Nel nostro piccolo/grande mondo della nautica ci sono persone che non fanno rumore, ma che ne diventano parte. Presenze immancabili, che sembrano impossibili da immaginare altrove. Vittorio Baioni era una di queste.
La sua scomparsa improvvisa lascia un vuoto difficile da definire, prima ancora che da accettare. Non solo per chi ha lavorato con lui, ma per tutti coloro che come noi negli ultimi trent’anni lo hanno incrociato tra saloni nautici, banchine e cantieri, in Italia e all’estero. E soprattutto in Sardegna, che lui, romano di nascita, aveva eletto come sua casa.
Per la SNO, come hanno scritto Andrea e Francesco Pirro, Vittorio è stato molto più di un collaboratore: “una presenza costante, un punto fermo”, di un’azienda che Vittorio viveva come la propria famiglia, capace di attraversare tutte le fasi dell’impresa, dagli inizi più fragili fino alla crescita. Un compagno di viaggio che ha contribuito a costruire, giorno dopo giorno, non solo l’impresa, ma una comunità di lavoro dove era, senza dichiararlo, un leader discreto e un attento osservatore.
Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto la sua affidabilità. Non quella dichiarata, ma quella che si manifesta nel tempo, nella continuità, nella capacità di esserci sempre. Con discrezione, senza mai cercare un ruolo centrale, ma diventando di fatto una certezza.
La sua scomparsa lascia inevitabilmente una sensazione di incompiuto. Non solo per ciò che è stato, ma per tutto quello che avrebbe potuto ancora essere condiviso. Il tempo, come spesso accade, sembra interrompersi senza preavviso.
Resta però ciò che Vittorio ha costruito nei rapporti umani
Ciao Vittorio
Angelo Colombo, Gian Marco Lari, Fabio Petrone