Wendy Schmidt torna alla Barcolana

Wendy Schmidt torna alla Barcolana

Wendy Schmidt torna alla Barcolana

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04/10/2026 - 15:54

Dalle praterie di fanerogame marine del Golfo di Trieste alle profondità oceaniche esplorate dai robot della ricerca scientifica, passando per squali, aquile di mare, grandi cetacei e progetti guidati dagli studenti, le meraviglie delle profondità marine saranno pienamente protagoniste la prossima settimana. L’ampio programma di iniziative dedicate alla conoscenza, all’esplorazione e alla conservazione dell’oceano sarà presentato da Wendy Schmidt, filantropa e velista americana che ha vinto la 54ª edizione della Barcolana a bordo di Deep Blue, in occasione del suo ritorno a Trieste per Barcolana 58 presented by Generali.

Installazioni immersive, divulgazione scientifica, programmi educativi e attività per le nuove generazioni confluiranno in un programma che collega ricerca, innovazione e conservazione marina, con il coinvolgimento di partner scientifici ed educativi locali e internazionali.

LA DEEP BLUE EXPLORATION ZONE TORNA IN PIAZZA UNITÀ

Al centro del programma ci sarà ancora una volta la Deep Blue Exploration Zone, allestita in Piazza Unità d’Italia in collaborazione con BioMa. Dopo il successo della precedente edizione, il padiglione torna come punto d’incontro tra la ricerca scientifica e il grande pubblico, con un’attenzione particolare quest’anno alle praterie di fanerogame marine, ecosistemi che svolgono un ruolo fondamentale per la biodiversità e per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, contribuendo a quello che viene definito “blue carbon”.

Lo spazio presenterà inoltre tecnologie e soluzioni innovative sviluppate per sostenere il ripristino di questi habitat. Tra queste ci sarà Grasshopper, un robot per il ripristino delle fanerogame marine sviluppato da Reefgen, beneficiario di Schmidt Marine Technology Partners, progettato per esplorare come la robotica possa contribuire a rendere il ripristino delle fanerogame marine più efficiente e scalabile. Attraverso la meccanizzazione di alcune fasi di un processo tradizionalmente svolto manualmente dai subacquei, la tecnologia mira a fornire a scienziati e professionisti impegnati nel ripristino nuovi strumenti per ampliare gli interventi, operando al fianco delle competenze scientifiche.

Sarà inoltre esposto un filtro/gabbia per bivalvi sviluppato da Blue-Tides, che esplora come la naturale capacità di filtrazione dei bivalvi e le strutture ingegnerizzate possano contribuire a creare condizioni più favorevoli per le fanerogame marine ripristinate e a fornire habitat per la vita marina. Nel loro insieme, queste tecnologie offrono ai visitatori un esempio concreto di come ecologia, ingegneria e innovazione possano lavorare insieme per affrontare la sfida del ripristino degli ecosistemi marini su scala più ampia.

La risposta delle scuole è già stata particolarmente significativa: 27 classi hanno prenotato visite guidate sui 30 slot disponibili, per un totale di circa 500 studenti. La Deep Blue Exploration Zone non è quindi soltanto uno spazio espositivo aperto ai visitatori della Barcolana, ma anche un polo per l’educazione scientifica e ambientale rivolto alle nuove generazioni.

SQUALI NEL PIATTO: UN DOCUMENTARIO SUL COMMERCIO DI CARNE DI SQUALO TRA ITALIA E SPAGNA

Un altro tema centrale di quest’anno sarà il consumo di carne di squalo, al centro di un invito all’azione rivolto ai visitatori nell’ambito di una presentazione del WWF con il supporto di 11th Hour Racing.

Il tema sarà ulteriormente approfondito lunedì 5 ottobre alle 17:30 presso la Sala Luttazzi con “Shark Preyed. Lo squalo nel piatto.” L’evento ospiterà la prima triestina di un documentario sul commercio di carne di squalo tra Italia e Spagna, alla presenza di uno degli autori, Andrea Spinelli, insieme a ricercatori impegnati nello studio e nella conservazione degli squali.

Durante l’evento saranno inoltre presentate immagini di vacchette, note anche come aquile di mare, osservate durante l’estate lungo la costa triestina nell’ambito di un progetto sperimentale volto a studiare questi animali e a individuare potenziali soluzioni per facilitarne la convivenza con le attività di acquacoltura.

DALLA BARCOLANA ALLE PROFONDITÀ DELL’OCEANO

Una delle principali novità di Barcolana 58 rese possibili da Wendy Schmidt sarà l’Immersive Tunnel Experience, un’installazione di grandi dimensioni situata accanto alla Deep Blue Exploration Zone e sviluppata in collaborazione con Piano B, con immagini e contenuti legati al lavoro dello Schmidt Ocean Institute e di Schmidt Sciences.

In “The Ocean in Me”, i visitatori intraprenderanno un viaggio video immersivo di 10 minuti che avrà inizio nello spazio, sotto un cielo pieno di stelle, per poi scendere gradualmente nelle profondità dell’oceano, tracciando un parallelo tra due mondi che rimangono in gran parte inesplorati: l’universo e gli abissi marini.

Una parte centrale dell’esperienza sarà dedicata a SuBastian, il robot subacqueo dello Schmidt Ocean Institute utilizzato per esplorare e documentare le profondità oceaniche. Le immagini raccolte durante le spedizioni scientifiche permetteranno ai visitatori di scendere virtualmente tra montagne e vallate sottomarine, fosse oceaniche, coralli antichi e organismi straordinari, comprese specie capaci di produrre luce propria attraverso la bioluminescenza.

Il viaggio mostrerà poi il ruolo che l’oceano svolge nel funzionamento del nostro pianeta e la stretta connessione tra sistemi marini, clima, biodiversità e vita umana, trasformando simbolicamente i visitatori da spettatori a membri dell’“equipaggio” e invitandoli a fare la propria parte nella conoscenza e nella tutela dell’oceano. I visitatori scopriranno inoltre che potranno continuare a entrare in contatto con le profondità marine e a esplorarle insieme agli scienziati attraverso le dirette streaming di SuBastian.

GLI STUDENTI PROTAGONISTI: UWC ADRIATIC E L’OCEAN RESEARCH CHALLENGE

Le nuove generazioni avranno un ruolo centrale nel programma. Prosegue la collaborazione con UWC Adriatic attraverso l’Ocean Research Challenge, che coinvolge gli studenti nello sviluppo di progetti e soluzioni pratiche alle sfide che interessano l’oceano e gli ecosistemi marini.

Il percorso degli studenti sarà documentato in un video prodotto da Divulgando e proiettato all’interno della Deep Blue Exploration Zone. Durante la Barcolana, gli studenti stessi avranno inoltre l’opportunità di presentare i propri progetti direttamente al pubblico.

Sabato 10 ottobre Wendy Schmidt incontrerà un piccolo gruppo di studenti di UWC, che avranno l’opportunità di presentare e discutere i progetti sviluppati nell’ambito della Challenge, seguendo il format della tavola rotonda tenutasi lo scorso anno presso il campus di UWC Adriatic.

Proseguirà anche quest’anno il Sail and Science Program. Sviluppato con BioMa e la Società Velica di Barcola e Grignano, il programma utilizza la vela come strumento per avvicinare le nuove generazioni alla scienza e approfondire la loro conoscenza del mare.

UNA NUOVA SALA IMMERSIVA DEDICATA ALLA BALENOTTERA COMUNE A GRADO

Quest’anno, il programma sostenuto da Wendy Schmidt si estenderà anche oltre Trieste. Lunedì 12 ottobre è prevista l’apertura della nuova sala immersiva dedicata alla balenottera comune presso il Museo di Archeologia Subacquea di Grado. Il progetto è stato sviluppato con BioMa con il supporto di 11th Hour Racing.

L’installazione completa il progetto avviato nel 2025 per recuperare ed esporre lo scheletro della balenottera comune. Dopo una prima esposizione parziale presentata durante la precedente edizione della Barcolana, la nuova sala offrirà un’esperienza immersiva ed educativa dedicata ai grandi cetacei e, più in generale, ad accrescere la conoscenza dell’ambiente marino da parte del pubblico.

UN FILO BLU CHE UNISCE RICERCA, EDUCAZIONE E CONSERVAZIONE DELL’OCEANO

Dalla Deep Blue Exploration Zone alle esplorazioni degli abissi di SuBastian, dai programmi per gli studenti alla ricerca sugli ecosistemi del Golfo di Trieste, le iniziative sostenute da Wendy Schmidt a Barcolana 58 compongono un unico percorso dedicato alla conoscenza dell’oceano.

Utilizzando linguaggi ed esperienze differenti – dalla ricerca scientifica e dalla vela alle immagini immersive e all’apprendimento pratico – il programma condivide un obiettivo comune: rendere la conoscenza dell’oceano accessibile a un pubblico sempre più ampio, coinvolgere le nuove generazioni e dimostrare quanto la salute degli ecosistemi marini sia strettamente connessa alla vita sul nostro pianeta.

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