Il mercato nautico rallenta nelle fasce dimensionali inferiori, mentre il segmento alto continua a crescere. È in questo scenario che il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova punta a rafforzare il proprio ruolo commerciale e internazionale, intervenendo sul calendario, sull’offerta espositiva e sui servizi B2B. Le novità dell’edizione 2026 sono state approfondite a Milano nella seconda parte della presentazione organizzata da Confindustria Nautica, sviluppata nella forma di un talk dedicato al mercato e all’evoluzione della manifestazione.
A delineare il quadro economico è stato Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, partendo dai risultati record del 2025: 8,6 miliardi di euro di fatturato, oltre 13 miliardi di valore aggiunto, quasi 170.000 occupati e circa il 90% della produzione destinato all’estero. Il presidente ha inoltre richiamato i moltiplicatori economici del comparto: ogni euro di valore aggiunto prodotto dall’industria nautica ne attiverebbe 5,2 nell’indotto diretto e indiretto, mentre a ogni occupato della filiera corrisponderebbero 7,1 posti di lavoro complessivamente generati.
Il 2026 presenta tuttavia un andamento meno uniforme. Secondo Formenti, le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica stanno producendo effetti differenti a seconda dei segmenti: la fascia alta continua a crescere a doppia cifra, la nautica media sostanzialmente tiene, seppure con ritmi inferiori, mentre la piccola nautica registra una flessione significativa, maggiormente esposta alla cautela dei consumatori e all’aumento dei costi.
In tale contesto, i numeri del Salone vengono interpretati da Confindustria Nautica come un segnale della propensione delle aziende a continuare a investire sulla manifestazione: saranno esposte oltre 1.000 imbarcazioni, con 215 novità, espositori provenienti da 45 Paesi e cinque continenti e un layout espositivo in acqua cresciuto del 4%. La precedente edizione ha inoltre superato i 120.000 visitatori conteggiati ai tornelli, al netto degli operatori accreditati, generando secondo i dati illustrati una ricaduta economica sul territorio stimata tra 70 e 80 milioni di euro nell’arco dei circa quindici giorni comprendenti allestimento, manifestazione e disallestimento.
Una delle scelte più visibili del 2026 è lo spostamento del Salone dall’abituale periodo di settembre all’1-6 ottobre. Una modifica di pochi giorni sul calendario, ma che secondo Formenti ha richiesto un lavoro significativo con istituzioni, operatori economici cittadini e Porto Antico per adeguare una macchina organizzativa costruita negli anni intorno alle precedenti date. Il nuovo posizionamento ha però contribuito a creare le condizioni per riportare a Genova imbarcazioni di dimensioni maggiori.
Nella banchina H sarà infatti allestita un’area dedicata a cinque yacht compresi tra 35 e 50 metri, affiancata da una lounge e dalla presenza espositiva di un elicottero Leonardo AW. Lo spazio ospiterà anche aziende italiane dell’arredo e del design, dando avvio a quella contaminazione tra nautica e altre filiere del Made in Italy che Confindustria Nautica e ICE intendono progressivamente trasformare in uno degli elementi distintivi del Salone.
La novità più articolata riguarda però il ritorno del Palasport, dove nascerà la Blue Arena, uno spazio a ingresso libero concepito soprattutto per avvicinare nuovi pubblici e giovani alla nautica. Sarà organizzato in cinque aree tematiche: start boating, con barche e gommoni equipaggiati con motori fino a 40 CV e con un prezzo massimo di 20.000 euro; vela e applicazioni dei foil al diporto; startup e innovazione; formazione e professioni del mare; istituzioni e corpi dello Stato legati all’ambiente marittimo, con simulatori e attività di Marina Militare, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e altre realtà istituzionali.
La Blue Arena ospiterà anche un desk informativo dedicato alle modalità di accesso alla nautica per giovani e persone con disabilità. L’iniziativa si inserisce nelle sei direttrici indicate da Confindustria Nautica per il mandato 2025-2029: rafforzamento dell’industria, innovazione e sostenibilità, tutela del Made in Italy, semplificazione normativa, cultura del mare, formazione professionale e occupazione giovanile. Anche la politica di accesso al Salone viene utilizzata in questa direzione: all’ingresso agevolato riservato quotidianamente agli under 25 si aggiungerà, venerdì 2 ottobre in concomitanza con l’evento del FuoriSalone, un’estensione dell’agevolazione agli under 35.
Sul versante professionale vengono confermati per il secondo anno i TechTrade Days, dedicati alla componentistica e all’accessoristica nautica. Formenti ha sottolineato il ruolo di questa parte della filiera nello sviluppo tecnologico dei cantieri italiani: aziende che progettano e innovano autonomamente e che trasferiscono tecnologie, sistemi e componenti alla produzione di yacht e imbarcazioni. Durante le giornate B2B cantieri, buyer e operatori potranno incontrare direttamente le imprese della supply chain; sono stati inoltre inviati 4.000 inviti personalizzati a professionisti del settore.
L’internazionalizzazione costituisce un altro asse dell’edizione 2026. L’investimento realizzato insieme a ICE Agenzia è stato raddoppiato e il programma di incoming coinvolgerà operatori B2B provenienti da 35 Paesi e da tutti e cinque i continenti. Nella precedente edizione questi incontri avevano generato circa 550 appuntamenti B2B. L’obiettivo, come ha spiegato Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, non è soltanto ampliare la provenienza geografica degli operatori, ma aumentare la qualità delle relazioni commerciali e consolidare il posizionamento internazionale della filiera italiana.
Stella ha inserito queste attività all’interno di un programma istituzionale ed economico che per il terzo anno consecutivo ha ottenuto il patrocinio della Commissione europea. La vigilia del Salone, il 30 settembre, sarà dedicata alla presentazione dei dati di mercato, mentre la giornata inaugurale affronterà il rapporto fra imprese, innovazione e istituzioni. Nel corso dell’apertura, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sarà inoltre svelato un francobollo celebrativo del Salone Nautico Internazionale, con l’inserimento della manifestazione tra le eccellenze produttive del Made in Italy.
Il programma affronterà anche alcuni dei dossier normativi che incidono direttamente sull’attività delle aziende: dal pacchetto europeo antiriciclaggio, destinato a entrare in vigore il 10 luglio 2027, alle evoluzioni fiscali e doganali relative a charter, locazione, noleggio e leasing. Sul fronte ambientale tornerà il forum dedicato alla sostenibilità, affrontando il tema sia sotto il profilo tecnologico sia regolatorio, con l’obiettivo dichiarato di evitare che la normativa europea trasformi gli obblighi di transizione in un elemento penalizzante per la competitività industriale.
Lo sguardo sarà esteso all’intera economia del mare attraverso un approfondimento realizzato con Confindustria e Deloitte sull’impatto economico dello yachting. Secondo i dati richiamati durante il talk, le esportazioni dell’economia marittima valgono 9,2 miliardi di euro e la nautica da diporto ne rappresenta il 52%. Nel programma trovano inoltre spazio cybersicurezza e turismo nautico, con la dodicesima Conferenza nazionale sul turismo costiero e marittimo.
Accanto al business, il Salone continua a investire sul progetto. La settima edizione del Design Innovation Award avrà come presidente della giuria internazionale l’architetto Paolo Brescia, cofondatore di OBR. Brescia ha interpretato il premio come una “call to action” verso un design più responsabile, nel quale la transizione non sia soltanto energetica, ambientale o digitale, ma anche culturale. Il progetto nautico, nella sua lettura, non può essere valutato esclusivamente attraverso l’oggetto-barca, ma deve comprendere il rapporto dell’imbarcazione con le persone, il mare, l’ambiente, i processi produttivi e le idee che ne determinano la realizzazione.
Brescia ha collegato questa impostazione anche alla Casa della Vela progettata per il Waterfront di Levante di Genova, pensata come spazio pubblico affacciato direttamente sul mare. La struttura utilizza la diga esistente, ospitando al livello inferiore gli spazi operativi della Federazione Italiana Vela e, superiormente, una piazza panoramica aperta a 360 gradi, destinata a trasformarsi durante le competizioni in una sorta di stadio della vela dal quale seguire le regate.
Il dialogo tra nautica, design e lifestyle è stato sviluppato anche da Alberto Racca, CEO di Trussardi e Gruppo Miroglio. Per Racca, moda e nautica condividono una concezione della bellezza nella quale la creatività deve misurarsi con i vincoli della realtà e con la funzione: le linee di una barca acquistano senso nel movimento così come quelle di un capo nel rapporto con chi lo indossa. Trussardi, lifestyle e fashion partner della manifestazione, arrederà alcuni ambienti del Salone, tra cui la VIP Lounge e l’ufficio di presidenza, attraverso la linea Trussardi Casa, realizzerà una capsule dedicata e parteciperà ad alcuni eventi. Per l’azienda si tratta dell’avvio di un percorso di collaborazione più ampio con il settore nautico.
A chiudere il talk è stato Raffaello Napoleone, presidente dell’associazione che riunisce le principali fiere internazionali italiane, che ha ricondotto il Salone al ruolo storico delle grandi manifestazioni collettive nella promozione internazionale del sistema industriale italiano. Secondo Napoleone, le fiere restano uno strumento difficilmente sostituibile per rappresentare contemporaneamente creatività, tecnologia e capacità produttiva di una filiera, soprattutto in un Paese caratterizzato da un tessuto diffuso di imprese e fornitori.
Da questo punto di vista, il fatto che il Salone Nautico sia organizzato direttamente dall’associazione nazionale di categoria costituisce, secondo Napoleone, un vantaggio perché consente alla manifestazione di interpretare in modo diretto le necessità delle aziende. Incoming internazionale, sostegno di ICE e sviluppo del FuoriSalone diventano quindi componenti dello stesso modello. Una fiera contemporanea, ha concluso, non può limitarsi all’esposizione del prodotto: deve trasformarsi in un’esperienza e rinnovare ogni anno contenuti e modalità di fruizione per continuare a essere attrattiva sui mercati globali.
Angelo Colombo