Dall'aerospazio al mare aperto, passando per la rinascita di un marchio storico. Callegari torna sulla scena internazionale con il nuovo 48, un maxi-rib full carbon che segna l'inizio di una nuova era per uno dei brand più riconoscibili della nautica pneumatica italiana. Dietro il rilancio c'è il Gruppo Recchia, che ha acquisito il marchio attraverso Aviorec, società attiva nel settore aerospaziale, con una visione industriale precisa: ridefinire identità, posizionamento e standard costruttivi partendo dall'alto di gamma.
La presentazione si è svolta da Zuma, esclusivo ristorante giapponese all'ultimo piano di Palazzo Fendi nel cuore di Roma, dove il management, affiancato per l’occasione dai giornalisti Maria Leitner e Maurizio Bulleri, ha illustrato il piano che accompagnerà il rilancio del brand. "Intendiamo portare nel mondo della nautica i materiali, i progetti di sviluppo e i processi tipici dell'aerospazio", ha spiegato Jacopo Recchia, CEO del Gruppo Recchia e di Callegari, inquadrando l'operazione in una più ampia strategia di diversificazione verso comparti ad alto valore aggiunto legati alla Blue Economy.
Il nuovo management - nel quale, accanto a Recchia, spiccano Antonello Guidi come Direttore Tecnico e Operativo e Giampaolo Capponi come Direttore Commerciale - ha avviato un piano industriale basato sulla costruzione di una filiera completamente internalizzata. Cuore del progetto è il nuovo stabilimento di Anagni: un hub manifatturiero di oltre 10.000 metri quadrati, ricavato dalla riconversione di un ex sito industriale automotive, dove verranno concentrate tutte le fasi produttive per mantenere il controllo diretto su processi, qualità e sviluppo tecnologico.
L'approccio costruttivo deriva direttamente dall'esperienza maturata da Aviorec nella realizzazione di componenti strutturali per il settore del volo – soprattutto pale di rotore per elicotteri, parti di velivoli e relativi assemblaggi - e viene ora trasferito integralmente nella progettazione dei battelli. Gli stampi sono realizzati internamente tramite lavorazioni CNC ad alta precisione, con tolleranze minime mutuate dagli standard aeronautici; gli incollaggi strutturali impiegano adesivi di derivazione avio; ogni laminato è sottoposto a controlli non distruttivi e analisi termografiche, con verifiche su peso e assetto effettuate tramite celle di carico durante l'allestimento.
Il manifesto di questa filosofia è il Callegari 48, sviluppato per il segmento premium della nautica internazionale con un prezzo base indicativo di circa 1,2 milioni di euro. Il modello adotta una costruzione full carbon con processi di infusione e post-curing controllato, mentre la carena è stata sviluppata tramite profonde attività di analisi fluidodinamica CFD. Secondo il management, questo approccio consente di ottenere scafi decisamente più leggeri rispetto a modelli tradizionali della stessa categoria, con benefici diretti su consumi, motorizzazione ed efficienza idrodinamica. "La nuova generazione di battelli è realizzata con materiali e processi assimilabili a quelli di un jet F-35 - ha dichiarato Recchia – tecnologie che ci avrebbero messo nella condizione di realizzare battelli super performanti, capaci di raggiungere i 60 o anche i 70 nodi ma non è quello il nostro obiettivo. Vogliamo proporre al mercato battelli che non siano focalizzati sulla velocità quanto sul comfort e sul lusso, dove il design sia la giusta sintesi di funzionalità, intesa come praticità d'uso, estetica ed esperienza utente. Il tutto in un contesto lussuoso e curato in ogni aspetto.”
Tuttavia, da sottolineare che la carena del Callegari 48 mostra un’evidente attitudine sportiva, vista la presenza di un doppio redan, e che la motorizzazione del primo esemplare che vedremo nei prossimi saloni nautici di Cannes, Montecarlo e Genova, sarà fuoribordo. Per altri dettagli sul battello torneremo con un articolo di approfondimento.
I mercati target sono Mediterraneo, Stati Uniti e Medio Oriente, con piazze già presidiate come Montecarlo, Cannes, Miami e Dubai. La scelta di partire dall'ammiraglia di gamma non è casuale: il gruppo intende posizionarsi immediatamente nella fascia alta del mercato per poi trasferire lo stesso livello qualitativo sui modelli successivi.
Accanto al 48 sono infatti previsti altri due modelli: il Callegari 9 e il Callegari 7, entrambi sviluppati con lo stesso linguaggio stilistico e tecnologico dell'ammiraglia. Il 9 punta sull'ottimizzazione degli spazi di bordo con soluzioni modulari - zona poppiera trasformabile, cucina a scomparsa, bagno ricavato nella console - mentre il 7 rappresenterà l'entry level della gamma, pur mantenendo linee e impostazione progettuale dei modelli superiori.
Callegari è ripartita da zero ma con le spalle larghe. La storia del brand, la tecnologia di chi costruisce componenti per le macchine volanti, l’impianto produttivo dedicato, ad Anagni, e l'ammiraglia da 1,2 milioni di euro presentata nel salotto più esclusivo di Roma: c'è poco spazio per l'improvvisazione in questo progetto, e forse è proprio questo il punto. Jacopo Recchia non sta comprando un nome per rivenderlo, sta scommettendo che il modo in cui costruisce per l’areonautica può cambiare il modo in cui si costruisce un gommone di lusso. Se il mercato gli darà ragione, lo diranno Cannes, Montecarlo e Genova. Per ora, il Callegari 48 è lì a dimostrare che l'idea, almeno sulla carta - anzi, sul carbonio - regge.