Quando sono arrivato al quartiere fieristico di Rimini venerdì mattina, con il Pescare Show 2026 appena inaugurato, la prima cosa che ho notato è stata la fila all'ingresso. Lunga, ordinata, ma soprattutto composta da persone che sapevano esattamente cosa stavano cercando. Pescatori sportivi con l'aria di chi è venuto per comprare, non solo per guardare. Professionisti del settore con il badge espositore appeso al collo. Famiglie intere con bambini al seguito, emblema di una passione che si tramanda di padre in figlio, capace di creare un movimento sportivo con pochi eguali. Si stima che i seguaci dell’Arte alieutica in Italia siano circa 2milioni, 100.000 dei quali partecipano regolarmente a gare di pesca e tournament vari che si svolgono sia in mare sia nei fiumi e nei laghi. Non a caso la FIPSAS – Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee – è in assoluto una delle più partecipate all’interno del CONI, con quasi 300.000 iscritti.
Il Pescare Show 2026 si è chiuso ieri con numeri che parlano chiaro: stando ai dati forniti dagli organizzatori, +40% di visitatori rispetto all'edizione precedente, +70% di presenze internazionali e una superficie espositiva raddoppiata, passata da tre a sei padiglioni. Camminando tra gli stand, questa crescita si percepisce fisicamente: tanta gente, a volte in coda davanti agli stand dei marchi più noti, dimostrazioni dal vivo con capannelli di persone intorno, padiglioni costantemente pieni.
Italian Exhibition Group, organizzatore della manifestazione, può festeggiare un risultato che consolida la kermesse di Rimini come hub europeo per il settore. E i numeri del turismo sportivo in Italia – circa 12 miliardi di euro con una crescita dell'8% nell'ultimo anno secondo Banca Ifis – danno un'idea del mercato che ruota attorno a eventi come questo.
Girando tra i padiglioni ho avuto contezza degli oltre 160 brand presenti, il 60% in più rispetto al 2025. Non è solo una questione di numeri: è l'ampiezza dell'offerta che colpisce. Si passa dalle canne da pesca più tecniche all'elettronica di bordo di ultima generazione, dai gommoni e barche fisherman ai motori fuoribordo dei big del settore.
Suzuki, Yamaha, Mercury, Honda e Tohatsu presidiavano i loro spazi con motori esposti come opere d'arte e tecnici pronti a rispondere a ogni domanda. Non è un caso: i costruttori di motori marini considerano il Pescare Show un appuntamento strategico, perché qui incontri direttamente chi userà quel motore per ore e ore in mare. I pescatori sportivi sono spesso i tester più severi.
E poi accessori, abbigliamento tecnico, destinazioni turistiche ad hoc per i pescatori, charter specializzati. La manifestazione è strutturata in quattro aree – Sport Fishing, Boating, Outdoor e Tourism – ma nella pratica tutto si mescola: compri la canna, guardi il gommone, prenoti il viaggio in Scozia o alle Canarie.
Una delle sorprese più belle è stata scoprire che al Pescare Show non si viene solo per comprare. Nel padiglione centrale era allestita la prima tappa indoor europea della World Cup di Casting e Fly Casting, con oltre 100 atleti da 10 Paesi diversi. Li ho osservati per un po': precisione millimetrica dei lanci, concentrazione assoluta, tecnica sopraffina. Uno spettacolo nello spettacolo.
Poco lontano, le Casting Pool permettevano ai visitatori di provare attrezzature direttamente, con istruttori disponibili a dare consigli, prodighi soprattutto con chi rappresenta il futuro di questo mondo, i ragazzi. Giovanissimi arrivati a Rimini da tutta Italia, spesso con la famiglia, anche per imparare il lancio da maestri con decenni di esperienza sulle spalle, e professionisti che hanno fatto testare canne appena uscite sul mercato. Questa dimensione esperienziale trasforma la fiera da semplice vetrina commerciale a luogo di formazione e scambio di competenze.
La presenza di organizzazioni internazionali come IGFA, European Fishing Tackle and Trade Association e Major League Fishing conferma che Rimini sta diventando un punto di riferimento non solo italiano, ma europeo.
Una nota particolare la dobbiamo alla struttura: il quartiere fieristico di Rimini è oggettivamente ben fatto. Padiglioni moderni, ampi, ben illuminati. Ma soprattutto – e questo fa davvero la differenza – c'è una stazione ferroviaria dedicata proprio davanti all'ingresso. Sono arrivato con il Frecciarossa da Roma via Bologna in poco più di tre ore. Sceso dal treno, in tre minuti ero già dentro. Zero stress, costi ragionevoli.
Durante il weekend i padiglioni erano stracolmi, eppure non ho mai avuto la sensazione di confusione o disorganizzazione. Gli spazi sono ben progettati, i percorsi logici, la segnaletica chiara anche se qualche cartello in più non ci sarebbe stato male. Italian Exhibition Group ha fatto un buon lavoro anche nella gestione dei flussi.
Il modello organizzativo ha coinvolto anche strutture esterne come il Club Nautico di Rimini per le attività pratiche in acqua, creando un sistema integrato tra evento fieristico e territorio. Le ricadute economiche vanno ben oltre il semplice costo del biglietto d'ingresso: sono stati giorni di lavoro per decine di attività commerciali.
Questa capacità di destagionalizzare il turismo attraverso eventi specializzati è forse uno degli aspetti più interessanti dell'intera operazione Pescare Show ma che riguarda anche le tante altre mostre e fiere che si svolgono a Rimini quando i suoi famosi stabilimenti balneari restano chiusi. Non si tratta solo di organizzare una fiera, ma di costruire un modello di sviluppo economico alternativo alla stagione estiva.
Tirando le somme dopo aver passato in fiera due dei tre giorni di apertura, una cosa è chiara: la crescita del 40% nei visitatori e del 60% negli espositori non è casuale, riflette un comparto vivo, dinamico, in espansione. Un settore che integra manifattura (canne, attrezzature, imbarcazioni), tecnologia (elettronica, motori), turismo (destinazioni, charter) e sport (competizioni, tecniche).
A giudicare da quello che ho visto quest'anno, ci sono tutti i presupposti perché Rimini diventi il punto di riferimento europeo definitivo per la pesca sportiva.
E non è solo una questione di numeri. È l'atmosfera che si respira, la competenza che si vede negli occhi degli espositori, soprattutto la passione che traspare dai visitatori. È un mondo che si ritrova, si confronta, cresce. E la manifestazione gli sta offrendo lo spazio giusto per farlo.