Nel sempre particolare contesto del Principato di Monaco, Bellini Yacht ci ha invitati a provare il modello one-off Astor 38 "Pista". One-off perché questa unità è stata completamente personalizzata per il suo armatore, Francesco Castellacci, pilota AF Corse nel Mondiale Endurance e residente nella città monegasca.
Non a caso, Montecarlo come sede della prova casca a pennello. Simbolo di ricchezza ed esclusività, la città riflette anche la filosofia di Bellini Yacht, cantiere che, se da una parte produce in serie, dall'altra offre un servizio di personalizzazione tale da rendere ogni imbarcazione costruita un modello a sé stante, esclusivo del proprio armatore.
Non mancano poi altri rimandi: sede dal 1929 del Gran Premio di Monaco della Formula 1 e, dal 1991, all'interno di Port Hercule, del Monaco Yacht Show, Montecarlo ha rappresentato la cornice più pertinente per la presentazione di una barca costruita per un pilota automobilistico.
Un progetto su misura
Castellacci ha scelto Bellini Yacht per realizzare questo esemplare rivolgendosi direttamente al cantiere e al suo reparto di personalizzazione. Come dichiara lo stesso pilota: “Astor 38 Pista nasce da un confronto diretto con Bellini e con il loro atelier di personalizzazione. Quello che mi ha colpito è l’approccio estremamente su misura al progetto: non si tratta solo di scegliere una barca, ma di costruirla insieme, dettaglio dopo dettaglio. È stato un lavoro in cui ho potuto portare alcuni elementi del mio mondo, quello delle corse, all’interno di un contesto diverso ma altrettanto tecnico e curato. Il risultato è qualcosa che mi rappresenta pienamente. Il richiamo ai colori della mia Ferrari LMGT3 Evo lo rende ancora più personale, come un filo diretto tra pista e mare.”
Il reparto a cui fa riferimento Castellacci è B Atelier, la struttura di Bellini Yacht dedicata alla personalizzazione degli scafi di serie. Il team, composto da designer, artigiani e tecnici, segue il cliente lungo l’intero percorso di definizione del progetto, dalla scelta delle verniciature speciali ai rivestimenti artigianali, dai tessuti ai materiali di dettaglio. L’impostazione dichiarata dal cantiere per questo reparto è di tipo minimale, senza loghi o branding vistosi, con un’estetica affidata alla qualità dell’esecuzione artigianale piuttosto che a elementi distintivi evidenti.
Sulla genesi del progetto interviene anche Martina Bellini, Direttore Marketing del Gruppo Bellini: “L’Astor 38 rappresenta la perfetta fusione di comfort e prestazioni. Quando abbiamo iniziato a collaborare con Francesco Castellacci sapevamo che stavamo creando qualcosa di eccezionale. Trasformare il nostro modello di serie in un esemplare unico è stata una naturale evoluzione. Questo yacht rappresenta la filosofia del nostro cantiere: idee audaci, qualità senza compromessi, meticolosa attenzione ai dettagli e la capacità di trasformare un concetto visionario in una raffinata realtà.”
Il design
L’Astor 38 Pista mantiene l’impostazione walkaround tipica della gamma, con ampi spazi esterni pensati per la vita di bordo all’aperto e volumi interni sufficienti per un weekend in mare. La livrea riprende la palette della Ferrari del team AF Corse: argento metallizzato per lo scafo e giallo modena per la parte superiore del telaio del parabrezza. Compaiono dettagli in carbonio a vista, tra cui il guscio dei sedili di guida, mentre il T-Top, verniciato in tinta, è costruito interamente in fibra di carbonio. Sulle due piattaforme di poppa abbattibili sono stati inseriti due elementi in rosso metallizzato che richiamano graficamente i fari delle vetture da competizione. Il rosso ricorre anche nelle cuciture della tappezzeria e sul volante in pelle, con il centro segnalato da una fascia dello stesso colore, secondo una soluzione mutuata dal mondo delle corse.
Gli esterni
Il layout esterno segue l’impostazione walkaround, con un prendisole a isola a poppa che può essere ampliato perché prosegue senza soluzione di continuità con il divano della zona living centrale; il poggiaschiena di quest’ultimo può essere spostato per ampliare la superficie del prendisole stesso. È presente un tavolo fisso e ampliabile, oltre a un mobile cucina personalizzato con lavello, piano cottura e frigorifero. I passaggi laterali, ampi, permettono di raggiungere in sicurezza l’area di prua, dove si trovano un ulteriore prendisole e un divanetto rivolto verso la marcia. Il contatto con l’acqua è garantito dalle due piattaforme di poppa apribili, posizionate 70 centimetri sopra la linea di galleggiamento: una quota studiata per mantenere l’equilibrio dinamico dello scafo sia a barca ferma sia in presenza di onde. Il ponte è rivestito in teak sintetico. Ai lati del prendisole di poppa sono stati installati due cancelletti apribili, pensati per aumentare la sicurezza dei figli di Francesco Castellacci durante la navigazione.
La timoneria
La postazione di guida è organizzata su doppia seduta ergonomica per pilota e co-pilota, rivestita con tessuti selezionati e caratterizzata da dettagli che richiamano i sedili della Ferrari Daytona. Il cruscotto integra un doppio display Simrad, personalizzato nella grafica insieme ai tecnici del gruppo Navico. La gestione dei due motori, due Volvo Penta V8 a benzina da 380 CV ciascuno, avviene tramite manetta elettronica Volvo Penta.
Gli interni
Tessuti e cromie degli ambienti interni sono stati personalizzati anche con il contributo della madre di Francesco Castellacci, interior designer di professione. L’altezza interna risulta buona nonostante il disegno della sovrastruttura resti compatto e contenuto nella sagoma delle murate. A prua si trova un letto matrimoniale di grandi dimensioni; a poppa una cabina, pensata per i figli di Castellacci, ospita un doppio letto dalle dimensioni sufficienti anche per due adulti. Completa gli interni un locale toilette con box doccia separato.
La prova
L’ergonomia della postazione di guida risulta buona: la triangolazione tra seduta, poggiapiedi e manetta consente una posizione comoda a persone di altezza diversa. La strumentazione resta leggibile anche in condizioni di luce diretta, mentre la visuale sull’orizzonte si mantiene buona anche a scafo inclinato. Il feedback trasmesso dalla ruota del timone e dalle manette Volvo Penta è risultato positivo. Lo scafo, firmato da Brunello Acampora, si è mostrato al tempo stesso morbido e agile, con tempi di risposta ai comandi pressoché immediati e una stabilità di riferimento anche nelle accostate più decise. Il disegno della prua, non verticale come vorrebbe la tendenza attuale, favorisce la pulizia delle linee d’acqua nell’attraversamento di onde di altezza variabile: condizione che nel corso della prova è stata volutamente ricreata generando diverse onde di scia.
La prova si è svolta con il 54% di carburante e il 50% di acqua a bordo, con otto persone imbarcate, in assenza di vento e con mare calmo.
| Giri motore (rpm) | Velocità (nodi) | Consumo (l/h) |
| 1000 | 5 | 12 |
| 1500 | 6 | 18 |
| 2000 | 8 | 26 |
| 2500 | 9 | 48 |
| 2800 | 11 | 62 |
| 3000 | 13 | 72 |
| 3500 | 18 | 88 |
| 3800 | 21 | 96 |
| 4000 | 25 | 128 |
| 4500 | 29 | 130 |
| 5000 | 31 | 142 |
| 5630 | 35 | 216 |
Scheda tecnica
Lunghezza f.t.: m 11,58 - Lunghezza scafo: m 9,99 - Lunghezza al galleggiamento: m 9,30 - Larghezza: m 3,90 - Pescaggio: m 0,70 - Dislocamento a secco: kg 8.100 - Dislocamento a pieno carico: kg 9.800 - Riserva carburante: 680 litri - Riserva acqua: 150 litri - Portata persone: 10
Il gruppo Bellini
Bellini Nautica SPA opera nel settore della nautica dal 1960, anno in cui Battista Bellini avviò una collaborazione con Piantoni di Sarnico per la costruzione di imbarcazioni a marchio Sebino, in un capannone a Paratico. L’accordo si concluse nel 1962, quando Bellini vendette la struttura e diede avvio, presso la vecchia filanda di Clusane d’Iseo, alla produzione di imbarcazioni in legno a proprio marchio. Nel corso di quel decennio il cantiere realizzò un numero consistente di scafi, ciascuno dei quali segnò un passaggio nell’evoluzione tecnica e stilistica dell’azienda.
La produzione si interruppe nel 1973, quando le condizioni di salute di Battista Bellini iniziarono a peggiorare; il fondatore morì nel 1980. Romano Bellini, suo figlio, subentrò nella conduzione dell’azienda a sedici anni, in un periodo in cui l’attività si concentrò su rimessaggio, vendita e restauro di imbarcazioni. Seguì una fase di espansione, con la costruzione di quattro nuovi capannoni e di una piscina per le prove in acqua, oltre allo sviluppo di competenze specifiche nel restauro e nella verniciatura.
Nel 2011 l’azienda ha avviato un percorso di digitalizzazione dei processi. Nel 2019, con l’ingresso di Martina Bellini, ha stretto collaborazioni con artisti internazionali, tra cui Britto, Brainwash, Xavier Casalta e Fabian Oefner. Il gruppo, oggi articolato nei marchi Bellini Nautica, Bellini Classic, Italian Dealer e Bellini Yacht, ha sedi a Clusane d’Iseo, Falconara Marittima, Rimini, Varazze e San Lorenzo al Mare, e affianca alla costruzione di nuove imbarcazioni attività di restauro, refitting e assistenza. Bellini Nautica dichiara di condurre attività di ricerca e sviluppo su tecnologie marine a minore impatto ambientale, inclusi materiali eco-compatibili nei processi produttivi.
La gamma attuale del marchio Bellini Yacht comprende i modelli Astor 36, Astor 38, Astor 58 e Astor 68. L’Astor 38 oggetto di questa prova è un esemplare unico, realizzato su commissione per Francesco Castellacci, pilota della squadra AF Corse impegnata nel Campionato Mondiale Endurance.