Tre anteprime mondiali, nuovi investimenti nella capacità produttiva e un programma che prevede il lancio di nove modelli nei prossimi due anni attraverso i tre brand del gruppo: Grand Soleil, Pardo Yachts e VanDutch. Cantiere del Pardo ha utilizzato la conferenza stampa organizzata al Cannes Yachting Festival 2026 non soltanto per presentare Pardo GT65, Grand Soleil Plus 80 e Grand Soleil 60, ma anche per delineare la strategia con cui intende affrontare una fase di mercato che il management considera ancora complessa e decisamente più selettiva rispetto al periodo successivo alla pandemia. Ad aprire l’incontro è stato Marcello Veronesi, CEO di Cantiere del Pardo, che ha ricordato come il 2025 e il 2026 siano stati anni impegnativi per il settore, ribadendo tuttavia la continuità del piano di investimento avviato dopo l’ingresso di Oniverse nel capitale del cantiere. Uno dei principali fronti riguarda l’apparato industriale: entro la fine dell’anno sarà completata la prima fase del nuovo sito produttivo, mentre entro la fine del 2027 il piano prevede l’aggiunta di circa 30.000 metri quadrati di superficie destinata alla produzione. Una capacità supplementare che, nelle intenzioni del gruppo, dovrà consentire una maggiore efficienza industriale e creare gli spazi necessari per sviluppare nuovi modelli, compresi yacht di dimensioni superiori.
A questo programma si affianca il nuovo centro di Marina di Ravenna dedicato al varo e alle attività con armatori e potenziali clienti. La struttura sarà utilizzata non soltanto dal punto di vista operativo, ma anche come luogo nel quale concentrare una selezione di imbarcazioni del cantiere e organizzare prove in mare. Nella stessa direzione si inserisce Cantiere del Pardo Week, la cui prima edizione si è svolta quest’anno a Porto Cervo in collaborazione con lo Yacht Club Costa Smeralda. Veronesi ha già annunciato la seconda edizione, programmata dal 9 al 12 giugno 2027.
Sul fronte prodotto una delle principali novità presentate a Cannes è il Pardo GT65, modello che si colloca tra GT52 e GT75 e con il quale il cantiere ha scelto un approccio progettuale diverso rispetto ai due yacht che lo hanno preceduto. L’esperienza maturata sul mercato con questi ultimi è stata utilizzata come base per definire il nuovo progetto. Il GT52 era stato proposto con tre differenti layout e ha superato le 50 unità vendute, mentre il GT75 dispone di quattro configurazioni ed è stato venduto in oltre 20 esemplari. Proprio il confronto con gli armatori ha però portato il team di sviluppo a mettere in discussione questa molteplicità di soluzioni. Per il GT65 si è quindi deciso di concentrare il lavoro progettuale su un solo layout, sviluppato analizzando i feedback raccolti dagli utilizzatori delle altre imbarcazioni della gamma. Una scelta che punta a risolvere a monte temi come disposizione delle cabine, posizione della VIP, dimensioni dei bagni e soprattutto collocazione della cucina, anziché lasciare all’armatore la scelta fra numerose architetture differenti.
Massimo Gino di Nauta ha illustrato alcuni dei principi intorno ai quali è stata costruita la distribuzione degli spazi. Nel pozzetto, l’area conviviale è orientata verso il mare e il sistema di apertura che separa interno ed esterno permette di ottenere continuità fra salone e cockpit. Tavoli trasformabili consentono inoltre di configurare diversamente le zone pranzo e conversazione a seconda dell’utilizzo dell’imbarcazione. Uno degli elementi caratterizzanti è la posizione della cucina. Il cantiere ha escluso sia la soluzione completamente sul ponte principale, che avrebbe sottratto spazio al salone, sia quella sul ponte inferiore, considerata troppo distante dalle aree conviviali. La cucina è quindi collocata a un livello intermedio, soluzione già sperimentata sul GT52, con l’obiettivo di mantenerla collegata al salone e alle persone a bordo senza renderla necessariamente parte integrante dell’area living quando la preparazione dei pasti è affidata all’equipaggio. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai percorsi interni, alla larghezza dei passaggi e alla dimensione dei gradini, oltre che all’utilizzo dei volumi disponibili nella cabina armatoriale e nelle zone di stivaggio. Il GT65 diventa così anche un banco di prova per la strategia futura della gamma: il management non esclude infatti che, qualora la risposta del mercato confermasse quella raccolta nelle prime giornate di presentazione, il principio di un layout maggiormente definito dal cantiere possa essere valutato anche per altri modelli.
La seconda anteprima mondiale è il Grand Soleil Plus 80, nuovo modello della linea nata nel 2021 con l’obiettivo di estendere l’offerta Grand Soleil oltre i 60 piedi attraverso yacht caratterizzati da un livello superiore di personalizzazione, maggiore sperimentazione sui materiali, sugli impianti e sui processi produttivi e dalla possibilità di trasferire successivamente alcune delle innovazioni sviluppate anche sulle gamme di serie. Franco Corazza ha ricordato che il primo modello di questa famiglia, il Grand Soleil 72 presentato nel 2022, ha raggiunto 15 unità in acqua distribuite in diversi Paesi. Con l’80 il cantiere ha affrontato un progetto ancora più articolato anche per le richieste specifiche del primo armatore. Il primo Grand Soleil Plus 80 è infatti equipaggiato con un motore elettrico Torqeedo da 105 kW, due generatori da 45 kW e un pacco batterie da 90 kWh. La definizione dell’imbarcazione insieme all’armatore si è sviluppata nell’arco di circa due anni e ha comportato, secondo quanto riferito durante la conferenza, 143 change order. La progettazione è stata condizionata anche dalla necessità di mantenere lo yacht entro il limite dei 24 metri, evitando il passaggio a differenti requisiti normativi e impiantistici, pur offrendo volumi e dotazioni che gli armatori di questa fascia dimensionale tendono ormai ad avvicinare a quelli di yacht intorno ai 100 piedi.
Da qui la necessità di ricavare quattro cabine, quattro bagni, spazi adeguati per l’equipaggio e una cucina di impostazione professionale, con frigoriferi e piani di cottura dimensionati per un utilizzo intensivo. Il lavoro sull’ergonomia è stato quindi condotto cercando di mantenere passaggi, letti, docce e spazi di servizio coerenti con la dimensione complessiva dello yacht. All’esterno, una delle scelte progettuali riguarda l’eliminazione dei passaggi laterali nella parte poppiera in corrispondenza delle timonerie, soluzione che permette al cockpit di utilizzare l’intero baglio disponibile. Secondo quanto spiegato da Massimo Gino, questa configurazione ha consentito di aumentare di circa il 20% la larghezza utile del pozzetto, spostando inoltre in avanti le postazioni di governo e migliorando la visuale del timoniere verso prua. Anche il cockpit utilizza elementi trasformabili per alternare configurazioni dedicate al pranzo, alla conversazione o al relax. Gli interni mantengono invece un’elevata possibilità di personalizzazione: oltre a materiali, essenze, tessuti e rivestimenti, possono essere modificate diverse componenti del layout, fra cui la configurazione dei letti nelle cabine ospiti, quella dei bagni e l’orientamento verso prua o verso poppa della cabina armatoriale. Il secondo Grand Soleil Plus 80, attualmente in costruzione e previsto in consegna a febbraio, sarà invece dotato di propulsione tradizionale. Utilizzerà inoltre un’impostazione maggiormente elettrica per alcune funzioni di manovra al posto di parte dei sistemi idraulici presenti sul primo esemplare, con un risparmio di peso stimato in circa una tonnellata.
La terza anteprima mondiale presentata a Cannes è il Grand Soleil 60. Francesco Spirito ha definito il progetto come uno yacht pensato per la navigazione blue water, indicando come diverse dotazioni destinate alla crociera a lungo raggio siano previste già nella configurazione standard. Fra queste sono stati citati il sistema idraulico completo per vang e paterazzo, l’avvolgitore elettrico del genoa e la manetta elettronica del motore. Particolare attenzione è stata posta anche sull’autonomia, attraverso serbatoi di grande capacità, prossima complessivamente ai 1.000 litri, pensati per sostenere lunghe navigazioni offshore. Il disegno del pozzetto sfrutta anche in questo caso l’intero baglio nella zona poppiera, con due passaggi laterali che conducono ai camminamenti verso prua. Nonostante le dimensioni inferiori rispetto al Plus 80, è stato possibile realizzare un doppio cockpit a C, soluzione legata anche al rapporto fra quota del pozzetto e volumi delle cabine ospiti poppiere.
Negli interni la scelta progettuale è stata quella di non attribuire al tavolo da pranzo il ruolo principale nel salone. L’analisi del modo in cui gli armatori utilizzano la barca durante la crociera ha infatti portato a privilegiare una grande zona lounge, considerando che pranzo e cena vengono prevalentemente consumati all’esterno. Il tavolo interno rimane comunque dimensionato per otto persone ed è disposto longitudinalmente. La cucina è collocata verso prua e il modello è disponibile anche con una quarta cabina, studiata per non compromettere la percezione dei volumi del salone e mantenendo comunque dimensioni tali da consentirne l’utilizzo da parte di un adulto. Il Grand Soleil 60 rappresenta inoltre un passaggio nella razionalizzazione della gamma a vela. Il cantiere ha spiegato di avere progressivamente superato la precedente distinzione tra le linee Long Cruise e Performance. Se per oltre dieci anni il mercato poteva essere suddiviso in maniera più netta tra armatori orientati principalmente alla crociera e clienti interessati alle prestazioni, oggi la richiesta tende a convergere: comfort e performance devono convivere sulla stessa barca. Da qui il ritorno a una gamma identificata più semplicemente come Grand Soleil Yacht, lasciando che siano architettura e caratteristiche dei singoli modelli a definirne l’impostazione.
La parte finale della conferenza ha offerto anche indicazioni sulla situazione commerciale del gruppo. Il quadro tracciato dal management è sintetizzato da un concetto espresso durante il recente dealer meeting: “The market is not gone, but the easy market is gone”. Il mercato, quindi, continua a esistere, ma è terminata la fase nella quale le decisioni d’acquisto risultavano particolarmente rapide. È cambiata innanzitutto la composizione della domanda. Una parte dei nuovi clienti entrati nella nautica nel periodo 2021-2023 dopo la pandemia non è più presente, mentre gli armatori rimasti sul mercato sono più esperti e più esigenti. Questo si riflette direttamente sui tempi di vendita: nei segmenti nei quali Cantiere del Pardo opera con i propri motoryacht, processi decisionali che potevano richiedere due o tre mesi arrivano oggi a sei-nove mesi anche per imbarcazioni di 43 o 50 piedi.
Per il 2026 il cantiere prevede comunque una crescita dei ricavi di circa il 13-14% rispetto al 2025. Il management ha però precisato che la stessa dinamica non può essere automaticamente estesa alla marginalità, proprio per la maggiore pressione competitiva e commerciale presente sul mercato. Un elemento considerato particolarmente importante riguarda la gestione dello stock presso la rete distributiva. Cantiere del Pardo afferma di avere controllato con attenzione, dealer per dealer, il numero di imbarcazioni nuove disponibili, mantenendo molto contenuta l’esposizione presso la rete. La grande maggioranza della produzione risulterebbe così destinata direttamente al cliente finale, riducendo il rischio derivante da un eccesso di inventario. Geograficamente l’Europa viene descritta in una fase leggermente migliore rispetto agli Stati Uniti, dove l’incertezza continua a incidere sulle decisioni di acquisto. A questa si aggiungono le tensioni presenti in Medio Oriente. Un segnale differente arriva invece dal mercato brokerage, che secondo il management sta mostrando un andamento positivo e potrebbe anticipare una successiva ripresa delle vendite del nuovo. La risposta del cantiere a questa fase più selettiva passa quindi principalmente dal prodotto: nei prossimi due anni Cantiere del Pardo prevede infatti di presentare nove nuovi modelli complessivi attraverso i propri tre brand, proseguendo parallelamente gli investimenti nelle infrastrutture produttive e nelle risorse umane.
Tra gli annunci della giornata anche la prosecuzione della collaborazione con Luna Rossa. Nel 2027 Cantiere del Pardo affiancherà il team italiano per la terza edizione consecutiva dell’America’s Cup, appuntamento che assumerà un significato particolare per il cantiere perché la competizione si svolgerà in Italia. Per Cantiere del Pardo la partnership viene ricondotta a una convergenza sui temi della ricerca prestazionale, dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Un rapporto che accompagnerà dunque il nuovo ciclo di prodotto annunciato a Cannes e il contemporaneo ampliamento della struttura industriale del gruppo.