La Spezia, Italia - Il mondo della vela sta vivendo una rivoluzione silenziosa ma potente, spinta dall'innovazione tecnologica che ha trasformato il modo di navigare. Al centro di questa trasformazione c'è il foiling, la capacità delle imbarcazioni di “volare” sull'acqua grazie a speciali appendici. Un recente panel moderato dal giornalista Angelo Colombo e intitolato “Nuove frontiere della vela”, tenutosi al teatro civico di La Spezia nell'ambito del Blu Design Summit, ha riunito esperti del settore per esplorare l'evoluzione, le applicazioni e il futuro di questa affascinante tecnologia.
La storia del foiling è più antica di quanto si possa immaginare. Luca Rizzotti, fondatore di Foiling Organization, ha ripercorso le tappe fondamentali, partendo dagli esperimenti del 1861 di Sir Thomas Moy in Inghilterra, che per primo osservò l'effetto portante delle ali in acqua. L'Italia ha avuto un ruolo pionieristico con Enrico Forlanini, che tra il 1905 e il 1906 fece “volare” una barca a motore sul Lago Maggiore, un brevetto poi acquisito da Alexander Graham Bell. Negli anni '50, i cantieri Rodriguez di Messina hanno reso gli aliscafi un simbolo del trasporto pubblico marittimo.
La vera democratizzazione del foiling è avvenuta negli anni '90, grazie all'avvento di materiali leggeri come il carbonio e la Computational Fluid Dynamics (CFD). Questo ha portato alla nascita di classi come i Moth, capaci di raggiungere velocità doppie rispetto al vento reale. La Coppa America del 2013 ha segnato un punto di svolta, introducendo i foil sui catamarani e influenzando profondamente il design degli AC75, degli IMOCA oceanici e dei trimarani, oggi in grado di tenere medie molto alte su distanze elevate.
Il foiling non è più solo appannaggio delle regate estreme. Con un valore stimato di 1,5-2 miliardi di dollari su un mercato nautico ricreativo globale di 60-70 miliardi, il settore sta raggiungendo una massa critica. Foiling Organization, come spiegato da Rizzotti, è nata proprio per creare un punto di raccordo tra i vari attori, coordinando lo sviluppo di prodotti e la definizione di normative europee, come la Recreational Craft Directive (RCD) per la marcatura CE.
Andrea Buzzi, Project Engineering di San Giorgio Marine (parte di Genova Industrie Navali), ha illustrato il ruolo di Genova come polo d'eccellenza nella costruzione di imbarcazioni e componenti in composito ad alte prestazioni. San Giorgio Marine ha realizzato progetti all'avanguardia, come la barca di supporto full-foiling a idrogeno per la Coppa America, capace di raggiungere i 50 nodi, e sta sviluppando nuovi concept oceanici con foil a C, “Manta” e timoni portanti. La tecnologia foiling sta trovando applicazione anche nel diporto. Buzzi ha evidenziato il potenziale del semi-foiling per le imbarcazioni a motore, dove la riduzione della superficie bagnata porta a un significativo miglioramento delle prestazioni e una drastica diminuzione dei consumi. Questo approccio, che non mira al “volo” completo ma all'ottimizzazione idrodinamica, è particolarmente interessante per l'industria nautica italiana.
Michele Guisoni, responsabile di cantiere di Revel Sailing Team, ha sottolineato l'importanza di bilanciare tradizione e innovazione nella vela. Il suo team universitario, nato per colmare il divario tra teoria e pratica, è un esempio di come la ricerca applicata possa guidare il settore verso la sostenibilità. Il Revel Sailing Team ha progettato e costruito un Moth utilizzando fibre di lino e vetro, sostituendo il carbonio con metalli riciclabili come acciaio e alluminio, e ottimizzando i processi produttivi per ridurre l'impatto ambientale. Attraverso un'analisi del ciclo di vita (LCA), hanno dimostrato che la costruzione di un'intera imbarcazione ha generato solo 1200 kg di CO2, un risultato notevole per il settore. Questa collaborazione tra cantieri e università, con tirocini immersivi che seguono l'intero ciclo costruttivo, è fondamentale per formare nuove competenze e promuovere l'innovazione.
In conclusione, il foiling rappresenta non solo un'evoluzione delle prestazioni nautiche, ma anche un catalizzatore per l'innovazione in termini di materiali, processi e sostenibilità. Con l'impegno congiunto di industria, ricerca e istituzioni, le “nuove frontiere della vela” promettono un futuro entusiasmante e sempre più rispettoso dell'ambiente.