Il Senatore Gian Marco Centinaio

Il Senatore Gian Marco Centinaio

Sen. Centinaio: porti turistici e Bolkestein, serve una soluzione rapida

Portualità

28/12/2019 - 16:07
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La Direttiva CE 2006/123/CE (così detta Direttiva Bolkestein), sui servizi in ambito comunitario rimane per tutti gli interessati un argomento bollente. Nel settore nautico e turistico è stata, ed è ancora, oggetto di un lungo contenzioso, interno e comunitario, che dovrà avere uno sbocco nel 2020.

Lo scorso anno è stata emanata una proroga fino al 2033 delle concessioni demaniali a uso turistico-ricreativo, decisa dalla legge di bilancio n.145/2018 promossa dal Senatore Gian Marco Centinaio, ministro leghista dell’Agricoltura con delega speciale al turismo del primo Governo Conte.

La giurisprudenza interna si è divisa in modo significativo: nel luglio 2019 è intervenuta una sentenza penale di segno avverso alla proroga delle concessioni, che ha fatto molto scalpore, avendo portato al sequestro di uno stabilimento balneare in piena stagione turistica, caso rimasto fortunatamente isolato.

Più recentemente, dopo una serie di sentenze che non avevano toccato la proroga e, anzi, ne avevano dato atto, invitando gli enti che ancora non lo avevano fatto ad ottemperare, è intervenuta una Sentenza del Consiglio di Stato in una causa, tra il Comune di Santa Margherita Ligure e la società privata Montanino, che ha gelato tutte le aspettative generate dalla 145/2018.

La Montanino sollecitava il predetto Comune a bandire una selezione per l’affidamento della concessione demaniale in scadenza su un’area di suo interesse, sulla quale, in base alla finanziaria 2018 sopra citata, la concessione precedente era prolungata fino al 2033.

Il Consiglio, nella sentenza che riguarda quel caso, respingendo l’appello per motivi tecnici, ha valutato negativamente quanto disposto dalla legge finanziaria 2018, che ha prorogato tutte le concessioni in essere dal mese di gennaio 2018 fino al 2033.

Tale disposizione, secondo l’avviso del Consiglio di Stato, sarebbe in contrasto con le norme della Direttiva europea citata che, in luogo del rinnovo, prevede invece siano svolte gare d’appalto aperte a tutto il mondo comunitario.

L’allarme è squillato fortissimo, come un terremoto, proprio nel periodo in cui i balneari decidono sviluppi e investimenti nelle loro attività future.

Le associazioni di categoria e i diretti interessati, stanno intervenendo su regioni e comuni che non l’hanno ancora fatto affinché recepiscano in tempo la legge Centinaio, prolungando le concessioni fino al 2033, che aveva dato almeno un ombrello per un futuro tutto da discutere per i tanti che hanno investito nel settore. Dunque un caos, ma non va dimenticato che la grande carenza c’è stata a monte, nel 2004, quando si discuteva la Direttiva e per disinteresse, incompetenza o, ancora peggio, pregustando le difficoltà che avrebbe incontrato un governo futuro di diverso colore, non si è intervenuti in difesa di un problema che investe pericolosamente non solo la nautica ma tutta l’economia del mare oltre a ogni tipo di servizio. Si è dimenticato o ignorato che in Italia, diversamente da altre nazioni comunitarie, il rinnovo automatico presupponeva una verifica del corretto utilizzo del bene e la stabilità stimolava gli investimenti anche da soggetti diversi dagli operatori marittimi.

La sentenza del Consiglio di Stato di cui si è parlato riguarda fortunatamente il caso specifico. Poteva bocciare la disposizione rinnovatoria della Finanziaria ma non l’ha fatto, auspicando una completa revisione delle norme, il che è positivo. Anche considerando che lo stesso estensore olandese della Direttiva ha più volte dichiarato che non riguarda le concessioni portuali turistiche, che sono strutture, cioè beni e non servizi.

Pochi giorni fa abbiamo incontrato Gian Marco Centinaio, senatore leghista con un excursus professionale nel turismo, prestato come Ministro all’agricoltura nel precedente Governo (un abbinamento di nuova visione col quale nel mondo marcia la promozione, superando l’intreccio di competenze amministrative che bloccano la ripresa economica), le considerazioni che gli hanno fatto promuovere l’intervento a favore di quel settore e le sue previsioni sull’applicazione della Bolkestein.

“Non voglio commentare la legge italiana – ci ha detto l’ex Ministro - ma per quanto mi riguarda relativamente alle concessioni balneari non stiamo parlando di servizi ma di beni, e quindi la direttiva sulla libera circolazione dei servizi non va applicata alle concessioni delle spiagge, tantomeno ai porti turistici. Accostare i servizi ai beni è un’interpretazione che la Comunità si è affrettata a smentire. La verità è che ora ci troviamo di fronte a un bel guazzabuglio, che ha già causato al nostro Paese gravi danni economici, essendo quello della balneazione e della portualità turistica, prima del Governo Prodi, il miglior settore italiano nella resa dell’investimento finanziario...”

Una situazione che sta mettendo a repentaglio l’esistenza di parecchi porti turistici e di tanti posti di lavoro, si parla di circa 2.500 licenziamenti…

“Il turismo nautico ha tipologie diverse di operatori in Italia che, a vario titolo, stanno subendo gli effetti di norme inique e dannose. Sono consapevole delle difficoltà di aziende e famiglie – ha aggiunto il Senatore Centinaio – per cui, oltre al settore balneare, sul quale abbiamo fatto un intervento e avviato un dialogo con la Commissione europea, rimane aperta e urgente la questione dei porti turistici. Mi riferisco al noto tema dell'aumento dei canoni, retroattivo e d’importi insostenibili, effettuato dalla Finanziaria 2007, che ha portato la quantificazione dei canoni addirittura ad 8 volte rispetto a quello contenuto nell'atto concessori; nonostante la giurisprudenza ne abbia stigmatizzato la non correttezza sotto diversi profili, vi sono stati provvedimenti di blocco dei conti correnti dei gestori/concessionari dei porti turistici, e l'avvio di procedimenti di revoca delle concessioni, che rischiano di mettere in ginocchio un settore di importanza strategica per il nostro prodotto interno lordo.

Da un lato l'incertezza sul valore economico e finanziario di una concessione scoraggia gli investimenti nel settore, dall'altro i porti turistici sono un player fondamentale per l'attrattività del paese e questa situazione di incertezza giuridica - quando non di revoca delle concessioni - impedisce qualsiasi gestione produttiva del turismo nautico, e mi riferisco sia alla nautica minore che a quella legata al settore dei mega yacht.

Occorre una soluzione normativa rapida, che metta fine a provvedimenti disparati che possono bloccare del tutto l'operatività di alcuni porti turistici, come abbiamo visto nelle ultime settimane.

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