Ventidue aziende, con competenze che coprono buona parte della filiera della cantieristica e della tecnologia marittima, rappresenteranno l’industria italiana a SMM 2026 - in programma ad Amburgo dal 1° al 4 settembre - la cui partecipazione è organizzata attraverso lo stand collettivo dell’Italian Trade Agency – ICE. L’area è collocata nel padiglione B3 di Messe Hamburg, dove saranno presentate soluzioni che spaziano dai sistemi di propulsione sostenibile alla componentistica per la costruzione navale, fino alle tecnologie per navigazione, comunicazione e sicurezza.
La presenza italiana a SMM arriva in una fase nella quale il settore mantiene un peso rilevante sia sul piano industriale sia su quello dell’interscambio con la Germania. Secondo i dati riportati dall’Italian Trade Agency, il comparto italiano della cantieristica navale ha registrato nel 2024 un fatturato netto di 13,6 miliardi di euro, il valore più elevato tra i Paesi dell’Unione Europea, davanti alla Francia con 11,6 miliardi. Anche sul fronte della produttività del lavoro, misurata attraverso il fatturato netto per addetto, l’industria italiana si è mantenuta nello stesso anno sopra la media tedesca. Un quadro nel quale assume particolare rilevanza la propensione internazionale della produzione. La quota export dei cantieri italiani è indicata intorno al 90%, mentre le sole esportazioni di prodotti della cantieristica navale hanno superato i 4 miliardi di euro. Germania, Francia e Spagna figurano tra i tre principali mercati acquirenti all’interno dell’Unione Europea. Più in generale, nel 2025 la Germania ha rappresentato circa il 12% dell’intero commercio estero italiano, confermandosi il principale partner commerciale dell’Italia in Europa.
Il rapporto tra le due industrie trova nel settore marittimo una delle sue espressioni più strutturate. Se i cantieri italiani hanno una posizione particolarmente forte nella costruzione di yacht e superyacht, le aziende tedesche operano contemporaneamente come clienti e fornitori di tecnologie di propulsione, impianti di climatizzazione e riscaldamento, componenti in acciaio, allestimenti interni, attrezzature per cucine professionali ed elettronica destinata ai sistemi di controllo e sicurezza. Nel primo trimestre 2026 le esportazioni tedesche di equipaggiamenti marini ad alta tecnologia, compresi motori marini e sistemi di navigazione, sono rimaste stabili, sostenute anche dagli order book dei cantieri italiani attivi nel segmento superyacht. Proprio quest’ultimo continua a distinguersi dall’andamento delle fasce dimensionali inferiori. A fronte di un mercato mondiale della nautica da diporto valutato 33,3 miliardi di euro nel 2025, nella primavera 2026 l’Italia deteneva il 52% dell’order book mondiale dei superyacht oltre 24 metri, con il segmento luxury ancora in crescita nei primi mesi dell’anno. Diversa la situazione delle imbarcazioni sotto i 10 metri, penalizzate dalla fine del 2025 dalla diminuzione della fiducia dei consumatori europei e dagli elevati livelli degli stock presso i dealer, Germania compresa, che tra gennaio e aprile 2026 hanno continuato a incidere temporaneamente sulla produzione.
A sostenere la filiera contribuisce inoltre il mercato interno italiano, con una flotta stimata in oltre 485.000 unità classificate come natanti, sotto i 10 metri di lunghezza scafo e quindi non soggette a registrazione. Una consistenza che alimenta la domanda di servizi post-vendita e refit, comparti nei quali i produttori tedeschi di componentistica hanno una presenza significativa.
Accanto alla nautica da diporto, SMM rappresenta soprattutto un punto d’incontro per l’industria marittima nel suo complesso. Il testo dell’ITA evidenzia come il settore marittimo italiano impieghi oltre 1,13 milioni di persone, mentre la sola cantieristica e meccatronica marittima occupa circa 180.000 addetti ed è caratterizzata da una forte presenza di piccole e medie imprese. Anche il corridoio marittimo tra Germania e Italia mostra segnali di tenuta: nel primo trimestre 2026 i porti di Amburgo e Brema hanno mantenuto collegamenti intermodali stabili con Trieste e Genova, funzionali ai flussi di merci verso e dalla Germania meridionale, dall’Austria e dall’Europa centro-orientale.
Uno dei temi centrali della partecipazione italiana sarà la transizione verso tecnologie a minore impatto emissivo. Le imprese presenti ad Amburgo proporranno sistemi ambientali ed energetici, materiali innovativi, propulsioni e attrezzature tecniche sviluppate anche in risposta all’evoluzione normativa europea. Il programma italiano Transizione 5.0 sostiene gli investimenti dei produttori nei campi dell’efficienza energetica e della digitalizzazione, mentre a livello europeo Hy2Tech promuove lo sviluppo di sistemi alimentati a idrogeno e fuel cell e delle tecnologie ibride. Un percorso che si inserisce nell’obiettivo dell’International Maritime Organization di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero nel trasporto marittimo internazionale entro o intorno al 2050.
Le 22 aziende selezionate per lo stand collettivo ICE sono Alfa Water, A.T.P., A.W.S. Corporation, Bi.Mar., Brandoni, Cabol Fluid Engineering, Cel Components, Coelmo, Davi-Promau, F.D.U.E.G., Gamma Diesel di Delbarba Franco, Giampi, Gicom, Interseals, Mase Generators, Palazzoli, PMP di Olgiati Giuseppe, Saim, Sanitrade, Schiavetti Enzo, Selmar Technologies e Temporiti. Una rappresentanza che comprende imprese consolidate, realtà familiari e PMI e che restituisce la varietà della supply chain italiana destinata alla cantieristica navale e all’industria marittima.