Maiora ha scelto il Cannes Yachting Festival 2026 per delineare una fase di sviluppo che va oltre la presentazione di nuovi modelli e riguarda il posizionamento stesso del marchio all’interno di Next Yacht Group. Alla nuova M-Line, sviluppata con Quartostile e rappresentata da M30 e M38, si affianca infatti l’ingresso nel segmento dei superyacht in acciaio e alluminio con due progetti di 50 e 53 metri, Supernova 50 e M53, differenti per impostazione ma riconducibili alla stessa strategia di ampliamento della gamma.
A spiegarne le ragioni durante la conferenza stampa è stato Giorgio Mattei, il vicepresidente di Next Yacht Group, che ha ricondotto le novità presentate a Cannes a un percorso di investimenti in strutture, capacità produttiva, tecnologie, persone e sviluppo prodotto. L’obiettivo è rafforzare l’identità dei singoli brand ampliandone contemporaneamente il raggio d’azione, in un mercato nel quale le tradizionali delimitazioni tra segmenti diventano meno rigide e gli armatori chiedono yacht sempre più personalizzati. L’ingresso nei superyacht in metallo viene quindi indicato non come una discontinuità, ma come l’evoluzione di una strategia destinata progressivamente a coinvolgere sia Maiora sia AB Yachts, mantenendone distinti DNA e posizionamento: spazio, benessere e rapporto con il mare per il primo; performance, innovazione e ingegneria per il secondo.
Il primo risultato concreto di questo percorso è la M-Line. Quartostile - con Franco Carone, Matteo Broglia e Andrea Sartori - è partito dalla richiesta del cantiere di sviluppare non semplicemente un nuovo modello, ma un linguaggio formale riconoscibile e scalabile su yacht di dimensioni e piattaforme differenti. Il lavoro si è concentrato su proporzioni, continuità delle superfici e stretta relazione tra architettura esterna e distribuzione degli interni. Tra gli elementi ricorrenti compare la "light signature", ottenuta trasformando il tientibene da componente puramente funzionale a elemento del disegno, personalizzabile nelle finiture e sottolineato dall’illuminazione. A questa si aggiunge una fascia vetrata scura che percorre longitudinalmente lo yacht e contribuisce contemporaneamente alla lettura dei volumi esterni, all’ingresso della luce naturale e al rapporto visivo con il mare.
L’M30 è la prima unità della nuova linea. Misura 30,40 metri fuori tutto, ha un baglio massimo di 7,50 metri e una stazza di 200 GT. Lo scafo e la sovrastruttura sono in composito; la propulsione è affidata a due MAN V12-2000 da 2.000 HP ciascuno, abbinati a linee d’asse ed eliche Detra Classe S a quattro pale in Nibral, per una velocità massima dichiarata di 21 nodi. Può accogliere fino a 12 ospiti in cinque cabine e cinque membri di equipaggio in tre cabine.
Il dato dimensionale racconta però solo in parte il lavoro svolto sul layout. La suite armatoriale full beam sul main deck sviluppa circa 30 metri quadrati e comprende zona studio, chaise longue, dressing e bagno privato; il salone misura circa 36 metri quadrati, mentre il lower deck ospita quattro cabine per gli ospiti. La conferenza ha posto particolare enfasi sul ponte walkaround, definito "Infinity Deck", con oltre 110 metri quadrati di superficie e un percorso continuo da poppa a prua. La stessa impostazione interessa la zona poppiera: beach area e pozzetto vengono trattati come un unico sistema, con quest’ultimo trasformato in una vera waterfront lounge piuttosto che in una semplice zona di passaggio verso il mare.
Con M38 questa impostazione viene trasferita su una piattaforma più grande. Il nuovo modello di punta della M-Line misura 37,10 metri fuori tutto, 8,20 metri di baglio e circa 275 GT, con scafo e sovrastruttura in composito. Sono previste due motorizzazioni: due MAN V12-2200 da 2.200 hp oppure due MTU 16V2000 M96L da 2.600 hp, alle quali corrispondono velocità massime dichiarate rispettivamente di 23 e 28 nodi. Può ospitare fino a 12 persone in cinque cabine, mentre l’area equipaggio è configurata per cinque membri, con possibilità di arrivare a sette.
Quartostile ha utilizzato progettazione tridimensionale e realtà virtuale per verificare già nelle prime fasi volumi, illuminazione e relazione fra interni ed esterni, lavorando con l’ufficio tecnico Maiora e Acube per gli interni.
Il main deck è concepito come un continuum tra salone, pozzetto e beach area: quest’ultima utilizza murate abbattibili e una piscina con copertura calpestabile a scomparsa, così da modificare configurazione e superficie della zona poppiera. Il salone sviluppa circa 51 metri quadrati, mentre a prua la suite armatoriale full beam occupa circa 45 metri quadrati e comprende office-dressing separabile, vanity e bagno doppio. Il ponte superiore è completamente walkaround e consente di percorrere lo yacht da poppa a prua, mentre la pilot house indipendente offre una visuale di 180 gradi verso prua. Anche qui il tema non è soltanto quello dell’aumento delle superfici disponibili, ma della possibilità di riconfigurarle e utilizzarle in modi differenti durante la giornata.
Il passaggio successivo riguarda una categoria completamente nuova per il marchio. Supernova 50 segna infatti l’ingresso di Maiora nei superyacht con scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio e nasce dalla collaborazione tra Tommaso Spadolini ed Eliee Saab, già avviata sul 42 Exuma. Il progetto sviluppa cinque ponti mantenendosi sotto la soglia delle 500 GT: la scheda tecnica indica 49,80 metri di lunghezza fuori tutto e 499 GT.
Uno degli elementi più interessanti emersi dalla conferenza riguarda la gestione del tender. Sul main deck è stata ricavata un’area centrale capace di accogliere un tender fino a 8 metri; quando il mezzo è in acqua, quello spazio viene restituito all’armatore e agli ospiti, generando circa 100 metri quadrati aggiuntivi collegati alla zona poppiera e alla piscina. Secondo Spadolini, considerando l’intero sistema di spazi esterni collegati, la superficie utilizzabile può avvicinarsi ai 200 metri quadrati. È una scelta che ribalta in parte il tradizionale rapporto tra garage e aree hospitality: lo spazio necessario ai mezzi di servizio non rimane inutilizzato quando questi sono in acqua, ma diventa parte della superficie abitabile dello yacht.
La configurazione prevede sei cabine: la suite armatoriale sull’Owner Deck e cinque cabine ospiti, due delle quali sul main deck e dotate ciascuna di terrazza privata di circa 7 metri quadrati; una delle due suite sviluppa circa 30 metri quadrati. L’Owner Deck costituisce uno degli elementi caratterizzanti del progetto: suite e terrazza privata prodiera formano complessivamente uno spazio interno-esterno di circa 90 metri quadrati, con vista panoramica a 180 gradi.
Gli interni portano la firma Elie Saab, sotto la direzione creativa di Elie Saab e Carlo Colombo, con elementi della collezione Elie Saab Maison affiancati da componenti realizzati specificamente per l’impiego nautico. Durante la conferenza Elie Saab Jr. ha insistito soprattutto sulla ricerca di un equilibrio fra identità stilistica, comfort e natura nautica degli ambienti, evitando di trasferire semplicemente a bordo codici propri dell’interior residenziale.
Supernova 50 è inoltre un progetto già entrato nella fase costruttiva. Lo scafo è in lavorazione presso gli stabilimenti Siman di Pisa e la consegna è prevista nella seconda metà del 2028. Il programma coinvolge gli stabilimenti del gruppo di Pisa e Viareggio, concentrando internamente costruzione, allestimento e completamento. Il progetto è stato sviluppato anche per la lunga navigazione: il cantiere dichiara un pescaggio di 2,40 metri, autonomia transatlantica e una velocità massima di circa 16 nodi.
Se Supernova 50 rappresenta il primo passo industriale concreto della nuova gamma in metallo, M53 ne offre una seconda interpretazione. Il progetto firmato da Luca Dini misura 52,98 metri fuori tutto, con 9,15 metri di baglio e 2,40 metri di immersione a pieno carico. La costruzione è in acciaio e alluminio e la stazza è fissata a 499 GT. Due MAN D2862-LE489 da 1.066 kW ciascuno consentono una velocità massima dichiarata di 16,5 nodi, mentre l’autonomia supera le 4.500 miglia nautiche a 10 nodi. La configurazione prevede 12 ospiti in sei cabine e nove membri di equipaggio in cinque cabine; l’architettura navale è di Names Studio.
Dini ha spiegato a Cannes di essere partito non tanto dalla ricerca di una soluzione formale inedita, quanto dall’evoluzione del modo in cui gli armatori utilizzano lo yacht. Alla rappresentazione dello status e alla barca intesa anche come estensione dell’ambiente di lavoro si starebbe sostituendo una maggiore attenzione a lifestyle, benessere, privacy e qualità del tempo trascorso a bordo. Da qui deriva un’architettura nella quale spazi interni ed esterni tendono ad assumere un peso equivalente.
La flessibilità diventa quindi uno degli elementi centrali dell’M53. Il layout può essere configurato con differenti combinazioni delle cabine e degli spazi multifunzionali; gli arredi delle aree comuni sono prevalentemente freestanding e possono essere riposizionati in funzione dell’utilizzo, passando dalla vita familiare alla convivialità con gli ospiti fino alla ricerca di maggiore privacy. La suite armatoriale sul main deck supera i 100 metri quadrati considerando gli ambienti interni ed esterni e comprende cabina, studio privato, guardaroba, bagni, area wellness e una terrazza panoramica prodiera con piscina. Anche la poppa viene costruita attorno alla relazione con l’acqua, con beach area, piscina, lounge e bar, mentre lo sky lounge utilizza grandi aperture scorrevoli per collegare direttamente interno ed esterno.
Particolarmente interessante è l’area più alta dello yacht, denominata Observatory Deck. È uno spazio dedicato alla privacy e all’osservazione del mare, trasformabile mediante coperture mobili. È la soluzione che Dini ha descritto durante la conferenza come una sorta di “cocoon”: un ambiente che può essere maggiormente isolato quando lo yacht è in porto oppure protetto da sole e vento durante la navigazione e la permanenza in rada.
M30 e M38 da una parte, Supernova 50 e M53 dall’altra, definiscono così due direttrici complementari della nuova fase Maiora. La prima introduce un linguaggio progettuale comune e scalabile nella gamma in composito; la seconda porta il marchio verso yacht in acciaio e alluminio sotto le 500 GT, con maggiori possibilità di personalizzazione e una diversa complessità costruttiva. È soprattutto questo passaggio, più ancora dei singoli modelli presentati a Cannes, a dare una dimensione industriale alla strategia illustrata da Next Yacht Group.