Con il DM 32/2026 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha riconosciuto ufficialmente CoGePir come sistema nazionale per la gestione dei rifiuti pirotecnici. Il consorzio si occupa della raccolta, del trasporto e della distruzione di razzi, fuochi a mano e fumogeni giunti a fine vita, anche nel settore nautico.
La gestione dei segnali di soccorso pirotecnici scaduti, utilizzati a bordo delle imbarcazioni da diporto e professionali, trova ora un riferimento istituzionale con il riconoscimento ufficiale del sistema CoGePir da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, formalizzato con il Decreto Ministeriale 2 febbraio 2026 n. 32.
Il consorzio opera come sistema nazionale dedicato alla gestione dei rifiuti derivanti da articoli pirotecnici, compresi quelli impiegati in ambito nautico, assicurando che dispositivi come razzi a paracadute, fuochi a mano e fumogeni vengano correttamente gestiti quando superano la loro data di validità.
Una delle componenti operative del sistema riguarda il ruolo della rete di rivenditori nautici, che partecipano alla filiera attraverso il meccanismo dell’“uno contro uno”: al momento dell’acquisto di un nuovo segnale di soccorso, il cliente può consegnare il dispositivo scaduto, delegando al sistema consortile la gestione del suo smaltimento.
Questo modello consente di evitare che i prodotti pirotecnici finiscano nei canali ordinari di raccolta dei rifiuti, dove potrebbero rappresentare un rischio sia per la sicurezza sia per l’ambiente. I dispositivi vengono invece trasportati secondo le normative ADR e avviati alla termodistruzione in impianti specializzati.
Il sistema CoGePir è stato istituito dai principali produttori e importatori di articoli pirotecnici per adempiere agli obblighi previsti dal D.Lgs. 123/2015 e dal DM 101/2016. L’attività del consorzio si svolge nel quadro normativo del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e comprende su scala nazionale le operazioni di raccolta, trasporto e distruzione dei rifiuti pirotecnici, inclusi quelli derivanti da sequestri disposti dall’Autorità giudiziaria.
Nel settore nautico, la presenza di un sistema strutturato di gestione dei segnali di soccorso a fine vita rappresenta un passaggio rilevante per la sicurezza della navigazione e per la corretta gestione ambientale di dispositivi che, una volta scaduti, richiedono procedure di trattamento specifiche.