In foiling a bordo del GC32 Oman Air, emozioni adrenaliniche

In foiling a bordo del GC32 Oman Air, emozioni adrenaliniche

Il mio primo emozionante volo a bordo di Oman Air

Sport

30/10/2019 - 11:23
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Eccomi qui, comodamente seduto in prima fila sul GC32 Oman Air… avrete ben compreso il gioco di parole: non stiamo parlando di un volo di linea della compagnia di bandiera omanita, ma di un’esperienza foiling a bordo del catamarano GC32 sponsorizzato da Oman Air. Cercheremo di raccontarvi a parole le sensazioni che si provano, ben consapevoli del privilegio di un’esperienza simile, riservato agli ospiti dei team che regatano nel circuito dei GC32.

Oman Air è il main sponsor del team Oman Sail, un'iniziativa nazionale fondata nel 2008 che utilizza la forza dello sport per contribuire allo sviluppo del popolo omanita, ravvivarne il patrimonio marittimo aumentando al contempo il profilo internazionale del paese come destinazione turistica di alto livello e investimenti stranieri. Il progetto, sulle pari opportunità, gestisce programmi di vela per migliaia di ragazze e ragazzi dell'Oman, stimolando una nuova generazione a scoprire questa disciplina. Sono già operative quattro delle sette scuole vela previste. Oman Sail comprende una squadra velica nazionale cui si aggiungono altri team di alto profilo impegnati in regate d’altura, tutti supportati da un programma di coaching di livello mondiale, il cui obiettivo finale è quello di vincere una medaglia olimpica per l'Oman.

Comodamente seduto, si diceva. Beh, la rete del trampolino a proravia della traversa anteriore non è una poltrona di Business Class, ma a conti fatti non è affatto male, soprattutto permette di stare in prima fila, una posizione privilegiata. Da qui non è facile vedere le manovre dell’equipaggio, anche sbirciare sugli strumenti a piede d’albero le velocità a doppia cifra richiede una certa qual torsione – i ripetitori sono riportati sui due lati dell’albero per essere visti dai velisti sugli scafi – ma come vi racconterò tra poco, l’essere i più vicini alle prue permette di avere un’esperienza decisamente adrenalinica, oltre che rinfrescarsi più di tutti con secchiate d’acqua! Non solo: è la posizione più sicura e “tranquilla” a bordo.

Salgo a bordo dal gommone del team, i ragazzi mi accolgono a con grande simpatia, avevo avuto già modo di conoscerli ieri sera in occasione di un evento sociale alla Fraglia Vela Riva. Non solo, lo skipper/timoniere di Oman Air, Adam Minoprio, mi aveva già ospitato a bordo qualche anno fa, ad Alicante, sul VOR 70 di Team New Zealand prima della partenza dell’edizione 2011-12 del giro del mondo. Anche quella fu un’esperienza memorabile, ma certamente più normale. Nel tempo, ho avuto la fortuna di navigare su tante barche completamente diverse, su alcune da semplice ospite, su altre con qualche ruolo a bordo, talvolta potendo anche provare le sensazioni trasmesse dal timone; ma si è quasi sempre trattato di monoscafi. Mantengo viva l’emozione della prima volta – ormai troppi anni fa - a bordo di un catamarano sportivo, al trapezio con i piedi puntati sullo scafo sopravento, stavo letteralmente volando sul mare… bene, ho finalmente potuto ritrovare un’emozione simile!

Prima di partire iniziano i set up della barca, Nasser Al Masharie Adam Piggott si raccomandano che io stia attento alle scotte e non intralci i loro movimenti, di lì a poco mi renderò conto quanto queste macchine spinte dal vento siano rapide e richiedano un movimento continuo e velocissimo dell’equipaggio. Siamo fortunati con il vento, circa 15-18 nodi da sud, la classica Ora del Garda.

Arriva il Warning Signal, 5 minuti e si parte. Il percorso è un bastone velocissimo, con il lato di poco più di un miglio, da percorrere due volte, prima in poppa e poi di bolina, ma con partenza e arrivo al traverso, due brevi lati. Le regate, generalmente, non durano più di 20 minuti.

La partenza è dunque lanciata, soprattutto con barche foiling è cruciale saper partire perfettamente on time sulla linea e alla massima velocità. Il tutto senza l’apporto del navigatore, qui timoniere e tattico devono prendere decisioni rapidissime rispetto al countdown e alla velocità, il tutto in piena bagarre con gli altri catamarani, viaggiando a velocità prossime o superiori ai 10 nodi, che aumentano rapidamente appena ci si alza in volo, spesso già prima della linea di partenza.

A bordo c’è una “tranquilla concitazione”, ognuno sa bene cosa deve fare, la concentrazione è massima perché la battaglia è doppia: non solo la flotta dei concorrenti, ma Alinghi in particolare. Oman Air e il team svizzero si stanno giocando sia la vittoria di questa tappa, a Riva del Garda, che la leadership in campionato, che si concluderà proprio in Oman, a Muscat dal 5 al 9 novembre. La schermaglia è per partire sul pin, per arrivare interni boa dopo circa un quarto di miglio di adrenalina pura: Oman Air vince la posizione ma Alinghi subito sopravento è più veloce e si porta al comando. Il resto della flotta è compatto, ma di fatto sono un gruppo di comprimari.

Questi primi secondi sono stati un’esperienza assolutamente incredibile, soprattutto per chi è abituato a regate tradizionali, con partenze di bolina. La bagarre arrivando in boa, con il sottoscritto seduto quasi prua a sfiorare lo scafo di Alinghi pochi centimetri sopravento è “da paura”. Sembra di essere immersi in un videogioco di vela virtuale, oppure di guardare la staccata alla prima chicane dalla “onboard camera” di una monoposto di F1. Invece è tutto reale, in più qui i freni non ci sono e bisogna fidarsi ciecamente dell’abilità degli equipaggi, quello di Oman Air e quello di Alinghi, nello specifico.

Gli svizzeri girano davanti e ci chiudono, ma lasciandoci incredibilmente il minimo spazio indispensabile per manovrare. Adam Minoprio poggia deciso in boa mentre il Code Zero viene aperto in un istante, la portanza del foil cambia repentinamente direzione, il cat va giù con le prue, lo scafo di sottovento si ingavona scendendo dal foiling, una cascata d’acqua mi investe, ma un attimo dopo il GC32 riprende l’assetto di volo e si porta all’inseguimento dell’avversario diretto.

Voliamo: il caratteristico sibilo dei foil in risonanza si unisce al rumore del vento apparente. Sbircio 28 nodi sul log, probabilmente nei minuti successivi avremo superato i 30, la percezione di velocità è però data unicamente dal vento in faccia, il catamarano in volo non oppone resistenza all’acqua, naviga senza sforzo.

Ma come avviene il passaggio dalla spinta idrostatica, il comune galleggiamento, alla fase di volo sui foil? In maniera inaspettatamente morbida, molto diversa dal decollo di un aereo. L’accelerazione è molto lineare, non ci si accorge del momento in cui lo scafo sottovento esce dall’acqua. Questo perché il foil inizia a generare un lift, un sostentamento, che di fatto alleggerisce gradualmente la barca finché non esce completamente dall’acqua. Nelle prime fasi di volo è necessario aggiustare l’incidenza del foil immerso e dei timoni (dotati anch’essi di alette) unitamente alla regolazione di fino della randa. Finché l’equipaggio non trova il giusto equilibrio, il cat vola come se ci fossero delle turbolenze poi arrivano solo il rumore del vento e il leggero sibilo, molto meno percepito a bordo che fuori.

Mentre ragiono su questa prima esperienza di volo arriviamo al cancello di poppa praticamente appaiati con Alinghi, che vuole girare la boa a sinistra, per risalire di bolina sotto le rocce della sponda lombarda, in genere il lato buono. A bordo di Oman Air si concretizza la scelta tattica vincente: senza perdere velocità, si gira la boa destra del cancello e si risale di bolina (andatura in cui il GC32 si alza in volo solo saltuariamente, ma il lift del foil permette comunque velocità di 15 nodi e oltre) con una VMG migliore, potendo scegliere di navigare in “low mode” leggermente meno al vento e più veloci, fino a coprire e passare Alinghi. Da qui in avanti Oman Air amministra il suo vantaggio e va a vincere la prova. Avendo la mia presenza a bordo “portato bene” ho per un attimo sperato in un secondo “giro di giostra”, ma via radio il direttore di regata informa che la prova successiva sarà senza ospiti a bordo… per oggi posso essere soddisfatto!

A questo link la photogallery di Pressmare pubblicata all’indomani dell’evento gardesano con le immagini più suggestive: https://www.pressmare.it/it/comunicazione/press-mare/2019-09-17/oman-air-spettacolo-in-alta-definizione-alla-gc32-riva-cup-23091

Per la cronaca, dopo questa vittoria, Oman Air ha infilato altre due primi nelle cinque prove svolte nell’ultimo giorno di regata, portandosi a pari punti con Alinghi. Ma l’evento di Riva del Garda si è concluso con la vittoria degli svizzeri, seppur a pari punti con Oman Air, perché la discriminante, come da regolamento della classe, è stata la vittoria elvetica nell’ultima prova a fronte di un terzo posto del team omanita.

Si deciderà dunque tutto a Muscat, dove Oman Air gioca in casa. Entrambi i team arrivano in assoluta parità, 6 punti ciascuno con due vittorie di tappa e due secondi posti a testa.

Continuate a seguirci per conoscere come si concluderà questo appassionante duello!

A bordo di Oman Air regatano: Adam Minoprio – skipper/timoniere, Peter Greenhalgh- tattico e randista, Stewart Dodson – trimmer vele di prua, Adam Piggott - prodiere e foil trimmer, Nasser Al Mashari – board control.

Giuliano Luzzatto
@gluzzatto

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