Oceanco ha diffuso le prime immagini di Leviathan dopo la consegna avvenuta nel novembre 2025. Gli scatti, realizzati alle Bahamas dal fotografo Guillaume Plisson, si distinguono per un’impostazione non convenzionale rispetto alla comunicazione tradizionale del prodotto yacht: al centro non c’è solo l’unità, ma il suo utilizzo, con una forte attenzione alle dinamiche di vita a bordo.
Le immagini mettono in evidenza un progetto che si discosta da schemi consolidati, sia nella distribuzione degli spazi sia nella gestione operativa. L’impostazione progettuale ruota attorno a una riduzione delle gerarchie tra ambienti destinati agli ospiti e aree operative, introducendo un modello più fluido e condiviso. In questa logica, il salone principale è stato reinterpretato come una grande sala da pranzo comune, mentre spazi come sala giochi, campo da basket e prendisole sono pensati per un utilizzo collettivo.
Secondo il cantiere, Leviathan rappresenta un approccio che pone maggiore attenzione al significato e all’utilizzo dello yacht, più che alla sola rappresentazione formale. Una visione che si riflette anche nel lavoro sugli interni, affidato a Mark Berryman Design, chiamato a sviluppare un linguaggio coerente con una diversa organizzazione della vita a bordo.
Dal punto di vista tecnico, Leviathan si colloca nel segmento dei grandi yacht full custom realizzati da Oceanco, con una lunghezza di circa 111 metri, un baglio massimo di 17,8 metri e una stazza lorda prossima alle 5.000 GT. L’unità è stata consegnata all’armatore Gabe Newell, imprenditore statunitense e cofondatore di Valve Corporation, attivo anche nel campo della ricerca marina attraverso Inkfish.
Lo stesso Newell, già cliente del cantiere durante lo sviluppo del progetto, è entrato nella proprietà di Oceanco nell’estate 2025, assumendo un ruolo di riferimento nella nuova fase industriale del gruppo. Il progetto vede inoltre il coinvolgimento di più realtà specializzate, con Oceanco responsabile della costruzione e dell’integrazione di sistema, mentre la gestione armatoriale e il coordinamento complessivo hanno coinvolto Y.CO e YTMC.
La configurazione generale riflette una piattaforma pensata per un utilizzo operativo articolato, come evidenziato dalla presenza di un centro immersioni completamente attrezzato e dall’integrazione con le attività della flotta Inkfish, impegnata nella ricerca scientifica e nell’esplorazione marina. In questo contesto, lo yacht si configura come uno strumento operativo oltre che come unità da diporto.
Le scelte costruttive e impiantistiche evidenziano un’attenzione specifica alla gestione quotidiana. Soluzioni a bassa manutenzione sono adottate in tutto lo yacht, tra cui il ponte Bolidt personalizzato, le ringhiere in acciaio inox sabbiato, corrimano sintetici e una finitura esterna off-white, con l’obiettivo di garantire durabilità e semplificare le attività dell’equipaggio.
La centralità dell’equipaggio rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto. L’organizzazione degli spazi e delle funzioni è stata sviluppata per migliorare l’efficienza operativa e consentire una maggiore interazione con gli ospiti, riducendo il tempo dedicato alle attività di gestione e manutenzione. In questa prospettiva, la dimensione operativa diventa parte integrante dell’esperienza a bordo.
Un ulteriore elemento simbolico del progetto è rappresentato dal pannello in vetro inciso collocato nella scalinata principale, che riporta i nomi di circa 3.000 persone coinvolte nella costruzione dello yacht. Un riferimento diretto alla complessità della filiera e al contributo coordinato di cantiere, progettisti, equipaggio e partner tecnici.
Nel complesso, Leviathan introduce una riflessione su alcune dinamiche consolidate dello yachting, intervenendo sul rapporto tra spazi, equipaggio e modalità d’uso. Più che sulle sole caratteristiche dimensionali, il progetto sembra concentrarsi su un diverso equilibrio tra funzione, gestione e esperienza a bordo, proponendo un modello che potrebbe avere implicazioni anche per lo sviluppo futuro del segmento.