Legge “Valorizzazione Mare” approvata: riforma per nautica, charter e cantieristica in attesa della pubblicazione

30/04/2026 - 13:29 in Istituzioni by Press Mare

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge “Valorizzazione risorsa mare”, provvedimento che interviene in modo organico sulla disciplina della nautica da diporto, aggiornando il quadro normativo successivo alla riforma del Codice del 2005. Il testo, frutto di una proposta sviluppata da Confindustria Nautica e di un confronto con il Governo, è ora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore.
Il Capo IV della legge è dedicato alla navigazione da diporto e, in particolare, l’articolo 16 introduce una serie di modifiche al Codice della nautica. Ulteriori disposizioni riguardano ambiti collegati, tra cui le attività subacquee, le imbarcazioni destinate all’attività agonistica, il ruolo dei raccomandatari marittimi e la gestione dei documenti di bordo. L’impianto complessivo del provvedimento si articola su due direttrici principali: da un lato la semplificazione dei procedimenti amministrativi per armatori, operatori e cantieri; dall’altro un rafforzamento degli standard di sicurezza e dei controlli, anche in funzione del contrasto alle attività abusive.

Tra gli interventi più rilevanti per il settore della cantieristica e per il mercato delle unità da diporto, viene introdotta la possibilità per il proprietario di affidare la propria imbarcazione o nave da diporto a società di locazione o noleggio, per periodi definiti, con una semplice annotazione sulla licenza di navigazione. Si tratta di una misura che mira a sostenere l’acquisto, facilitando l’utilizzo commerciale dell’unità.

Sul piano delle transazioni, la legge interviene sulla compravendita dell’usato, prevedendo che la ricevuta rilasciata dallo Sportello Telematico del Diportista (STED) possa sostituire la licenza di navigazione per un periodo di 90 giorni. Contestualmente, viene ridotto da 60 a 30 giorni il tempo previsto per il rinnovo delle licenze. Sono previste inoltre semplificazioni per la navigazione di prova, che viene espressamente estesa alle acque internazionali, e un ampliamento dei soggetti abilitati al comando, includendo anche collaboratori non dipendenti.

Un ulteriore intervento riguarda la digitalizzazione: per le unità che rientrano nelle convenzioni IMO, registri e documenti potranno essere conservati in formato digitale.

Una parte significativa della riforma riguarda il charter, con l’obiettivo dichiarato di allineare il sistema italiano ai principali standard europei. Viene introdotto il contratto di “locazione con nomina di comandante”, che consente a un locatario persona fisica di stipulare un contratto mantenendo a bordo un comandante professionista, con un limite di 12 passeggeri escluso il comandante stesso. Accanto a questo, viene definito il contratto di “noleggio a itinerario concordato”, distinto dal noleggio a tempo determinato, chiarendo anche gli aspetti relativi alla fornitura di carburante, acqua e lubrificanti.

La normativa stabilisce inoltre che le unità impiegate in locazione e noleggio possano essere utilizzate per tutte le altre attività commerciali previste dal Codice della nautica, ampliandone di fatto il campo operativo. Viene chiarito il principio secondo cui, in caso di locazione, il conduttore assume la detenzione temporanea dell’unità, mentre per le sanzioni amministrative la responsabilità è attribuita al conducente, con obbligo per l’armatore di comunicare i dati all’autorità competente. Tra le misure operative, il Capo del Circondario marittimo dovrà individuare aree dedicate all’imbarco e sbarco per le unità destinate al noleggio. Sono inoltre rafforzati i controlli, con la sospensione della licenza in caso di esercizio abusivo delle attività commerciali.

La legge introduce ulteriori disposizioni in materia di sicurezza. Per le unità da diporto provenienti da Paesi terzi che operano stabilmente in Italia, viene richiesto di indicare nella documentazione anche le dotazioni di sicurezza e la copertura assicurativa. Per le unità fino a 24 metri di proprietà di soggetti italiani ma battenti bandiera estera, è prevista una verifica tecnica qualora non siano dotate di attestazione di idoneità alla navigazione, con l’obiettivo di garantire l’assenza di rischi per ambiente e sicurezza. È inoltre introdotta un’aggravante nelle sanzioni in caso di danno ambientale.

Per gli armatori, oltre alla riduzione dei tempi amministrativi, viene introdotto un sistema di identificazione per le unità impiegate in “noleggio occasionale”. Nel caso di locazione finanziaria, la responsabilità del proprietario – tipicamente un istituto finanziario – viene limitata alla comunicazione dell’utilizzatore alle autorità competenti. Un’altra novità riguarda il riconoscimento delle abilitazioni: i cittadini italiani iscritti all’AIRE potranno ottenere la patente nautica italiana senza esami, a seguito del trasferimento della residenza in Italia, se già in possesso di un titolo estero equivalente.

Per le scuole nautiche, la normativa semplifica i requisiti per gli istruttori, per i quali sarà sufficiente un certificato medico di idoneità sportiva non agonistica. Viene inoltre stabilito che associazioni sportive ed enti non profit possano erogare corsi per la patente nautica solo a favore di associati da almeno un anno, chiarendo l’incompatibilità tra attività senza scopo di lucro e promozione commerciale.

La legge interviene anche sul comparto della subacquea, introducendo una disciplina organica per i centri di immersione e per le figure professionali di istruttore e guida subacquea. È prevista l’obbligatorietà della copertura assicurativa e l’istituzione di zone di interesse turistico subacqueo, finalizzate allo sviluppo di itinerari dedicati. L’attività di istruttore e guida potrà essere svolta anche in forma temporanea e occasionale.
Infine, la legge inserisce esplicitamente la valorizzazione del diporto nautico tra gli indirizzi strategici del Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM), riconoscendo al comparto un ruolo strutturale nelle politiche marittime nazionali.

Nel complesso, il provvedimento ridefinisce diversi aspetti operativi della nautica da diporto, intervenendo su procedure, modelli contrattuali e strumenti di controllo, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente e coerente con il contesto europeo.

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