Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing partito per The Ocean Race Atlantic

Sport

03/09/2026 - 06:55

La velista italo-americana oceanica Francesca Clapcich e il suo equipaggio hanno tagliato la linea di partenza di The Ocean Race Atlantic questa mattina alle 10:00 EDT / 14:00 UTC / 16:00 CEST a bordo del loro IMOCA da regata di 60 piedi dotato di foil, 11th Hour Racing. Clapcich, l’unica skipper donna della flotta, è affiancata a bordo dal co-skipper Alberto Bona (ITA), da Elodie-Jane Mettraux (SUI/FRA) e da Will Harris (GBR), con Julien Champolion (FRA) in qualità di reporter di bordo: una formazione equilibrata dal punto di vista del genere, in linea con la regola obbligatoria del 50-50 per l’equipaggio, introdotta per la prima volta in assoluto in questo evento.

The Ocean Race Atlantic è la prima regata punto a punto negli oltre 50 anni di storia dell’evento, che collega direttamente New York all’Europa in una gara sprint equipaggio al completo. La flotta internazionale composta da sei imbarcazioni – in rappresentanza di Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania, Svizzera e Nuova Zelanda – è stata salutata davanti alla Statua della Libertà ieri pomeriggio, prima di salpare verso la linea di partenza, situata a circa 120 miglia dalla città. La partenza al largo è stata organizzata in collaborazione con il Marine Mammal Advisory Group per tenere la flotta lontana dalle acque del porto di New York, ricche di balene, e dal più ampio corridoio migratorio atlantico, garantendo al contempo una navigazione veloce e competitiva.

Per Clapcich, la partenza da New York ha avuto un significato particolare. “È davvero fantastico rappresentare sia gli Stati Uniti che l’Italia in questa regata. Sono nata in Italia, sono cresciuta in Italia e poi mi sono trasferita negli Stati Uniti: ora ho la doppia cittadinanza. È semplicemente ciò che sono, la mia cultura.”

Per quanto riguarda la regata in sé, è stata chiara su quali siano le sue motivazioni. “È una regata, quindi non la faccio solo per l’avventura: la facciamo perché abbiamo la capacità di andare bene, di spingere al massimo la barca e di competere con le altre imbarcazioni intorno a noi. È questo che mi motiva in questo sport. È impegnativo e vogliamo ottenere buoni risultati. La nostra barca è adatta alle condizioni che potremmo affrontare: grandi onde, venti forti, vento in poppa e andatura al lasco – migliore di qualsiasi altra imbarcazione della flotta. Non vedo l’ora di partire." Ha detto Francesca sulla banchina, prima di lasciare New York.

Will Harris, che ricopre il ruolo di navigatore, ha fornito alcune indicazioni sulla traversata di sei giorni e mezzo che dovranno affrontare. “Abbiamo una buona barca, ma ha ancora bisogno di cure: le daremo tutto il rispetto che merita per tutta la traversata, perché se non lo facciamo, non ci riporterà a casa”, ha detto.


”Partiamo sul margine posteriore di una depressione che si esaurisce rapidamente, con un’altra che si sta formando proprio dietro di essa e che entro venerdì attraverserà con forza l’Atlantico, spinta verso est dalla corrente a getto, direttamente verso il nostro traguardo in Bretagna. Entro domenica il sistema si sarà trasformato esattamente nel vento che la nostra barca a foil cerca: ci aspettiamo che la flotta navighi a tutta velocità e ravvicinata, con una battaglia serrata in condizioni di vento leggero proprio sul traguardo a decidere la partita. È una grande depressione, e bassa pressione significa vento forte, onde alte, tempeste violente: esattamente ciò per cui questa imbarcazione è stata costruita.”


Il co-skipper Alberto Bona ha confermato l’analisi di Will Harris: “Nella zona della partenza la meteo potrebbe essere complicata, con bolle di poco vento e temporali. Dovremo cercare di trovare la porta di uscita, e riuscire a stare avanti alla depressione per tutto l’Atlantico. Non capita spesso di riuscirci, ma sembra che la situazione stia maturando a nostro favore.”

Riguardo alla organizzazione a bordo Alberto ha spiegato che: “Frankie e Will conoscono benissimo la barca, quindi nel sistema di guardia sono diciamo “opposti”. Ma credo che ci confronteremo molto e condivideremo le scelte, il nostro obiettivo è anche e soprattutto quello di crescere insieme in vista delle prossime regate.”

La flotta seguirà la Corrente del Golfo – uno dei sistemi oceanici più importanti e sempre più vulnerabili del pianeta – e l’IMOCA del team, 11th Hour Racing, è dotato di un’unità EOP (Essential Ocean Parameter) di The Ocean Race, uno strumento automatico che misura in modo continuo la temperatura della superficie del mare, la salinità, l’anidride carbonica disciolta, l’ossigeno disciolto e la pressione atmosferica. Ogni giorno vengono raccolte circa 21.600 misurazioni; i dati saranno trasmessi in tempo reale ai partner scientifici, tra cui il GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel, l’Ifremer e il CNRS, contribuendo a colmare lacune fondamentali nell’osservazione degli oceani e nella ricerca sul clima.

Il team di Francesca Clapcich porta con sé anche il Nature's Baton in questa tappa da New York a Lorient; il testimone è stato consegnato a Clapcich sul molo dall’attrice statunitense Bailey Bass prima che il team lasciasse New York. Clapcich ha scritto un messaggio per l’oceano e lo ha inserito all’interno del testimone simbolico nell’ambito dell’iniziativa Relay for Nature, creata da The Ocean Race e da Peter Thomson, inviato speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l’oceano.
I team si alternano nel trasportare il testimone a bordo durante le regate e tra un vertice ambientale e l’altro, per dare voce all’oceano sulle questioni che lo riguardano. Il messaggio di Clapcich recitava semplicemente: “Stiamo cercando di prenderci cura di te, per favore prenditi cura di noi.”

La flotta dovrebbe giungere nel porto bretone di Lorient, in Francia, intorno all’8 settembre. Questa è l’unica regata in equipaggio a cui Clapcich parteciperà quest’anno. Dopo una breve pausa, tornerà in azione, allenandosi per la storica regata in solitario, la Route du Rhum, da Saint-Malo alla Guadalupa nei Caraibi, che partirà dal porto della Bretagna settentrionale il 1° novembre 2026.

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