Il nuovo Aquarius, Project 408 di Royal Huisman, nasce da un presupposto progettuale particolare: non sostituire un concept ritenuto ormai superato, ma evolvere uno yacht che i suoi armatori consideravano già “quasi perfetto”. Consegnato nel 2025, il nuovo ketch di 65 metri è infatti il secondo Aquarius costruito dal cantiere olandese per la stessa coppia di armatori, dopo l’unità da crociera oceanica realizzata nel 2018.
Il brief affidato al team di progettazione chiedeva di conservare l’eleganza e il comfort familiare del precedente Aquarius, aumentando allo stesso tempo volumi, capacità ricettiva e prestazioni veliche. Un’evoluzione sostanziale, dunque, ma costruita sull’esperienza maturata dagli armatori nell’utilizzo della prima barca e sulle indicazioni raccolte durante anni di navigazione.
Il progetto ha coinvolto, insieme a Royal Huisman, il project manager degli armatori Godfrey Cray, il comandante James Turner, Dykstra Naval Architects e Mark Whiteley Design. Tra le richieste figuravano una cabina ospiti aggiuntiva con bagno privato e un’ulteriore cabina doppia destinata all’equipaggio, oltre all’ampliamento della palestra dell’armatore e della media room. A queste esigenze si sono aggiunte quelle più direttamente legate all’operatività di uno yacht destinato alle lunghe navigazioni: una sala macchine più grande, maggiori superfici dedicate ai servizi e una superiore capacità di stivaggio.
Per soddisfare il nuovo programma, il volume complessivo doveva crescere del 45%. L’incremento di lunghezza e baglio necessario per ottenere gli spazi richiesti rappresentava tuttavia soltanto una parte della sfida progettuale. Il nuovo Aquarius doveva infatti risultare anche più veloce e reattivo rispetto al predecessore, conciliando l’impostazione estetica di gusto classico con prestazioni decisamente più sportive.
Gli armatori hanno posto particolare attenzione proprio su questo aspetto: lo yacht destinato alle loro crociere doveva essere in grado di esprimersi anche in regata. Il lavoro del team si è quindi concentrato sulla ricerca di un equilibrio tra comfort, incremento dei volumi e performance veliche, con l’obiettivo di evitare che le maggiori dimensioni penalizzassero dinamica e risposta della barca.
Con i suoi 65 metri (212 piedi), il secondo Aquarius rappresenta così un’evoluzione diretta del precedente yacht, sviluppata non attraverso una rottura con il progetto originario ma facendo tesoro dell’esperienza maturata a bordo. Un approccio che ha trasformato le indicazioni di armatori già profondamente familiari con la propria barca in un nuovo brief progettuale, nel quale maggiore spazio, autonomia operativa, comfort e prestazioni diventano parti dello stesso processo di sviluppo.