La locandina del convegno 'Il turismo nautico: evoluzione e prospettive anche alla luce del nuovo Codice della nautica da diporto”

La locandina del convegno 'Il turismo nautico: evoluzione e prospettive anche alla luce del nuovo Codice della nautica da diporto”

Turismo nautico: a Trieste un convegno su evoluzione e prospettive

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25/04/2020 - 12:27
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Il 12 luglio, nella splendida cornice dello Yacht Club Adriaco, le Università di Udine e Parma organizzano un convegno sul tema "Il turismo nautico: evoluzione e prospettive anche alla luce del nuovo Codice della nautica da diporto”.

La nautica da diporto e il turismo nautico rappresentano una risorsa di eccellenza del nostro Paese e il convegno intende essere un momento di confronto tra Istituzioni, operatori e giuristi, nella prospettiva di individuare le tematiche che dovranno essere affrontate in modo prioritario sia nei decreti attuativi del Codice che nella normativa nazionale e regionale di settore.

"Il convegno tratterà delle profonde modifiche apportate dal decreto legislativo 229 del 2017 al Codice della nautica da diporto in vigore dal 2005 - ci racconta il Prof. Avv. Alfredo Antonini, moderatore del convegno - tanto che oggi lo possiamo chiamare 2005-2018, e che hanno inciso su molti aspetti della materia.

Parleremo di varie tematiche della nautica da diporto a partire dalla parzialmente nuova identificazione delle unità di questo settore, dei rapporti privatistici della nautica da diporto (fra cui i contratti di utilizzazione delle suddette unità), le figure soggettive della navigazione da diporto, in particolare – continua Antonini - l'armatore, che ora resta ben configurato mentre prima della nuova Legge non lo era, e l'intermediario o il mediatore della nautica da diporto (figura che prima era conosciuta nella pratica ma non aveva una sua fisionomia giuridica distinta rispetto a quella del mediatore marittimo tout court). Parleremo, inoltre, delle marine, dei porti turisti, degli approdi turistici e dei contratti di ormeggio con cui il diportista si assicura la disponibilità di un posto barca all'interno di un porto turistico o di una marina attrezzata. Illustreremo questo e tanti altri argomenti che poi affioreranno all'esito del dibattito".

"Il convegno nasce dalla riforma del Codice della nautica da diporto - aggiunge la Prof. Avv. Cristina Pozzi, relatrice durante la giornata del 12 luglio - la parte turismo nautico e strutture della nautica è toccata in minima parte da questo codice, mentre noi riteniamo che la riforma più rilevante che dovrebbe essere fatta nel settore non può che passare anche dal demanio, dalle infrastrutture, dai porti e da tutto quello che ne fa parte. Noi siamo anche convinti che il turismo nautico richiederebbe un incentivo significativo in questo momento, perché è una parte rilevantissima del PIL e se ci fosse, per esempio, un'omogeneizzazione della normativa, sarebbe tutto più semplice perché manca un pezzo di certezza delle regole. Il mio intervento nel convegno – aggiunge l’avvocato - riguarderà le riforme contenute nel codice che interessano la nautica da diporto e gli accosti, gli obblighi relativi a essi e ai transiti, perché il nuovo codice ha dato un'indicazione delle nuove norme anche su questi argomenti e spiegheremo qual è la normativa di come si dovrebbero comportare gli enti territoriali".

Una giornata di confronti che si pone degli obiettivi ben precisi, come ci spiega sempre la Pozzi: "Noi vorremmo uscire alla fine del convegno con un documento di proposte da portare in Parlamento o al Governo, per una riforma complessiva di tutta la parte marittima del codice della navigazione. Riformata sostanzialmente la nautica da diporto, riteniamo che andrebbe riformato anche tutto a latere".

Mariateresa Campolongo

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