Aperte le iscrizioni per BEST, The Blue Economy Summit & Trade Show

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08/10/2026 - 17:05

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni a BEST – The Blue Economy Summit & Trade Show, l’appuntamento internazionale dedicato all’economia del mare, in programma a Genova da lunedì 16 a giovedì 19 novembre 2026, presso il Blue Pavilion – Jean Nouvel del Waterfront di Levante. Per partecipare è necessario registrarsi gratuitamente sul sito ufficiale dell’evento.

Promosso da Blue Media, società del Gruppo MSC attiva nei settori dei media, dell’editoria e degli eventi, BEST nasce con l’obiettivo di diventare una piattaforma di riferimento per il confronto e lo sviluppo della Blue Economy, favorendo l’incontro tra imprese, istituzioni, esperti e professionisti provenienti dall’Italia e dall’estero.

La manifestazione si svilupperà nell'arco di quattro giornate, con un'offerta che affiancherà a un programma congressuale di oltre 30 sessioni tra plenarie, focus session e workshop un'ampia area espositiva di 20.000 metri quadrati. Conferenze, panel e presentazioni offriranno ai partecipanti occasioni di aggiornamento, confronto e networking, oltre a opportunità per sviluppare nuove collaborazioni.

BEST si rivolge a un pubblico trasversale, che comprende operatori marittimi e portuali, aziende industriali e tecnologiche, compagnie di navigazione, imprese energetiche, università, centri di ricerca, istituzioni e professionisti dell’intera filiera. L’obiettivo è favorire il dialogo tra i diversi comparti dell’economia del mare e creare nuove opportunità di business, valorizzando il contributo dell’innovazione e delle competenze.

I contenuti sono organizzati attorno a tre macroaree – Shipping, porti e logistica; Turismo costiero e marittimo; Fattori trasversali – e seguono un percorso che dallo scenario internazionale arriva alle condizioni necessarie per la crescita del settore. Grazie alla presenza di interlocutori internazionali, il programma cercherà di disegnare le rotte per la crescita di un comparto che in Italia vale oggi 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del PIL nazionale, e coinvolge oltre 253 mila imprese e 1,1 milioni di occupati[1], confermandosi una componente strutturale dell’economia, capace di attrarre investimenti e generare ricadute diffuse lungo tutta la filiera.

Dopo la cerimonia inaugurale, la prima giornata di lavori sarà dedicata al contesto strategico, con un focus sul ruolo del Mediterraneo nelle nuove dinamiche geopolitiche e commerciali, sul trasporto marittimo e sulla cantieristica, oltre che sulla tutela e la sostenibilità del mare. Un sistema nel quale l’Europa mantiene una posizione centrale con il 90% del commercio estero dell’UE che viaggia via mare e il Mediterraneo come snodo strategico della rete logistica a servizio dei principali corridoi commerciali globali.

Il confronto proseguirà sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il settore, con particolare attenzione alla transizione energetica e alla sostenibilità ambientale: dall’utilizzo di nuovi carburanti fino allo sviluppo dello shore power e all’efficientamento delle flotte e degli scali con l’obiettivo di comprendere come queste evoluzioni possano tradursi in maggiore competitività.

Una particolare attenzione sarà dedicata anche alla dimensione dei passeggeri e del turismo marittimo, ambito nel quale l’Italia presenta un posizionamento di assoluto rilievo a livello europeo. Gli ultimi dati disponibili registrano 417,8 milioni di passeggeri movimentati nei porti dell’UE, con l’Italia al primo posto con 93,5 milioni, pari al 22,4% del totale europeo[2]. Un dato che conferma la strategicità del traffico passeggeri e del turismo costiero e marittimo per l’economia nazionale e pone al centro del confronto la necessità di costruire politiche e soluzioni capaci di accompagnarne la crescita in modo sostenibile, competitivo e integrato con i territori.

In chiusura, il programma affronterà infine i fattori trasversali che possono sostenere la crescita dell’intero ecosistema: finanza e assicurazioni, infrastrutture e investimenti, competenze e formazione, mettendo in relazione le esigenze delle imprese con quelle del sistema pubblico e dei territori. L’obiettivo è restituire una lettura integrata della Blue Economy, non come somma di comparti distinti, ma come filiera strategica e interconnessa, capace di generare valore, occupazione e innovazione e di rafforzare il posizionamento dell’Italia nel Mediterraneo.

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