41ª Transadriatica, Seven J Seven e Ozons dominano la Venezia–Novigrad
Si è conclusa nel weekend la 41ª edizione della Transadriatica, la storica regata offshore organizzata dal Diporto Velico Veneziano, che anche quest’anno ha rinnovato il proprio valore sportivo e simbolico, unendo le due sponde dell’Adriatico attraverso il tradizionale collegamento tra Venezia e Novigrad - Cittanova, in Croazia.
Salpata giovedì 4 giugno alle ore 20 da Venezia, erano una ventina gli equipaggi al via di una competizione che continua a rappresentare uno degli appuntamenti più significativi della vela d’altura dell’alto Adriatico.
La traversata verso l’Istria si è rivelata da subito intensa e tecnicamente impegnativa: gli equipaggi hanno dovuto confrontarsi con condizioni meteo sostenute, caratterizzate da vento tra i 20 e i 25 nodi e mare formato, elementi che hanno reso la navigazione particolarmente sfidante fin dalle prime miglia di regata.
A conquistare il successo nella rotta diretta Venezia–Novigrad è stata Seven J Seven di Dario Perini, prima imbarcazione a tagliare il traguardo dopo circa 48 miglia percorse in 9 ore e 39 minuti, aggiudicandosi anche il Trofeo Salone Nautico Venezia, assegnato alla prima barca appartenente a un circolo della laguna veneta.
Alle sue spalle si è sviluppata una sfida serrata fino all’ultimo bordo tra Oltre di Andrea Scutari e Leone di Sebastiano Pulina, protagoniste di una traversata combattuta e conclusa con distacchi minimi.
Il Trofeo Livio De Marchi, destinato al primo classificato della Classe Libera lungo il percorso costiero, è andato invece a Ozons di Philippe Ferrete, autore di un’ottima prova lungo la rotta dedicata.
La giornata di sabato 6 giugno è stata dedicata alla scoperta del territorio istriano, grazie ai tour organizzati per gli equipaggi dall’ufficio turistico di Cittanova, che hanno permesso ai partecipanti di vivere un’esperienza culturale e conviviale nel centro cittadino, rafforzando ulteriormente il legame tra sport, territorio e relazioni internazionali.
Alle 20:00 di sabato 6 giugno 2026 è quindi partita puntualmente la prova di ritorno verso Venezia. Una traversata caratterizzata però da condizioni diametralmente opposte rispetto all’andata: il vento leggero ha infatti rallentato notevolmente la flotta, impedendo a tutti gli equipaggi di completare il percorso entro il tempo limite previsto dal regolamento.
“L’edizione di quest’anno della Transadriatica ha confermato il proprio valore sportivo e organizzativo” ha affermato il presidente del Diporto Velico Veneziano, Alvise Dolcetta che prosegue:”La tratta Venezia–Cittanova si è svolta con vento tra i 20 e i 25 nodi, condizioni che hanno reso la regata veloce e selettiva. Il ritorno verso Venezia, invece, è stato caratterizzato da vento leggero che non ha consentito agli equipaggi di completare la prova entro il tempo limite, pur nel rispetto del programma. Particolarmente significativa l’accoglienza ricevuta a Cittanova, con una forte partecipazione della comunità locale e delle istituzioni, a conferma del legame che da oltre quarant’anni unisce le due città attraverso la vela. Apprezzate dagli equipaggi anche le iniziative dell’ufficio turistico, che hanno permesso agli equipaggi di conoscere il territorio istriano e vivere momenti di condivisione. L’incontro con l’Ambasciatore italiano in Croazia Paolo Trichilo ha ulteriormente sottolineato il valore della manifestazione come momento di amicizia e collaborazione tra le due sponde dell’Adriatico.”
LA STORIA
La regata Adriatico rappresenta una delle più significative tradizioni veliche dell’Alto Adriatico. La sua prima edizione risale al 1971, quando, ispirata dalle grandi imprese solitarie internazionali, fu organizzata con un percorso che da Venezia conduceva a Cittanova e ritorno, per un totale di circa cento miglia. Dopo alcune edizioni, una delle quali caratterizzata da condizioni meteo estreme con forte bora, la manifestazione fu temporaneamente sospesa per motivi di sicurezza e adempimenti burocratici.
Nel 1983 la regata fu ripresa esclusivamente per equipaggi con la denominazione di Trans Adriatica. In questa nuova formula, la competizione si svolgeva in notturna lungo una rotta di 90°, seguendo dapprima la scia argentea dei pesci e poi inseguendo l’alba fino all’approdo con sosta a Cittanova.
Nel corso degli anni, pur modificando leggermente destinazione, date e formula di svolgimento, la regata ha sempre registrato ampia partecipazione. Numerosi record di traversata sono stati inseguiti, e la competizione ha segnato momenti storici, come l’evoluzione della prima imbarcazione con equipaggio interamente femminile nell’Alto Adriatico. Inoltre, la regata ha promosso valori di pace e amicizia tra i popoli, in particolare con le comunità jugoslave e, successivamente, croate.
Oggi, a oltre quarant’anni dalla sua nascita, la regata continua a vedere una nutrita partecipazione di imbarcazioni suddivise per categorie, confermandosi come appuntamento fisso nel calendario velico dell’Alto Adriatico. Il successo e la continuità dell’evento sono resi possibili grazie all’impegno costante dei soci, che ne garantiscono il sostegno, valorizzando non solo l’aspetto tecnico e agonistico, ma anche quello delle relazioni internazionali e dello spirito di comunità.


