La news era ben più di un rumore di banchina e adesso arriva l’ufficialità: l’Australia torna in America’s Cup. Il Royal Prince Edward Yacht Club ha annunciato che la propria sfida per la Louis Vuitton 38ª America’s Cup di Napoli è stata accettata dal Royal New Zealand Yacht Squadron, diventando così il sesto challenger già iscritto alla prossima edizione della Coppa.
A rappresentare il club australiano sarà Team Australia, progetto sostenuto da John Winning, già vicino ai programmi australiani della Youth & Women’s America’s Cup di Barcellona 2024. Il team nasce con l’obiettivo dichiarato di riportare sotto un’unica bandiera molte delle figure australiane che negli ultimi decenni hanno contribuito ai successi di diversi sindacati internazionali.
Lo sfidante, il Royal Prince Edward Yacht Club, nacque oltre un secolo fa sulla sponda meridionale del porto di Sydney, per iniziativa di un gruppo di velisti che volevano un circolo velico vicino alle proprie abitazioni. Inizialmente chiamato The New Yacht Club e successivamente Southern Yacht Club, assunse infine il nome attuale in occasione della visita ufficiale in Australia del Principe di Galles Edward, futuro Edoardo VIII, arrivato a Sydney nel 1920 a bordo dell’HMS Renown.
La struttura sportiva e tecnica annunciata oggi conferma immediatamente ambizioni di primo piano. Tom Slingsby, campione olimpico e due volte World Sailor of the Year, assumerà il ruolo di Head of Sailing, mentre Glenn Ashby, argento olimpico in Tornado nel 2008, tre volte vincitore della Coppa America e recentemente inserito nella America’s Cup Hall of Fame, guiderà l’area Performance & Design.
A capo del progetto ci sarà Grant Simmer, uno dei protagonisti della storica vittoria di Australia II nel 1983, la campagna che pose fine ai 132 anni di dominio del New York Yacht Club.
Grant Simmer, CEO del Team Australia, ha dichiarato: “Per me questa campagna ha un profondo significato dal punto di vista personale, oltre ad essere un’esperienza entusiasmante. Il mio primo coinvolgimento nell’America’s Cup risale all’inizio degli anni ’80, quando ho avuto la fortuna di far parte del leggendario Team Australia II, che ha cambiato per sempre la storia della Coppa. Da allora ho preso parte a ogni edizione dell’America’s Cup, inclusa l’organizzazione di successo dell’evento in Australia, a Fremantle, ancora oggi considerata una delle migliori nella storia della competizione. Nel corso dei decenni, il talento australiano si è disperso tra i team di tutto il mondo. Oggi, grazie a John Winning e a questa nuova sfida, abbiamo l’opportunità di riunire nuovamente quel talento per competere ancora una volta per il nostro Paese. Quello che mi entusiasma di più è contribuire alla formazione di una nuova generazione di velisti, designer e ingegneri locali di America’s Cup, che garantiranno una base solida e duratura per l’Australia nell’era moderna della Coppa”.
Anche Tom Slingsby ha sottolineato il valore simbolico del ritorno australiano nella competizione: “Per me significa molto avere l’opportunità di rappresentare l’Australia nell’America’s Cup con un team australiano. Poter contribuire in modo significativo al ritorno della Nazione nella Coppa è un sogno che ha accompagnato tutta la mia carriera. Reso ancora più speciale dalla condivisione con Herman Winning, un caro amico da oltre 30 anni. C’è un grande entusiasmo intorno a quanto stiamo costruendo insieme e sono incredibilmente orgoglioso di far parte dell’inizio di questo nuovo capitolo per la vela australiana”.
Glenn Ashby, che gli italiani stanno conoscendo per il suo ruolo nel progetto Ferrari Hypersail, ha aggiunto: “Per oltre metà della mia carriera ho sognato di vedere un team australiano tornare all’America’s Cup, il vertice assoluto per il nostro sport. Noi australiani amiamo lo sport e i valori che porta con sé, come il sentimento di unione e di cameratismo. È estremamente emozionante e un grande onore contribuire a un nuovo e significativo capitolo dello sport australiano, rendendo omaggio e rispettando il lascito di chi ci ha preceduto. Il progetto di Team Australia getta le sue fondamenta su questa eredità, combinando l’esperienza e le competenze dei professionisti locali con i nuovi talenti per sviluppare in futuro molteplici dipartimenti. Questo nuovo team sfrutterà i più moderni strumenti di ingegneria e progettazione, simulazione e ottimizzazione delle prestazioni per essere pronti a Napoli dall’inizio del prossimo anno. La partecipazione all’evento principe della vela mondiale è stata possibile solo grazie alla volontà, al coraggio e alla fiducia riposta da John Winning e dalla sua famiglia, che hanno trasformato in realtà il sogno di molti”.
Tash Bryant, membro del Team Australia, ha commentato così questa nuova fase della Coppa: “Questa è una nuova era per l’America’s Cup. L’evoluzione delle barche e della competizione sta aprendo le porte a nuove opportunità e grande visibilità per le donne nella vela di alto livello, creando al tempo stesso percorsi più lineari per le giovani generazioni che si avvicinano a questo sport. Per i giovani velisti australiani che oggi assistono al lancio di questa campagna, questa rappresentanza e questa ambizione hanno un grande valore”.
Il nuovo challenger entrerà inoltre a far parte del board dell’America’s Cup Partnership. Grant Dalton, Chairman dell’ACP e CEO di Emirates Team New Zealand, ha accolto così il ritorno australiano: “La storia ci insegna che la vela dell’emisfero australe solitamente esprime il suo meglio nell’America’s Cup. Sono felice, sia come Chairman dell’ACP, sia come CEO di Emirates Team New Zealand, di dare il bentornato all’Australia in questa competizione. Riconosciamo la loro temibilità come avversari e conosciamo bene il grande talento velico presente in Australia; inoltre sappiamo che nei programmi Women & Youth stanno emergendo giovani velisti e veliste estremamente veloci. Auguriamo loro il meglio e non vediamo l’ora di affrontarli sulla linea di partenza a Napoli nell’estate del 2027”.
Sulla stessa linea anche Marzio Perrelli, CEO dell’America’s Cup Partnership: “Team Australia, in rappresentanza del Royal Prince Edward Yacht Club - ufficialmente il nostro sesto challenger per la Louis Vuitton 38a America’s Cup - ha riunito fin dall’inizio una squadra incredibilmente talentuosa e di grande esperienza. Non vedo l’ora di lavorare con il team e di accoglierlo nel Board dell’America’s Cup Partnership. Il ritorno dell’Australia nell’America’s Cup è un evento da celebrare che tutta la nazione può sostenere con orgoglio”.
Non è stato dichiarato con quale barca parteciperà, poiché il regolamento prevede di usare gli AC75 già esistenti. La soluzione più probabile è che il team australiano abbia acquistato dai Defender la barca vincitrice ad Auckland della 36^ America’s Cup, Te Rehutai. Al momento non è dato sapere con quale AC75 regaterà GB1, vista la disputa in corso con l’ex sponsor Ineos per la proprietà dell’AC75 vincitore della LV Cup di Barcellona