© Francesca Clapcich / 11th Hour Racing

© Francesca Clapcich / 11th Hour Racing

Francesca Clapcich: Report del sesto giorno della Route du Rhum

Sport

07/11/2026 - 10:23
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Ieri il bompresso di 11th Hour Racing ha ceduto. Ma oggi è un altro giorno, e Francesca ce lo ha dimostrato con tutta la sua energia, la sua grinta e il suo ottimismo. Questa mattina ha parlato del suo obiettivo per il resto della regata: arrivare al traguardo nella migliore posizione possibile.

Francesca adesso dovrà fare a meno delle grandi vele da portanti che normalmente si murano sul bompresso. Almeno nel breve, però, le condizioni meteo potrebbero essere favorevoli anche con le poche vele che le restano, mentre si prepara ad affrontare una depressione tropicale con il centro a 600 miglia [690 miglia terrestri | 1.111 chilometri] a nord di Pointe-à-Pitre, in Guadalupa.

Questa mattina 11th Hour Racing era al quinto posto, a 350 miglia dal leader Corentin Horeau (MACSF), e attraversava una zona di vento debole prima di raggiungere i venti più forti della depressione. A Francesca restano 1.380 miglia [1.588 miglia terrestri | 2.556 chilometri] da percorrere fino al traguardo. Élodie Bonafous (Association Petits Princes-Quéguiner) l’ha superata, ma Francesca conserva un vantaggio di oltre 100 miglia [115 miglia terrestri | 185 chilometri] su Maxime Sorel (Vaincre la Mucoviscidose), sesto. Alle sue spalle, altre 100 miglia più a est, Davy Beaudart (Bureau Vallée) è settimo.

Oggi Francesca ha inaugurato la giornata con la sua prima doccia dall’inizio della regata. “Ci voleva proprio”, ci ha raccontato nel suo messaggio vocale da bordo. “Mi sono scaldata un po’ d’acqua, mi sono lavata i capelli e schiarite le idee. Fa sempre bene prendersi cura di sé. Sono anche riuscita a dormire.”

Francesca sta prendendo il resto della regata con filosofia, decisa a sfruttare al meglio quello che ha a disposizione. “Adesso navigo con J2, J3 e randa piena. Sono tutte le vele che mi restano, quindi con così poco vento faccio fatica. Gli altri hanno di sicuro un J0 o qualche altra vela… e non è facile tenere il passo. Ma queste sono le vele che ho.”

“Come ho detto al mio team”, ha proseguito, “voglio finire la regata. Sono ancora in una buona posizione. Dipenderà un po’ da cosa succederà nel finale. Per ora ho un po’ di margine su Maxime e Davy (Sorel e Beaudart che seguono Frankie in classifica), ma verso la fine potremmo trovare pochissimo vento… e senza un J0 ci sarà poco da fare.”

Per il momento, a bordo di 11th Hour Racing regna la calma prima della prossima tempesta. Francesca si gode questa tregua dopo cinque giorni impegnativi dalla partenza da Saint-Malo, in Francia. Una regata movimentata, segnata da scuffie e ritiri in tutte e sei le classi in gara.

“Le condizioni sono piuttosto tranquille. Abbiamo 10-11 nodi [11-14 miglia orarie | 20-22 km/h] di vento, a volte un po’ di più, e finalmente il mare si è calmato”, ha raccontato. “Sinceramente, credo che avessimo tutti bisogno di un po’ di tregua dopo giorni di condizioni così dure… Di solito, passate le Canarie, si naviga che è una meraviglia, di poppa con gli alisei e al caldo. Invece oggi è il primo giorno che metto una maglietta a maniche corte. È incredibile quanto sia diverso quest’anno!”

Il prossimo obiettivo è uscire indenne dalla depressione. “Devo attraversare questa tempesta tropicale, una novità per me. Non mi è mai capitato nella vita. Immagino che sia simile a una bassa pressione ma con molta più umidità, e quindi tanta pioggia. A seconda di dove ti trovi, puoi imbatterti in un bel temporale. Per me però c’è un aspetto positivo. Nei prossimi due giorni e mezzo avrò quasi sempre vento forte di prua, quindi poter usare le vele da portanti cambierebbe poco”, ha spiegato.

Le difficoltà potrebbero arrivare nel finale, quando per raggiungere il traguardo gli skipper dovranno costeggiare il versante occidentale della Guadalupa, dove spesso il vento manca del tutto. Francesca sa che lì potrebbe faticare senza la spinta di una grande vela da portanti. “Il problema è il finale, c’è ancora molta incertezza. Anche se il vento continuerà a soffiare da ovest, sarà debole, quindi avere un J0 sarà un bel vantaggio. A quel punto saremo già abbastanza vicini alla Guadalupa e fare il giro dell’isola sarà un’altra sfida”, ha raccontato.

La skipper di 11th Hour Racing ha anche espresso la sua vicinanza agli avversari che si sono infortunati o hanno dovuto ritirarsi dalla regata, in alcuni casi persino abbandonare la barca. Rispetto a loro, ha spiegato, si trova in una situazione ben migliore. “Mi dispiace davvero per tutti gli skipper che finora hanno dovuto ritirarsi e per i momenti difficili che hanno passato. A me fin qui è andata meglio, quindi non mi lamento”, ha concluso Francesca.

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