La conferenza stampa organizzata da Sanlorenzo alla vigilia dell’apertura del Cannes Yachting Festival 2026 è stata soprattutto l’occasione per mettere in relazione prodotto, tecnologia, posizionamento e sviluppo industriale. Negli interventi di Tommaso Vincenzi, amministratore delegato Sanlorenzo, Massimo Perotti, presidente del Gruppo, e Gianguido Girotti, amministratore delegato Bluegame e Swan, è emersa una linea comune: innovare senza perdere l’identità dei marchi, utilizzare la personalizzazione come strumento di relazione con l’armatore e accompagnare la transizione tecnologica con soluzioni che possano essere concretamente utilizzate a bordo. Un’impostazione che trova una delle sue espressioni più recenti in She, il nuovo modello Heritage di Sanlorenzo, presentato in anteprima mondiale a Cannes. Vincenzi ha ricondotto il progetto a un principio che il cantiere considera centrale: l’innovazione non deve necessariamente determinare una rottura con ciò che ha costruito l’identità del marchio, ma può partire proprio da quel patrimonio per sviluppare il prodotto successivo.
She, il nuovo Sanlorenzo guarda agli anni Sessanta
Il riferimento stilistico dichiarato per She attraversa differenti culture dello yachting del passato: i motoryacht classici degli Hamptons, l’epoca dei Kennedy e il glamour italiano della Dolce Vita. Elementi che vengono reinterpretati attraverso un’architettura contemporanea e una diversa organizzazione degli spazi di bordo. Non si tratta quindi di riprodurre una barca del passato, ma di recuperare proporzioni, sobrietà ed eleganza dello yacht design degli anni Sessanta traducendole nel linguaggio Sanlorenzo attuale. Vincenzi ha sottolineato come She sia stata concepita per un armatore che attribuisce maggiore importanza alla sostanza che all’ostentazione, al design come espressione di cultura e gusto personale, all’understatement e a una tecnologia che rimanga funzionale all’esperienza di bordo. She diventa così anche una rappresentazione concreta del concetto “Tomorrow’s Timeless” utilizzato dal cantiere per sintetizzare la relazione fra continuità stilistica e innovazione: mantenere riconoscibili proporzioni, architettura ed eleganza associate a Sanlorenzo, introducendo contemporaneamente nuove tecnologie, soluzioni ingegneristiche e differenti modalità di vivere il mare.
Il progetto è partito dal main deck e dall’introduzione di una configurazione su livelli, con un mezzanino che ha permesso di intervenire anche sui volumi tecnici. La sala macchine ibrida è stata resa più compatta e parte degli spazi tecnici è stata ricavata sotto il mezzanino. All’esterno il lavoro si concentra invece sulle proporzioni, sulla sobrietà delle linee e sulla pulizia formale, con particolare attenzione ai fitting, alle finiture di coperta e alla qualità costruttiva. Gli interni sono firmati da Piero Lissoni e prendono come riferimento il loft milanese tradizionale. Sono previste due configurazioni e due differenti interpretazioni materiche, denominate Mediterraneum e Hamptons: la prima caratterizzata da tonalità e materiali più profondi, la seconda da un ambiente più chiaro e luminoso. Sul ponte principale trovano posto il salone verso poppa e la zona pranzo sul mezzanino, concepiti come parti di un unico ambiente interconnesso. Sul lower deck la cabina armatoriale full beam è collocata a poppa, con due cabine ospiti a centro barca, mentre la zona prodiera è destinata all’equipaggio, con galley, crew mess e relativi alloggi. I diversi livelli sono collegati attraverso una scala centrale circolare.
L’ibrido Volvo Penta entra nel progetto She
La componente tecnologicamente più rilevante di She è il nuovo sistema propulsivo parallelo ibrido Volvo Penta, previsto come dotazione standard. Secondo quanto spiegato durante la conferenza, l’architettura abbina due motori diesel fino a 1.000 CV ciascuno a due motori elettrici da un massimo di 160 kW ciascuno. Il sistema comprende inoltre un pacco batterie al litio indicato nella presentazione fino a 125 kWh. L’obiettivo non è soltanto consentire la navigazione in elettrico, ma intervenire sull’intero profilo energetico dello yacht, compresa la permanenza in rada senza ricorrere alla normale generazione diesel. Secondo i dati illustrati a Cannes, la capacità installata permetterebbe di sostenere i servizi di bordo in silenzio per circa otto ore durante la notte e sei ore durante il giorno. Il pacco batterie può inoltre essere ricaricato in meno di un’ora mantenendo i motori termici al minimo, utilizzando le macchine elettriche come generatori. Tre le modalità operative indicate: diesel convenzionale, full electric e una modalità combinata, con una logica di gestione in grado di passare automaticamente dalla propulsione elettrica a quella termica in funzione delle condizioni operative.
Sanlorenzo attribuisce particolare importanza anche all’integrazione del sistema. Motori, componentistica e architettura vengono forniti come pacchetto completo da Volvo Penta, soluzione che secondo il cantiere dovrebbe incidere positivamente non soltanto sull’integrazione tecnica, ma anche sulla gestione della garanzia e dell’assistenza post-vendita. La prima fornitura ingegnerizzata del sistema è prevista a novembre. Al progetto è stato inoltre abbinato un tender full electric sviluppato appositamente da Zuccon International.
Un prodotto volutamente selettivo
Il confronto con la stampa ha permesso di approfondire anche il posizionamento commerciale di She. Sanlorenzo non intende configurarla come una limited edition con un numero prestabilito di esemplari. La logica è differente: mantenere un prodotto selettivo, destinato a una tipologia precisa di armatore. Il concetto espresso dal management è che, in qualche modo, sia She a “selezionare” i propri proprietari. Non viene quindi fissato un limite produttivo, ma il cantiere intende mantenere una forte coerenza fra prodotto, modalità di vendita e profilo della clientela. Durante la conferenza Massimo Perotti ha inoltre annunciato la conclusione di un contratto con Luca Cordero di Montezemolo, citandolo come esempio di un cliente dal gusto particolarmente definito e come una conferma della direzione scelta per il progetto. Interessante anche la risposta alla domanda sulla possibilità che a She possano seguire altri modelli con la stessa impostazione: il progetto, è stato spiegato, è nato deliberatamente come She, senza una sigla numerica riferita alle dimensioni. L’interesse suscitato dal modello starebbe però portando Sanlorenzo a valutare possibili ulteriori sviluppi del concept.
Perotti: dal tailor-made al concetto di co-creazione
Massimo Perotti ha poi allargato il ragionamento dal singolo prodotto al modello di business dell’intero Gruppo, includendo espressamente Sanlorenzo, Bluegame e Swan. Il punto di partenza resta la centralità del cliente, accompagnata dal lavoro sul prodotto e sul valore dei brand. Perotti ha ricostruito l’evoluzione della personalizzazione Sanlorenzo attraverso tre passaggi: dal tradizionale “tailor-made” si è passati al “made to measure”, fino ad arrivare oggi alla “co-creation”. La differenza, nella lettura proposta dal presidente, consiste nell’estendere la collaborazione con l’armatore oltre la configurazione fisica dello yacht, coinvolgendo anche servizi ed esperienza complessiva. Un esempio citato riguarda il secondo 74 metri diesel-elettrico del cantiere, nel quale, su richiesta dell’armatore, è prevista l’installazione di un vero albero all’interno dello yacht. Un caso utilizzato da Perotti per spiegare quanto la personalizzazione possa spingersi oltre la scelta di materiali, layout e arredi e diventare parte integrante della progettazione.
La stessa evoluzione viene collegata a un cambiamento nell’utilizzo degli yacht. Secondo i dati riportati da Perotti, dopo il Covid l’età media degli armatori Sanlorenzo sarebbe scesa da circa 60-61 anni a 48 anni, mentre il tempo medio trascorso a bordo sarebbe passato da circa 60 a 120 giorni. Il risultato è una diversa domanda progettuale: lo yacht viene utilizzato più a lungo e deve consentire all’armatore di continuare a lavorare e mantenere il collegamento con le proprie attività. Perotti ha citato il caso di un cliente che, dopo aver ricevuto un 50 metri, nel ragionare su un successivo 70 metri ha chiesto che un intero ponte fosse organizzato anche per poter lavorare da bordo, con spazi e sistemi adeguati allo smart working. È in questo contesto che Sanlorenzo colloca concetti come wellness, longevity e “quiet luxury”: non semplicemente elementi di comunicazione, ma fattori che secondo il Gruppo stanno modificando il modo in cui una parte della clientela interpreta il possesso e soprattutto l’utilizzo di un grande yacht.
Sanlorenzo e il posizionamento nel lusso
Il posizionamento è un altro elemento sul quale Perotti è tornato più volte. Sanlorenzo continua a considerarsi parte dell’industria del lusso più che un costruttore da leggere esclusivamente attraverso le logiche tradizionali della cantieristica. A questo percorso si lega anche l’investimento nel rapporto con arte, cultura e design. Perotti ha ricordato il lavoro sviluppato nell’arco di dieci anni, dalla presenza ad Art Basel agli investimenti durante la Milano Design Week, fino alla nascita di Casa Sanlorenzo a Venezia, concepita come hub attraverso il quale mettere in relazione il Gruppo con arte, scienza e cultura.
La tesi è che il valore di uno yacht non possa più essere costruito soltanto sommando caratteristiche tecniche e prestazioni. Il prodotto rimane centrale, ma deve inserirsi in un’identità riconoscibile e mantenere valore nel tempo. È la stessa impostazione che Sanlorenzo dichiara di voler applicare a Swan: innovare, ampliare e diversificare la gamma senza alterare il patrimonio storico del marchio. Perotti ha chiarito questo punto proprio riferendosi alla comunità degli armatori Swan: l’ingresso del marchio nel Gruppo non significa trasformarne l’heritage, ma applicare una filosofia di innovazione nel rispetto della tradizione.
Road to 2030: la tecnologia c’è, manca ancora l’infrastruttura
Sul fronte della transizione energetica, Perotti ha confermato un passaggio significativo del programma Road to 2030: la tecnologia di propulsione indicata durante la conferenza come “B-fuel” ha raggiunto la certificazione. Durante l’incontro è stato sottolineato come il processo di certificazione abbia riguardato non soltanto la propulsione, ma anche gli altri aspetti dell’architettura dello yacht, compresi sistemi ausiliari e strutture, secondo standard internazionali applicabili a yacht e navi commerciali.
Perotti ha però indicato con altrettanta chiarezza quello che considera oggi il principale ostacolo alla transizione: l’infrastruttura. Il cantiere può sviluppare la tecnologia e i motoristi possono investire nei sistemi propulsivi, ma senza una rete di produzione, distribuzione e logistica dei combustibili sostenibili diventa difficile convincere l’armatore ad adottarli. Il presidente ha ricordato il progetto avviato in Italia con il porto di Olbia sul biometano, osservando però come negli ultimi anni siano venuti meno attenzione e investimenti necessari alla produzione e alla distribuzione del combustibile. Il tema è stato portato da Sanlorenzo anche alla Venice Climate Week attraverso una lettera presentata, secondo quanto spiegato durante la conferenza, a nome più ampio dell’industria cantieristica. A questo percorso si aggiunge la collaborazione con BYD sulle batterie. Perotti ha ricordato l’accordo che assegna a Sanlorenzo un ruolo esclusivo nel settore yachting per cinque anni e ha richiamato lo sviluppo delle batterie allo stato solido, tecnologia sulla quale BYD sta lavorando con una prospettiva di disponibilità indicata intorno al 2030.
Ordini e backlog, Perotti rivendica la resilienza del modello di business
La parte economico-finanziaria della presentazione è stata volutamente sintetica. Perotti ha indicato una crescita dell’order intake per otto trimestri consecutivi, quindi lungo un arco di due anni, nonostante un quadro geopolitico che continua a essere considerato complesso. Il presidente ha inoltre riferito la crescita nel semestre di ricavi netti, EBITDA e utile netto, indicando Americhe e Asia-Pacifico come le aree geografiche con la maggiore progressione, entrambe intorno al 35%. Il backlog lordo è stato quantificato in circa 1,5 miliardi di euro e quello netto in oltre un miliardo. La guidance è stata confermata.
Perotti ha utilizzato questi risultati per tornare sul posizionamento del Gruppo, sostenendo la necessità di valutare Sanlorenzo all’interno del mondo del lusso e non come un produttore industriale tradizionale. Una tesi che il presidente porta avanti, come ha ricordato a Cannes, sin dalla quotazione in Borsa.
Bluegame, Girotti: proteggere il DNA prima di accelerare
Se She rappresenta il rapporto fra tradizione e innovazione che Sanlorenzo intende perseguire sul prodotto, l’intervento di Gianguido Girotti ha affrontato il passaggio di Bluegame verso una nuova fase di sviluppo. Girotti ha ricordato il percorso che lo ha portato nel Gruppo e ha riconosciuto il lavoro svolto precedentemente sul marchio, sottolineando contemporaneamente il ruolo che continuerà ad avere il fondatore Luca Santella. Il primo obiettivo del nuovo amministratore delegato è infatti comprendere e preservare ciò che rende Bluegame riconoscibile. La definizione utilizzata durante la conferenza sintetizza bene il concetto: Bluegame non è una console boat e non è una fishing boat. “È una Bluegame”. In altre parole, l’identità del prodotto viene considerata un asset da proteggere prima ancora di pensare alla crescita delle gamme.
Girotti ha richiamato le diverse famiglie di prodotto e ha inserito la loro futura evoluzione in un percorso che guarda ai prossimi dieci, quindici o vent’anni. Il lavoro iniziale consiste quindi nell’analizzare in profondità la specificità del marchio e della comunità che si è formata intorno a esso. Gli armatori Bluegame vengono definiti “Bluegamers”: clienti accomunati, nella lettura proposta dal management, dalla disponibilità a mettere in discussione lo status quo e dalla ricerca di soluzioni diverse rispetto a quelle già presenti sul mercato. Una comunità che Girotti considera parte integrante del valore del brand. Tre gli elementi che il nuovo management intende preservare: unicità del concept, personalità e competenze tecniche e costruttive. A questi Girotti aggiunge il know-how artigianale necessario per raggiungere il livello qualitativo richiesto dal posizionamento del marchio. L’obiettivo dichiarato non è dunque una discontinuità, ma costruire un ponte tra ciò che Bluegame è diventata negli ultimi anni e la sua evoluzione futura. In questo percorso rientra anche il BGX83, indicato da Girotti come un’espressione particolarmente coerente dei valori del brand.
Swan, innovare senza cancellare la storia
La filosofia illustrata per Bluegame si ritrova anche nel modo in cui Perotti ha parlato di Swan. Il presidente ha escluso un’evoluzione che possa alterare l’heritage del marchio: il principio dichiarato è quello già applicato a Sanlorenzo, cioè introdurre innovazione mantenendo continuità con la tradizione. Ne emerge una strategia di Gruppo nella quale i marchi non dovrebbero progressivamente assomigliarsi tra loro. Al contrario, l’obiettivo è utilizzare capacità industriali, sviluppo tecnologico e organizzazione comune per rafforzarne le rispettive identità.
È probabilmente questo il filo che unisce meglio i diversi interventi ascoltati a Cannes: Sanlorenzo vuole continuare a sviluppare yacht tecnologicamente più complessi senza perdere la propria riconoscibilità; Bluegame deve crescere mantenendo la specificità che ne ha determinato il posizionamento; Swan deve essere innovata senza indebolire un patrimonio costruito in decenni di storia.
TISG, Sanlorenzo conferma l’interesse ma ribadisce la disciplina finanziaria
Durante le domande finali è stato affrontato anche il dossier The Italian Sea Group. La risposta di Massimo Perotti è stata sintetica ma significativa. Sanlorenzo ha confermato il proprio interesse, motivandolo anche con la vicinanza geografica, la qualità delle infrastrutture e la presenza di personale qualificato. Allo stesso tempo Perotti ha voluto rassicurare, in particolare, gli investitori sul metodo con cui il Gruppo intende affrontare l’eventuale operazione. Sanlorenzo, ha spiegato, manterrà un approccio finanziario rigoroso: gli asset possono avere un valore leggermente superiore o inferiore rispetto alle valutazioni iniziali, ma il Gruppo non intende adottare approcci che possano alterare la propria disciplina finanziaria.
Perotti ha inoltre indicato la metà di ottobre come un momento nel quale il futuro della vicenda TISG sarà più chiaraa, lasciando quindi aperto il dossier ma fissando con esattezza il perimetro entro il quale il Gruppo intende muoversi. Un passaggio che completa il quadro emerso dalla conferenza di Cannes: crescita e ampliamento del perimetro rimangono possibili, ma vengono ricondotti alla stessa disciplina che il management dichiara di applicare allo sviluppo dei prodotti e dei marchi. Innovazione, identità e capacità di investimento devono procedere insieme, senza che l’una venga perseguita a scapito delle altre.