Stassi Anastassov

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Venezia, Anastassov presenta la sua visione per Ferretti: Dobbiamo far crescere il mercato dello yachting

Editoriale

27/05/2026 - 18:12

Il primo incontro dal vivo tra Stassi Anastassov e la stampa specializzata, avvenuto a margine del Salone Nautico di Venezia, ha offerto soprattutto una chiave di lettura: quale sarà l'approccio del nuovo amministratore delegato del Gruppo Ferretti. Più che una presentazione di numeri o di nuovi prodotti, è stato un intervento a tutto tondo nel quale il manager ha tracciato la propria visione sul futuro dello yachting e sul ruolo che il gruppo dovrà giocare nei prossimi anni. Il messaggio centrale è netto: la crescita non passerà dalla conquista di quote di mercato ai danni dei concorrenti, ma dalla capacità di allargare il mercato stesso, intercettando una nuova generazione di grandi patrimoni che oggi non considera ancora lo yacht come una componente naturale del proprio percorso nel lusso.

Secondo Anastassov, il settore si trova davanti a un'opportunità storica. L'afflusso di nuova ricchezza generata dalla tecnologia e dall'intelligenza artificiale sta producendo una classe di miliardari che, a differenza delle generazioni precedenti, spesso non ha alcuna tradizione nautica familiare. «Molti non sanno nemmeno nuotare», osserva provocatoriamente il CEO, spiegando come il vero obiettivo sia rendere il mare e lo yachting un simbolo aspirazionale del successo contemporaneo. Nella sua visione, lo yacht dovrebbe diventare il naturale passo successivo dopo un orologio importante, un'automobile esclusiva o una grande proprietà immobiliare. La sfida è intercettare questi potenziali clienti prima che investano nella quarta o quinta casa, proponendo l'esperienza dello yachting come un'alternativa capace di generare valore personale e status.

Una delle riflessioni più interessanti riguarda la natura stessa del prodotto. Anastassov riconosce che marchi come Riva, Wally e Ferretti possiedono un'immagine paragonabile a quella delle grandi maison del lusso, ma avverte che il paragone si ferma alla percezione del brand. «Non stiamo vendendo borse di lusso», afferma. «I nostri clienti mettono in acqua il proprio patrimonio e le proprie famiglie». Da qui nasce una delle peculiarità della nautica: ogni yacht deve essere contemporaneamente un oggetto di design, una creazione artigianale e un sistema tecnologico estremamente complesso. Materiali avanzati, sistemi di comunicazione, affidabilità, comfort, isolamento acustico, stabilizzazione e sicurezza devono convivere con l'estetica e l'emozione che il prodotto deve trasmettere. Per il manager bulgaro-americano, è proprio questo equilibrio tra arte, artigianato, ingegneria e tecnologia a rappresentare uno dei principali vantaggi competitivi dell'industria nautica italiana.

Sul fronte dei marchi, Anastassov cita esplicitamente Riva, Wally e Ferretti come icone capaci, nel corso dei decenni, di costruire un patrimonio di immagine associato a figure come Marcello Mastroianni, Sofia Loren, Brigitte Bardot e Grace Kelly. Quel patrimonio, però, va continuamente alimentato e aggiornato: la sfida è trasformarlo in uno strumento capace di dialogare con un pubblico più giovane e meno legato ai modelli tradizionali del lusso, intercettando le nuove figure di successo che stanno emergendo nell'economia globale.

Tra i passaggi più netti c'è quello dedicato all'identità italiana del gruppo. Anastassov descrive il sistema produttivo della nautica nazionale come un ecosistema unico: artigiani, tecnici, ingegneri e fornitori concentrati in un raggio di circa 300-400 chilometri, una rete di competenze che costituisce il vero patrimonio industriale sul quale si fonda il successo dei marchi italiani. Il nuovo CEO esclude perciò qualsiasi ipotesi che possa indebolire o diluire quell'identità. «Non esiste alcuna possibilità che i nostri brand diventino qualcosa di diverso da marchi italiani», è il concetto espresso durante l'incontro — una posizione che assume un peso specifico alla luce delle discussioni che negli ultimi anni hanno spesso accompagnato la presenza di azionisti internazionali nei grandi gruppi nautici italiani.

Sul piano commerciale, la strategia appare orientata alla valorizzazione più che alla competizione di prezzo. Anastassov esclude la necessità di ricorrere a politiche aggressive di sconto, sostenendo che il portafoglio del Gruppo Ferretti rappresenta già un patrimonio di valore straordinario: l'obiettivo sarà renderlo ancora più forte e desiderabile, puntando sulla percezione di unicità piuttosto che sui vantaggi di costo.

Al di là dei contenuti strategici, dall'incontro veneziano emerge l'immagine di un manager che intende costruire un rapporto diretto con il mercato e con i media. Anastassov ha più volte sottolineato di voler trascorrere il maggior tempo possibile a contatto con armatori, concessionari, fornitori e dipendenti, descrivendo queste settimane iniziali come una fase di ascolto e comprensione dell'intero ecosistema che ruota attorno al gruppo.

La crescita futura, nella sua visione, passa dal rafforzamento simultaneo di tre elementi: il valore dei brand, la superiorità tecnologica e l'attrattività culturale dello yachting presso una platea di potenziali armatori molto più ampia di quella tradizionale. Una strategia pensata per far crescere il settore insieme ai suoi protagonisti, anziché limitarsi a redistribuire quote all'interno di un mercato già esistente.

EdM

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