fase strutturale, il cantiere concentra ora le attività sull’installazione dei sistemi tecnici e sull’allestimento degli interni, in vista della consegna prevista per il terzo trimestre del 2027.