A cinquant’anni dalla sua affermazione nella vela internazionale, Resolute Salmon torna a misurarsi con un contesto competitivo di primo livello partecipando all’ORC World Championship Napoli Sorrento 2026, nella Classe C. Un ritorno che non ha soltanto un valore simbolico, ma evidenzia la capacità di un progetto nato negli anni ’70 di mantenere una propria rilevanza tecnica anche nel panorama contemporaneo.
Resolute Salmon nasce nel 1976 come one tonner della famiglia Zaoli, su progetto dell’architetto navale americano Britton Chance Jr., in piena epoca IOR. Costruita in Bretagna dal Chantier Pichavant, rappresenta fin dall’origine una sintesi tra innovazione progettuale, qualità costruttiva e visione agonistica. L’imbarcazione si distingue per soluzioni allora particolarmente avanzate: una configurazione a deriva mobile a baionetta e una distribuzione della zavorra interamente in sentina. Questo assetto consente di abbassare il baricentro, ridurre il beccheggio e garantire continuità di velocità, caratteristiche che si rivelano particolarmente efficaci nelle condizioni tipiche del Mediterraneo, per cui la barca era stata progettata.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: vincere la One Ton Cup del 1976 a Marsiglia, all’epoca considerata il riferimento mondiale della vela offshore. Un risultato centrato al termine di una preparazione estremamente ridotta e in condizioni operative complesse, con la barca completata pochi giorni prima delle regate e un problema al timone risolto alla vigilia della competizione. Nonostante ciò, Resolute Salmon si impone su una flotta di 43 imbarcazioni, evidenziando prestazioni particolarmente efficaci nei percorsi a bastone.
Dopo la vittoria, la barca continua a regatare nel Mediterraneo, attraversando successivamente una fase di minore attività con l’evoluzione dei regolamenti. La svolta arriva nel 2016, quando viene riscoperta in un cantiere nei pressi di Trieste dalla famiglia Zaoli, che avvia un restauro conservativo volto a preservarne materiali, geometrie e filosofia progettuale.
L’intervento, completato in quattro mesi, restituisce alla barca la propria identità originaria. Tornata in acqua nel maggio 2016, Resolute Salmon dimostra immediatamente di mantenere intatte le proprie qualità, ottenendo risultati significativi nel circuito delle regate d’epoca e classiche, tra cui vittorie a Imperia, Cannes e Saint-Tropez, oltre a piazzamenti di rilievo anche in ambito ORC.
Nel 2022 la barca conferma la propria competitività vincendo la Super Combinata della Rolex Giraglia, con successo di classe e un terzo posto assoluto ORC, evidenziando la capacità di adattarsi a contesti regolamentari e tecnici profondamente diversi rispetto a quelli per cui era stata originariamente concepita.
Dal punto di vista progettuale, Resolute Salmon rappresenta una delle espressioni più avanzate dell’approccio di Britton Chance Jr., progettista che ha introdotto metodologie scientifiche nella progettazione navale, utilizzando modelli matematici, test in vasca e simulazioni per ottimizzare le prestazioni degli scafi.
Lo scafo, realizzato in triplo fasciame diagonale di cedro rosso con rinforzi in carbonio, combina rigidità strutturale e contenimento dei pesi. Il sistema di deriva mobile, abbinato a una zavorra interna concentrata in sentina (circa 2,6 tonnellate), consente di ottimizzare l’equilibrio idrodinamico in funzione delle andature, migliorando lo scorrimento sull’onda.
Il risultato è un’imbarcazione progettata per lavorare sulla fluidità più che sulla potenza, capace di mantenere continuità di velocità e di esprimere il proprio potenziale soprattutto in condizioni di aria leggera e mare corto. Nel 2026, Resolute Salmon si presenta al Mondiale ORC armata dall’imprenditore e velista Alberto Franchella insieme alla famiglia Zaoli, con un equipaggio composto da Giovanni Bianco, Sofian Bouvet, Andrea Cattaneo, Patrick Costa, Davide Marella e Andrea Zaoli. A mezzo secolo dalla sua nascita, Resolute Salmon continua così a rappresentare un caso tecnico e sportivo di particolare interesse: una barca capace di attraversare epoche, regolamenti e linguaggi progettuali differenti, mantenendo una propria coerenza prestazionale e un’identità progettuale riconoscibile.