Autocostruzione: una deriva

Autocostruzione: una deriva

Autocostruzione: dieci punti da tenere a mente

Didattica e tecnica

05/11/2019 - 17:27
hydrotec
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Penso che auto costruire una barca identica a una di serie sia sbagliato. Per questo ho editato un decalogo per l’auto costruttore. Nonostante ciò, tengo a sottolineare che l’auto costruttore non ha bisogno di nessun consiglio ed è pronto a giurare che i miei dieci comandamenti sono sbagliati.

1 - Grande: una barca grande è più facile da costruire di una piccola. Se bisogna limare gli spazi per farci stare ogni cosa la costruzione diventa complicata e lenta. Per chiarire il concetto: se prendiamo diverse tipologie nelle loro taglie classiche la più grande è quella che si costruisce più facilmente: DERIVA 3/5 metri; PECHE PROMENADE 5/8 metri; COASTAL CRUISER 8/10 metri; OFFSHORE CRUISER 10/12 metri; OCEAN VOYAGER 12/15 metri.

2 - Snella: barche troppo tonde di molta larghezza sono difficili da fasciare e in generale non sono eleganti.

3 - L’armo: visto che nell’autocostruzione è importante anche l’aspetto economico, io consiglio sempre un armo leggermente “rudimentale” e sviluppato in orizzontale, dove non siano necessari una eccessiva tensione del sartiame, l’uso di materiali sofisticati e accessori costosi.

4 - Arredi: il meno possibile. Certo se costruiamo un houseboat gli interni debbono essere belli, tuttavia se la barca è relativamente piccola per fare della vela e vivere il mare meno arredi ha e meglio è.

5 - Arredi esterni: attenzione ai passi d’uomo e ai boccaporti , acquistarli è costoso, costruirli difficile, se scorrono non tengono ecc . Anche pulpiti e draglie sono punti deboli cui fare molta attenzione. Tutte le parti in tela cioè tendalini, cuscini, tasche ecc. aggiungono comodità e sono facili da fare.

6 - Appendici piatte: una pinna in acciaio col siluro in piombo, genera grossi sforzi sulla struttura; meglio, in molte situazioni, usare una deriva mobile e un timone a profilo rettangolare, che si costruiscono facilmente e danno luogo ad appendici robuste con prestazioni migliori di quanto non si pensi.

7 - Dory: l’ho già detto in diverse occasioni che il Dory a fondo piatto si costruisce bene e può essere declinato in molte versioni e dimensioni. Ovviamente, le carene tonde sono belle e bisogna adottare qualche accorgimento per fare bello anche il nostro Dory.

8 - No lucido: la finitura lucida mette molto in rilievo i difetti. Va bene per le barche di plastica o per quelle sulle quali abbiano sudato i carrozzieri. Per l’autocostruzione è meglio scegliere una finitura matt.

9 - No bianco: anche se il colore di fondo è avorio, sono molto importanti le linee colorate sul fianco che segnano l’insellatura del cavallino, il galleggiamento e, talvolta, il bottazzo. Si chiamano linee della bellezza e servono per aggiustare un poco i volumi, e fare sembrare la barca più snella.

10 - No CE. Una barca auto costruita di solito è fatta per essere usata dal costruttore e non per essere venduta quindi, nella maggior parte dei casi, è meglio spendere i soldi in colla e compensato che in burocrazia. La replica delle barche da lavoro o tradizionali è fuori dalla normativa CE.

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