Antonini Navi vende la prima unità di XPD95

Superyacht

03/09/2026 - 09:19
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Antonini Navi annuncia la vendita della prima unità di XPD95, progetto nato con un forte DNA Expedition e oggi reinterpretato, attraverso un articolato percorso di sviluppo personalizzato, in un superyacht costruito intorno alle esigenze e al modo di vivere il mare del suo nuovo proprietario.

L’armatore ha scelto XPD95 riconoscendosi fin dall’inizio nel concept e nelle linee esterne del progetto, chiedendo ad Antonini Navi di mantenerne intatta l’identità e di sviluppare insieme uno yacht che rispondesse a tutte le sue esigenze di navigazione, comfort e life-style. Da qui ha preso forma un percorso di progettazione condiviso con Aldo Manna, co-founder e sales director del Cantiere e il team, sviluppato attraverso mesi di confronto diretto durante i quali distribuzione degli spazi, funzioni e modalità di utilizzo sono state progressivamente definite insieme al cliente.

Il risultato conserva la vocazione long-range di XPD95 nella costruzione in acciaio per lo scafo e alluminio per la sovrastruttura, nella robustezza, nella razionalità delle soluzioni e nel linguaggio navale, reinterpretandolo per un utilizzo prevalentemente mediterraneo. Il rapporto diretto con il mare, la privacy dell’armatore, le ampie superfici outdoor e la semplicità di gestione diventano così gli elementi centrali di un motoryacht pensato per essere vissuto intensamente.

Le linee esterne, firmate da Sculli & Covini, prendono ispirazione dalle unità professionali d’altura e le traducono in una silhouette contemporanea e immediatamente riconoscibile. La prua alta e importante comunica protezione e solidità, mentre verso poppa i volumi si alleggeriscono progressivamente aprendosi alla grande piattaforma sul mare. La plancia, ispirata alle wheelhouse dei rimorchiatori oceanici, e l’impiego dell’acciaio inox lucido nelle aree operative contribuiscono ulteriormente all’identità di XPD95.

Gli interni sono progettati da Hot Lab, chiamato a interpretare i gusti dell’armatore attraverso ambienti luminosi e accoglienti, caratterizzati da uno stile caldo, raffinato e misurato. L’eucalipto sarà l’essenza dominante, abbinato a laccature, pelli, tessuti, dettagli metallici e pietre naturali, con geometrie morbide degli arredi e una particolare attenzione alla continuità visiva tra interno ed esterno.

“Questa vendita ci rende particolarmente orgogliosi perché rappresenta il risultato di un lungo lavoro e della profonda fiducia che abbiamo sempre riposto nel progetto XPD95, continuando a svilupparlo e perfezionarlo negli anni”, commenta Aldo Manna. “La vendita è nata anche grazie al rapporto personale costruito nel tempo con l’armatore, a conferma di quanto le relazioni umane, la fiducia reciproca e l’approccio diretto e familiare della famiglia Antonini rappresentino un concreto valore aggiunto. Con questo armatore abbiamo lavorato per mesi, ascoltando le sue esigenze e confrontandoci su ogni funzione dello yacht, senza mai perdere l’identità originale del progetto. Vedere oggi XPD95 trasformarsi nella sua barca è motivo di grande soddisfazione ed entusiasmo per tutto il team. Siamo grati all’armatore per la fiducia riposta in Antonini Navi e in tutte le persone che hanno lavorato al progetto.”

XPD95 si distingue per un’architettura prevalentemente orizzontale, dal profilo basso e disteso, sviluppata con l’obiettivo di mantenere la stazza entro 199 GT e di concentrare le funzioni senza ricorrere alla sovrapposizione di ponti tipica di yacht di dimensioni superiori: la poppa integra funzione tecnica e convivialità sul mare, l’armatore dispone di un intero ponte privato, le principali aree esterne sono facilmente raggiungibili e l’equipaggio può vivere e lavorare con percorsi autonomi e razionali.

Elemento centrale del progetto è la beach area multifunzionale di circa 35 mq. Durante la navigazione può ospitare un tender di cinque metri, lasciando comunque parte dello spazio disponibile agli ospiti; una volta varato il tender, la superficie si trasforma in una grande terrazza privata sul mare. Il transformer platform completa l’area, supportando le operazioni di varo e alaggio e diventando allo stesso tempo accesso all’acqua e base per le attività acquatiche.

Alla privacy dell’armatore è dedicato un vero e proprio Owner’s Deck di circa 60 mq complessivi, composto da 25 mq interni e da una terrazza integrata di 35 mq. È uno spazio concepito come un appartamento privato affacciato sul mare, che permette all’armatore di scegliere in ogni momento se condividere la vita di bordo con gli ospiti o mantenere la propria autonomia. Per rafforzare questo principio, il ponte armatoriale è raggiungibile dall’interno oppure attraverso una scala strutturale laterale, sicura e protetta, collocata sul lato sinistro in prossimità del centro nave.

Anche la scelta di non prevedere un Sun Deck risponde a una precisa decisione progettuale. Le funzioni outdoor sono distribuite tra il pozzetto di ben 44 mq del Main Deck e il Foredeck Living di 33 mq del ponte superiore creando due grandi aree esterne e mantenendo al tempo stesso un profilo basso, disteso e coerente con le caratteristiche dello yacht.

Grande attenzione è stata dedicata anche agli spazi crew, collocati nel Lower Deck a centro nave per proteggere le aree ospiti dalle attività operative della sala macchine. L’area equipaggio si sviluppa su circa 23 m² complessivi ed è configurata con due cabine per tre persone, con una terza cabina situata strategicamente a prua del Main Deck, in prossimità della galley e della laundry, che può ospitare un ulteriore membro dell’equipaggio o essere utilizzata come storage aggiuntivo.

La costruzione sarà seguita dal team di Camper & Nicholsons, con Daniela Duck nel ruolo di Owner’s Representative, figura con cui Antonini Navi collabora da tempo e che garantirà un dialogo costante tra cantiere e armatore durante tutte le fasi del progetto. Alla definizione del contratto di costruzione hanno contribuito professionisti con cui il Cantiere ha un rapporto consolidato, impostando così fin dall’inizio un processo fluido: l’Avv. Ezio Dal Maso, Partner e Head of the Superyacht Practice di Stephenson Harwood, insieme all’Avv. Alberta Longanesi Cattaneo, Managing Associate, che hanno assistito l’armatore, e l’Avv. Cecilia Vernetti, Partner del team Shipping & Yachting di Deloitte Legal, che ha assistito Antonini Navi.

La vendita della prima unità di XPD95 esprime in modo concreto il DNA di Antonini Navi: ascoltare il cliente, comprenderne le esigenze, proporre soluzioni coerenti e trasformare desideri e aspettative in un progetto realmente costruibile: un percorso condiviso nel quale esperienza tecnica, capacità progettuale e visione dell’armatore convergono nella costruzione di una barca unica.

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