Loro Piana Giraglia: più di una regata, una tradizione senza tempo

Loro Piana Giraglia: più di una regata, una tradizione senza tempo

Loro Piana Giraglia: più di una regata, una tradizione senza tempo

Sport

30/05/2026 - 16:38
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La Loro Piana Giraglia è organizzata dallo Yacht Club Italiano in collaborazione con la Société Nautique de Saint-Tropez, sotto l’egida della Federazione Italiana Vela e della Fédération Française de Voile.

Disputata per la prima volta nel 1953, la 73ª edizione vedrà al via oltre 140 yacht provenienti da tutto il mondo per quattro giorni di regate inshore a Saint-Tropez dal 13 al 16 giugno, seguiti dalla classica prova offshore di 241 miglia nautiche con partenza il 17 giugno. Il percorso partirà da Saint-Tropez, doppierà lo Scoglio della Giraglia al largo della Corsica e si concluderà a Genova.

La entry list racconta una Loro Piana Giraglia che va ben oltre una semplice regata. È un incontro tra nazioni veliche, stili e ambizioni differenti, con imbarcazioni provenienti da oltre 20 Paesi identificabili dai rispettivi numeri velici. L’Italia guida la flotta per numero di iscritti, seguita da Gran Bretagna e Francia, confermando il forte cuore mediterraneo di una manifestazione dal respiro autenticamente internazionale.

La flotta della Loro Piana Giraglia 2026 riunisce yacht classici di rara eleganza, moderni racer cruiser, sofisticate macchine offshore e maestosi maxi yacht. È un punto d’incontro tra professionisti di livello mondiale, equipaggi offshore di grande esperienza e appassionati armatori amatoriali. È questa la magia senza tempo della Giraglia: storia, performance, stile e autentica passione per il mare. Uno spirito che si riflette in tutta la flotta, dove ogni imbarcazione porta con sé una storia, una personalità e un’ambizione diversa. La Loro Piana Giraglia continua così ad attrarre yacht e velisti che rappresentano le molte anime della vela contemporanea.
 
My Song: tra performance e stile

Lo Swan 80 My Song di Pier Luigi Loro Piana porta alla Loro Piana Giraglia 2026 un mix di eleganza, performance e spirito competitivo. Se da un lato lo yacht è naturalmente legato al title partner dell’evento, la storia di My Song si racconta soprattutto attraverso i velisti che ne animano il programma sportivo. Tra questi spicca la leggenda americana della vela Paul Cayard, protagonista di una carriera che attraversa America’s Cup, Giochi Olimpici, Campionati del Mondo, Whitbread e Volvo Ocean Race, oltre a numerose vittorie nel mondo Maxi, sia in passato che oggi. Cayard è inoltre campione del mondo in carica nelle classi Star ed Etchells.

Per Cayard, la Giraglia occupa un posto speciale nel calendario offshore internazionale. “È una classica regata offshore,” racconta. “Con circa 250 miglia nautiche è una prova sprint che, nelle giuste condizioni, può concludersi in meno di 24 ore. È una delle regate offshore più celebri del Mediterraneo.”
Per gli appassionati americani abituati a competizioni come la Newport Bermuda Race o la Transpac, Cayard vede nella Giraglia qualcosa di profondamente europeo. Non è soltanto una sfida di velocità e marineria, ma un viaggio attraverso cultura, geografia e storia. La flotta lascia “l’iconico villaggio francese di Saint-Tropez, con tutta la sua bellezza e il suo fascino,” scende verso lo Scoglio della Giraglia — piccolo ma leggendario punto di riferimento al largo della Corsica settentrionale — per poi arrivare a Genova, “uno dei porti più importanti della storia.”

Questa combinazione di eleganza, sfida sportiva e contesto si lega perfettamente a My Song. Lo Swan 80 è uno yacht di grande stile, ma anche una barca con un programma agonistico di altissimo livello, dove ogni dettaglio conta. Per Cayard, è proprio Pier Luigi Loro Piana a definire il carattere del progetto. “Poche persone riescono a unire eleganza, stile e naturalezza a un forte spirito competitivo,” afferma. “Pigi, Pier Luigi Loro Piana, è una di queste persone. È un onore regatare con lui.”
Cayard sottolinea inoltre come una campagna vincente richieda molto più delle sole risorse economiche: servono leadership e sensibilità. “Pigi dà il tono al progetto, guida con la sua visione e il suo carisma, e noi lo seguiamo mettendo tutto in pratica.”

Albator 3: spirito francese, anima di Saint-Tropez

Albator 3 è il nuovo progetto firmato Botin di Philippe Frantz: un racer IRC leggero e potente, con l’aspetto e le ambizioni di un TP52 in scala ridotta. Pensato sia per le regate inshore che offshore, rappresenta una nuova e competitiva sfida francese per la Loro Piana Giraglia 2026, partendo proprio dal club di casa di Frantz, la Société Nautique de Saint-Tropez.
Tra i membri dell’equipaggio c’è Jules Ducelier, uno dei giovani talenti emergenti della vela offshore francese. Dopo aver fatto parte della campagna Admiral’s Cup 2025 di Albator 2 e aver conquistato il quarto posto alla Solitaire du Figaro 2025, Ducelier sarà tattico nelle prove inshore e navigatore nella regata offshore.
Per Ducelier, Albator 3 rappresenta un importante cambiamento nel modo di regatare del team.
“La nuova barca è più orientata alle regate inshore, mentre il precedente Albator era chiaramente progettato per l’offshore,” spiega Ducelier. “Questo cambia il nostro modo di navigare a bordo. Le manovre sono più frequenti, le regolazioni più precise e questo ci spinge a sviluppare nuove competenze e a cercare la massima precisione.”
Il nuovo progetto riunisce velisti provenienti da alcuni dei circuiti più competitivi di Francia, tra cui Figaro e Tour Voile. “Questo crea un equipaggio molto completo, a proprio agio sia offshore che nei confronti ravvicinati tipici delle regate inshore,” racconta Ducelier. “Ma soprattutto ci permette di condividere esperienze e imparare molto più velocemente insieme su questa nuova barca.”

La Loro Piana Giraglia ha inoltre un significato particolare per Albator. “Regatare nel Golfo di Saint-Tropez, dove Philippe è di casa, dà sicuramente un valore speciale all’evento,” conclude Ducelier. “Per un equipaggio francese, regatare in casa ha sempre un sapore diverso. C’è un senso di appartenenza più forte e una motivazione extra.”
 
Samurai: una storia di famiglia che continua

Samurai di Luigi Pavese porta alla Loro Piana Giraglia una delle storie più evocative della flotta. Disegnato da Cesare Sangermani e varato nel 1962, Samurai appartiene all’età d’oro della vela offshore mediterranea. Lo sloop Marconi in legno disputò la sua prima Giraglia nel 1963 ed è rimasto da allora della famiglia Pavese. Per Luigi Pavese, socio dello Yacht Club Italiano, il ritorno alla regata rappresenta la continuità di una storia familiare, della tradizione del Club e dello yachting italiano.
“Samurai non è soltanto uno yacht,” racconta Pavese, “ma una parte viva della storia della nostra famiglia, dello YCI e della vela mediterranea.” Ogni ritorno alla Giraglia è, secondo lui, “un’esperienza profondamente emozionante” e un modo per mantenere vivo “uno spirito fatto di mare, amicizia e autentica passione,” valori tramandati dal padre, che riposa a Genova, sua città natale.

Per Pavese, la qualità più importante di Samurai è la sua autenticità. Fu costruita, racconta, “in un’epoca in cui gli yacht nascevano dall’equilibrio tra eleganza, artigianalità e vera marineria.” Preservarla significa rispettarne la storia sportiva e “una cultura della vela fondata sulla tradizione e sull’attenzione ai dettagli tipica dei maestri d’ascia di quel tempo.”
La Giraglia è cambiata molto da quando Samurai partecipò per la prima volta, ma per Pavese la sua essenza è rimasta immutata. “Sono cambiate le tecnologie, i materiali e persino il modo di regatare, ma lo spirito è rimasto lo stesso,” spiega. “Il fascino del Mediterraneo, la navigazione offshore, il rispetto per il mare e per l’ambiente, e la sfida tra marinai, vento e barche.” Il passaggio allo Scoglio della Giraglia o la vista del Golfo di Genova continuano ancora oggi a regalare “un’emozione elettrizzante” a bordo.
Preparare uno yacht classico in legno per una regata offshore richiede “un’enorme dedizione accompagnata da una vera passione.” Ogni dettaglio deve essere controllato, dalle vele alla struttura fino alla sicurezza, ma per Pavese il cuore del progetto resta l’equipaggio. “Il nostro è un equipaggio completamente amatoriale, composto da amici di una vita,” racconta, “che si ritrovano per condividere il piacere di navigare su una barca che vive nel cuore di tutti noi.”

All’arrivo a Genova, città dello Yacht Club Italiano e casa di Samurai, l’emozione sarà inevitabilmente intensa. Pavese immagina ancora il saluto del Comitato di Regata — “welcome home, Samurai” — come “pura magia,” seguito da un abbraccio capace di racchiudere “le emozioni, la fatica e la soddisfazione di aver concluso un’altra Giraglia.”

Dall’eleganza e dall’esperienza internazionale di My Song, allo spirito francese di Albator 3, fino alla storia familiare di Samurai, la Loro Piana Giraglia 2026 dimostra ancora una volta perché questa regata occupi un posto così speciale nella vela mediterranea. È una sfida di velocità e marineria, ma anche una celebrazione di stile, tradizione e passione. Da Saint-Tropez allo Scoglio della Giraglia fino a Genova, ogni yacht porta con sé una storia diversa. Insieme, queste storie rendono la Giraglia molto più di una regata: la trasformano in una tradizione senza tempo.
 

 

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