C'è un filo conduttore che lega tutti i progetti sviluppati da Advanced Mechanical Solutions, dalle strutture per yacht a vela ai sistemi di movimentazione destinati ai più moderni superyacht, un metodo di lavoro che mette l'ingegneria al centro di ogni progetto, che verrà declinato come servizio di consulenza piuttosto che come prodotto finito e installato su un superyacht.
È questo l'aspetto che emerge con maggiore evidenza visitando ad Ancona la sede dell'azienda marchigiana, dove PressMare ha avuto l'opportunità di incontrare il fondatore e amministratore delegato Francesco Pelizza e di seguire da vicino le diverse fasi attraverso cui un'idea si trasforma in un prodotto destinato a essere installato a bordo.
La sede, inaugurata nel 2022, riunisce nello stesso edificio gli uffici di progettazione, il reparto dedicato ai compositi, le lavorazioni meccaniche, l'assemblaggio e i collaudi. Un'organizzazione che racconta bene l'evoluzione di un'azienda nata nel 2005 come società di consulenza ingegneristica e oggi capace di progettare, costruire e installare sistemi altamente personalizzati per yacht e superyacht.
La sede di Ancona riunisce progettazione e produzione
Questa trasformazione, tuttavia, non ha modificato la filosofia con cui AMS affronta ogni nuova commessa. Ancora oggi ogni prodotto nasce dall'analisi di un problema tecnico: si studiano i carichi, gli spazi disponibili, i cinematismi, i pesi, le esigenze di installazione e solo successivamente prende forma la soluzione meccanica. La produzione è arrivata negli anni come naturale estensione dell'attività progettuale, non come il suo punto di partenza.
È un'impostazione che riflette il percorso professionale del suo fondatore.
Laureato in Ingegneria Meccanica all'Università Politecnica delle Marche, Francesco Pelizza ha lavorato per diversi anni nel settore aeronautico e aerospaziale prima di fondare AMS. Un'esperienza che ha trasferito nel mondo della nautica portando con sé l'approccio tipico dell'industria aerospaziale: attenzione ai dettagli, progettazione strutturale, ottimizzazione dei pesi e controllo della qualità.
Accanto all'attività professionale c'è però un'altra componente che ha contribuito a definire l'identità dell'azienda: la vela.
Pelizza ha alle spalle una lunga esperienza nelle regate offshore e nella progettazione di yacht a vela, attività che continua ancora oggi attraverso studi strutturali e collaborazioni con progettisti e cantieri. Durante l'incontro insiste più volte su un concetto: conoscere il mare significa progettare in maniera diversa.
“Non si può progettare una barca a vela senza sapere cosa succede realmente quando naviga. Le regole delle società di classificazione sono fondamentali, ma bisogna anche conoscere i carichi reali e il comportamento dell'imbarcazione, altrimenti prima o poi qualcosa si rompe” osserva, sintetizzando quello che è diventato negli anni uno dei principi guida dell'azienda.
Questa doppia anima, ingegneristica e marinara, continua ancora oggi a caratterizzare AMS. Se da una parte l'azienda sviluppa sistemi destinati ai grandi yacht a motore, dall'altra mantiene un legame con il mondo della vela attraverso attività di progettazione strutturale e calcoli agli elementi finiti, competenze che rappresentano ancora una parte importante del lavoro svolto dagli uffici tecnici.
Proprio la progettazione rimane infatti il cuore dell'azienda. Nei primi anni di attività AMS si occupava quasi esclusivamente di analisi strutturali, dimensionamenti, studi di fattibilità, progettazione di meccanismi e verifiche agli elementi finiti. Un patrimonio di competenze che non è mai stato abbandonato e che ancora oggi rappresenta il punto di partenza di ogni nuovo progetto.
La svolta arriva alla fine del 2008, quando CRN affida ad AMS lo sviluppo di un sistema di tendalino con pali in fibra di carbonio chiedendo successivamente all'azienda di occuparsi anche della costruzione del prodotto. È la commessa che segna l'inizio della produzione interna e che cambia definitivamente il percorso di crescita della società. A quella seguiranno il primo importante sistema di movimentazione per un portellone di poppa destinato a ISA Yachts e, negli anni successivi, un numero crescente di progetti sviluppati per alcuni dei principali protagonisti della cantieristica italiana.
Quello che colpisce, osservando la storia dell'azienda, è che la maggior parte dei prodotti oggi presenti nel catalogo AMS origina da una richiesta molto specifica di un cantiere o di un armatore: un problema di spazio, un limite di peso, una particolare esigenza estetica o funzionale. La soluzione viene progettata per quel singolo yacht e, se dimostra di funzionare, entra successivamente a far parte della gamma dell'azienda. È un processo che Pelizza riassume in una frase semplice: “Prima risolviamo il problema, poi nasce il prodotto, che rimane sempre e comunque un prodotto custom”.
Proseguendo la visita emerge chiaramente come la crescita di AMS sia stata trainata non tanto dall'aumento dei volumi quanto dalla complessità crescente dei progetti affrontati. È una differenza che Pelizza sottolinea più volte e che aiuta a comprendere il posizionamento dell'azienda. In un settore nel quale molte soluzioni possono essere acquistate sul mercato, AMS viene spesso coinvolta quando le soluzioni esistenti non sono sufficienti oppure quando i vincoli progettuali richiedono un approccio completamente nuovo.
Lo si capisce osservando alcuni dei progetti che hanno segnato la storia dell'azienda.
Tra i primi sistemi che hanno contribuito a consolidarne la reputazione figura un grande tendalino retraibile sviluppato per CRN, progetto che ha avuto un ruolo importante anche nell'avvio delle attività produttive. Successivamente sono arrivati sistemi di movimentazione sempre più complessi, tra cui il primo importante meccanismo per portellone di poppa realizzato per ISA Yachts, oggi parte del gruppo Palumbo Superyachts. Da quel momento AMS ha ampliato progressivamente il proprio raggio d'azione sviluppando shell door, balconi apribili, sistemi di sollevamento, gruette davit, strutture in carbonio e numerose soluzioni custom destinate a yacht e superyacht.
Un esempio particolarmente significativo è rappresentato da una gru A-frame progettata per sollevare fino a quattro tonnellate, sviluppato per uno yacht destinato alla navigazione in tutto il mondo, anche aree polari. In questo caso la sfida non riguardava soltanto il sistema di movimentazione, ma coinvolgeva direttamente la progettazione strutturale dell'imbarcazione di supporto che l’A-frame doveva sollevare. Il cantiere aveva scelto uno scafo in alluminio per garantire maggiore robustezza in caso di contatti con il ghiaccio, chiedendo al tempo stesso una sovrastruttura e una coperta in fibra di carbonio per contenere i pesi.
La difficoltà principale consisteva nel collegare efficacemente materiali così diversi evitando il contatto diretto tra carbonio e alluminio, potenziale causa di fenomeni corrosivi. AMS ha sviluppato una soluzione che utilizza elementi intermedi in vetroresina per isolare completamente i due materiali, mantenendo al tempo stesso la continuità strutturale richiesta dal progetto. È uno di quei lavori che spiegano bene perché l'azienda continui a considerarsi prima di tutto una società di ingegneria.
La stessa impostazione si ritrova nei numerosi sistemi di movimentazione sviluppati negli anni. Portelloni laterali, beach club, scale bagno, passerelle, piattaforme, balconi apribili e cinematismi speciali nascono quasi sempre da un confronto diretto con il cantiere nelle fasi iniziali del progetto. Non di rado AMS viene coinvolta quando esiste soltanto un volume disponibile all'interno dello yacht e occorre trovare il modo di integrare una funzione senza compromettere estetica, pesi o spazi tecnici.
È in questa fase che emerge uno degli aspetti più interessanti del metodo di lavoro dell'azienda. Pelizza racconta come il dialogo con i cantieri inizi spesso molto prima dell'assegnazione ufficiale della commessa. I progettisti condividono i modelli tridimensionali dell'imbarcazione, vengono analizzati gli ingombri, studiate le rotazioni dei meccanismi e valutate diverse soluzioni fino a individuare quella più efficace. Solo a quel punto il progetto assume una configurazione sufficientemente definita per essere quotato e sviluppato.
Nel corso degli anni questo approccio ha consentito ad AMS di costruire rapporti di lungo periodo con numerosi cantieri italiani. Nella documentazione aziendale compaiono nomi come CRN, Benetti, ISA Yachts, Palumbo Superyachts, Sanlorenzo e Amico & Co., realtà che in diversi momenti della loro attività hanno affidato all'azienda marchigiana lo sviluppo di sistemi particolarmente complessi o innovativi.
Un altro elemento che emerge visitando la sede di Ancona è il peso crescente assunto dai materiali compositi. Per molti anni AMS ha progettato componenti in fibra di carbonio affidandone la produzione a fornitori esterni. Con l'aumentare delle commesse e della complessità dei progetti, l'azienda ha però scelto di internalizzare progressivamente queste lavorazioni. La decisione è stata dettata da diverse ragioni: maggiore controllo qualitativo, tempi di sviluppo più rapidi, riduzione della dipendenza dai fornitori e crescita del know-how interno.
Oggi circa 900 dei 1.800 metri quadrati della sede sono dedicati proprio alla produzione dei compositi, un settore che rappresenta una delle aree strategiche per il futuro dell'azienda. Qui prendono forma componenti strutturali, elementi di coperta, parti meccaniche alleggerite e sistemi destinati sia alle nuove costruzioni sia a importanti interventi di refitting.
Un'evoluzione che testimonia come AMS abbia progressivamente ampliato le proprie competenze mantenendo però invariata la logica che ne ha accompagnato la crescita: partire da una sfida tecnica, sviluppare una soluzione e trasformarla, quando necessario, in un nuovo prodotto.
La crescita di AMS è evidente anche osservando come si è evoluta la sua organizzazione. Dalla piccola struttura nata nel 2005 per svolgere esclusivamente attività di progettazione, l'azienda è arrivata a occupare una sede di circa 1.800 metri quadrati, nella quale trovano spazio uffici tecnici, produzione dei compositi, officina meccanica, centri di lavoro CNC, assemblaggio e collaudi. Oggi AMS conta quasi trenta collaboratori, tra cui cinque soci operativi e un fatturato annuo di circa 4,8 milioni di euro.
La crescita della struttura è stata accompagnata anche da quella del management. Accanto a Francesco Pelizza operano il Chief Operating Officer Francesco Staffolani, la Chief Financial Officer Francesca Formichini e un team composto da ingegneri, progettisti, project manager e tecnici specializzati che seguono l'intero sviluppo delle commesse, dalla fase preliminare fino all'installazione a bordo. Una squadra che negli ultimi anni si è progressivamente ampliata per sostenere un numero sempre maggiore di progetti senza rinunciare alla flessibilità che ha caratterizzato AMS fin dalle origini. Una delle sfide che l'azienda sta affrontando riguarda proprio questo equilibrio. Crescere significa introdurre procedure, rafforzare il project management, strutturare il controllo qualità e rendere sempre più efficiente l'organizzazione interna. Allo stesso tempo, però, l'obiettivo dichiarato è conservare quella capacità di affrontare ogni commessa come un progetto unico, mantenendo rapidità decisionale e un approccio fortemente orientato alla personalizzazione.
Nel corso della visita emerge anche quanto il refitting rappresenti un settore destinato ad assumere un ruolo sempre più importante. Se nelle nuove costruzioni AMS viene coinvolta spesso fin dalle prime fasi progettuali, sugli yacht esistenti la richiesta riguarda invece l'integrazione di nuove funzioni, la sostituzione di sistemi ormai obsoleti o l'introduzione di dispositivi che devono convivere con spazi già definiti. Anche in questo caso il punto di partenza non è il prodotto, ma il problema da risolvere.
È un metodo che continua a generare nuove soluzioni. L'esempio più recente è il nuovo albero telescopico pneumatico presentato da AMS nelle scorse settimane e già raccontato da PressMare. Il sistema, è, per la prima volta, movimentato ad aria compressa al posto del classico attuatore idraulico, pur mantenendo tutte le caratteristiche degli alberi idraulici, come, ad esempio il circuito automatico di lavaggio ad acqua dolce per eliminare i depositi di sale e contaminanti all'interno del meccanismo, aumentando l'affidabilità e riducendo gli interventi di manutenzione. Un'innovazione apparentemente semplice, ma nata dall'osservazione di un'esigenza concreta riscontrata durante l'impiego quotidiano degli alberi telescopici a bordo.
Lasciando la sede di Ancona resta soprattutto la sensazione di aver visitato un'azienda che ha costruito la propria crescita senza inseguire una produzione di serie, ma sviluppando competenze che oggi le consentono di affrontare progetti molto diversi tra loro. Che si tratti di una struttura in composito, di un sistema di movimentazione per un beach club, di una scala d'imbarco o di un cinematismo destinato a rimanere invisibile agli occhi dell'armatore, il percorso è sempre lo stesso: comprendere il problema, progettarne la soluzione e trasformarla in un componente affidabile, integrato e funzionale.
È probabilmente questa la ragione per cui, in poco più di vent'anni, AMS è passata dall'essere uno studio di ingegneria specializzato nei calcoli strutturali a un partner tecnico di riferimento per alcuni dei principali protagonisti della cantieristica italiana. Un'evoluzione costruita progetto dopo progetto, nella convinzione che, soprattutto nella nautica di alta gamma, l'innovazione non nasca da un catalogo, ma dalla capacità di trovare risposte nuove a esigenze che, fino a quel momento, una risposta non l'avevano ancora trovata.
Giuliano Luzzatto