C'è un momento, nell'estate del 1967, in cui uno scafo tocca l'acqua per la prima volta. Ed è qualcosa che inizia - una storia, un nome, una promessa. Quello scafo si chiamava, e continua a chiamarsi come da tradizione marinara, Tarantella. Era il primo Swan 36 costruito, nato nei cantieri di Pietarsaari, in Finlandia, e progettato dallo studio newyorkese Sparkman & Stephens. Era il battesimo di un nome, Swan, che avrebbe cambiato per sempre il modo di intendere la vela d'altura.
Il restauro - realizzato nello stesso cantiere dove tutto ebbe inizio, a Pietarsaari - non è solo un intervento tecnico. È un atto di memoria. Un modo per dire che certe cose, costruite con la giusta cura, meritano di durare. L'imbarcazione è stata rimessa in perfette condizioni di navigazione e ora si prepara ad affrontare alcune delle regate più iconiche del mondo velico internazionale.
Il programma è ambizioso. Come prima tappa il Gotland Runt a Sandhamn, in Svezia, poi andrà alla base Nautor Swan Global Service di Badalona, in Spagna, dove a inizio settembre salirà a bordo anche Pekka Koskenkylä - il fondatore. L'uomo che tutto questo lo ha immaginato, nel 1966, quando ha registrato la piccola società Koskenkylä & Co. e ha scommesso sulla vetroresina in un momento in cui il mondo della vela guardava ancora con sospetto a quel materiale dai riflessi traslucidi.
Il viaggio culminerà a Porto Cervo, alla Rolex Swan Cup, dove il cantiere prevede la presenza di oltre 130 yacht Swan - il più grande raduno della storia del marchio. Poi a Les Voiles de Saint-Tropez, con una sosta a Bonifacio lungo il percorso. E nel 2027, la Cowes Week.
Per il presidente Massimo Perotti, che ha assistito al ritorno in mare di Tarantella, le parole arrivano cariche di emozione: "Ho potuto percepire ciò che rende il mondo Swan così speciale: l'emozione, il profondo legame con il mare e la forza di un'eredità autentica." Non è una formula di circostanza. È la descrizione di qualcosa che si sente davvero quando sei in banchina e guardi quello scafo che riprende a navigare.
Il ritorno di Tarantella coincide anche con un momento di transizione per il cantiere. Giovanni Pomati - che ha accompagnato il progetto di restauro con dedizione e che ha guidato Nautor Swan per otto anni - ha passato il testimone a Gianguido Girotti, il nuovo Amministratore Delegato. Girotti ha fatto il suo debutto pubblico proprio in occasione di questo evento, e forse non poteva scegliere un palcoscenico più carico di significato. "Navigare su uno Swan è il sogno di molti velisti ed è sempre stato anche il mio", ha dichiarato. "Oggi ho il privilegio di assumere la guida di questa azienda e contribuire ad accompagnarla nel futuro. Ora posso realizzare uno dei miei più grandi sogni: contribuire a costruire le barche più belle del mondo".
Pietarsaari, da secoli, sa cosa vuol dire costruire barche. Prima ancora che Nautor Swan nascesse, quella costa finlandese era già segnata dalla salsedine, dal legno stagionato e dall'arte di chi lavora il mare. Da quella tradizione è emerso un marchio che in quasi sessant'anni ha realizzato quasi 2.400 yacht - ognuno con lo stesso rigore, la stessa attenzione, la stessa idea di cosa significhi andare per mare.
Tarantella è la numero uno. La capostipite. E adesso naviga di nuovo.