© Francesca Clapcich - 11th Hour Racing

© Francesca Clapcich - 11th Hour Racing

Vendée Arctique: i Report Day 7

Sport

14/06/2026 - 13:36

A quasi sette giorni dalla partenza della Vendée Arctique, Francesca sembra di buon umore a bordo di 11th Hour Racing, dopo essere riuscita a dormire un po’, grazie al vento fresco da est che ha accompagnato la barca lungo la costa occidentale dell’Irlanda.

Questa mattina 11th Hour Racing si trovava ancora in quinta posizione, a circa 130 miglia di distanza dal leader della regata, Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), a cui restano 370 miglia per arrivare al traguardo, e a circa 28 miglia dall'imbarcazione al quarto posto, quella di Violette Dorange (Initiatives-Coeur).

Violette Dorange, insieme ad Ambrogio Beccaria (Allagrande MAPEI), terzo in classifica, ha scelto – come Francesca – di seguire la rotta più lunga verso il traguardo lungo la costa occidentale dell’Irlanda, mentre Sam Goodchild ed Elodie Bonafous (Association Petits Princes-Quéguiner), seconda in classifica, hanno optato per il Canale del Nord e il Mare d’Irlanda.

Non è ancora chiaro quale delle due scelte si rivelerà decisiva. Le fasi finali di questa impegnativa regata verso il traguardo di Les Sables d’Olonne sembrano tutt’altro che semplici, con un sistema di alta pressione stazionario nel Golfo di Biscaglia che produce venti leggeri e variabili.

A bordo di 11th Hour Racing, Francesca è pronta ad affrontare la sfida che la attende per quanto resta della regata. “I livelli di energia sono buoni,” ha riferito questa mattina in un messaggio vocale. “Durante la notte mi sono concessa un po’ di sonno. Il vento era davvero favorevole. Per alcune ore ho avuto 20 nodi e la barca volava. È lì che ho recuperato un po’ di sonno, con la barca settata in modalità “bussola”, cercando di massimizzare la navigazione in linea retta.”

È interessante notare che sia Violette Dorange che Ambrogio Beccaria hanno scelto una rotta molto vicina alla costa nell’angolo sud-occidentale dell’Irlanda, infilandosi addirittura nello stretto tra una delle isole al largo e la terraferma irlandese. Francesca ha scelto di rimanere a circa 10 miglia di distanza dalla costa ed è soddisfatta della sua posizione.

“Sto cercando di recuperare terreno,” ha detto. “Li ho visti passare davvero vicini alla costa. Non lo so,” ha aggiunto ridendo, “potrebbe pagare. Probabilmente riusciranno a cogliere la nuova aria un po’ prima, ma ci sono anche molte zone di ridosso e salti di vento. Io sto giocando la mia partita e, alla fine, quando arriveremo tutti a Les Sables d’Olonne, vedremo come andrà a finire.

“Ho cercato di restare leggermente più al largo, per avere vento un po’ più costante,” ha aggiunto “e di non rimanere bloccata tra le isole e altri ostacoli. Volevo decisamente fare qualcosa di un po’ più lineare, fino al traguardo.”

Poi ha parlato delle fasi finali di una regata che l’ha portata fino al Circolo Polare Artico e ritorno: “È sicuramente complicato. C’è questo grande anticiclone lì, che rende il tutto piuttosto debole e instabile. C’è molta discrepanza tra i modelli meteorologici. Dipende dalla tempistica, ma alcuni prevedono che arriveremo di poppa con venti medio-leggeri, altri di bolina con venti leggeri.”

L’incertezza fa gioco a Francesca. “A questo punto non ho molto da perdere,” ha spiegato. “Sono ancora dietro a loro quattro – voglio dire, Sam se n’è praticamente andato. Quindi per me è piuttosto positivo che le condizioni siano difficili all’arrivo, perché questo significa che ci sono più opportunità, più possibilità di recuperare.

A differenza di Dorange, che non può più usare il Code Zero, la grande vela in testa d'albero per le andature portanti, Francesca ha ancora a disposizione l’intera dotazione di vele tra cui scegliere. “Sto cercando di restare concentrata e di mantenere la mia routine: mangiare, dormire, bere, regolare la barca, controllare il meteo e ricominciare di nuovo il processo”, ha detto.

Ha anche sottolineato che questo è il periodo più lungo che abbia mai trascorso in mare, navigando in solitario in tutta la sua carriera, facendo un altro grande passo avanti verso il suo sogno di completare il Vendée Globe nel 2028. “È un’altra pietra miliare e ne sono piuttosto felice,” ha detto.

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