Per Mussini la partecipazione al Cannes Yachting Festival, in programma dall’8 al 13 settembre, non rappresenta soltanto l’occasione per esporre la Corvetta 24. Il cantiere di Portofino arriva in Costa Azzurra con un obiettivo commerciale preciso: creare una rete di relazioni sul mercato francese e, più in generale, nel Mediterraneo occidentale, affiancando alla presenza del prodotto una struttura capace di offrire un riferimento locale agli armatori.
A rappresentare il cantiere sarà la Corvetta 24, imbarcazione di otto metri che sintetizza l’impostazione costruttiva di Mussini. Lo scafo è realizzato in vetroresina e deriva dalle forme della lancia clinker inglese, mentre mogano e teak caratterizzano le finiture, eseguite a mano. La produzione segue una logica su commessa: prima dell’avvio della costruzione vengono definiti con l’armatore tempi, materiali e dettagli dell’esemplare.
È proprio questa combinazione tra una base progettuale riconoscibile e la possibilità di intervenire sulla configurazione della singola barca a costituire il messaggio che Mussini porta a Cannes. Il cantiere individua infatti nella presenza diretta sul territorio un elemento importante per affrontare il mercato francese, dove il rapporto con chi conosce il prodotto e può garantire assistenza localmente viene considerato parte del processo commerciale. “Il mercato francese premia chi ha qualcuno sul territorio. Andiamo a Cannes per costruire quelle relazioni”, spiega Emanuela Bertullo, responsabile commerciale del cantiere.
La partecipazione al salone francese, dove la Corvetta 24 sarà esposta nella zona tender, stand Tender 107, coincide inoltre con un percorso di rinnovamento dell’identità di Mussini, sviluppato attorno al concetto di Operaviva. Il riferimento nasce direttamente dal lessico nautico: l’opera viva è la porzione dello scafo immersa, quella che durante la navigazione lavora a contatto con l’acqua. Riunendo i due termini in un’unica parola, il cantiere intende associare il significato tecnico a quello di “opera” come risultato del lavoro artigianale e di “viva” come qualcosa destinato ad agire e durare.