Nicolò Carnimeo

Al via il primo Ciak di approdi, il Documentario del Festival

Storia e Cultura

15/02/2022 - 15:30
baglietto
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“C’è stato un tempo in cui bastava un orizzonte per intraprendere una rotta, c’è stato un tempo in cui bisognava essere curiosi per iniziare le vie del mare”. Ecco l’incipit di Approdi, il viaggio via mare in sette città marinare della Puglia di Nicolò Carnimeo ed Enrica Simonetti ideatori e protagonisti del documentario diretto dal regista Lorenzo Scaraggi.

A “Mare d’inchiostro” è arrivato il tempo, tra passato e presente, per il primo ciak di Approdi. Si comincia nei prossimi giorni con un ospite d’eccezione: lo scrittore e storico medievalista Alessandro Vanoli.

Il 16, 17 e 18 febbraio tornano le serate e le matinèe del Festival organizzato dalla Vedetta sul Mediterraneo.

Tre le novità di febbraio: il tour in Puglia di tre giorni di Alessandro Vanoli, l’inizio delle riprese del documentario Approdi e le nuove partnership del Festival con tre prestigiosi enti: Asset l'Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio.

Gli eventi di febbraio

Mercoledì 16 febbraio a Bari, al Circolo della Vela e venerdì 18 febbraio alle 20 alla Vedetta a Giovinazzo sarà presentato il libro “Quando guidavano le stelle- Viaggio sentimentale nel Mediterraneo” di Alessandro Vanoli, edito da Il Mulino. Giovedì 17 febbraio lo scrittore e storico medievalista incontrerà gli studenti del liceo classico “Orazio Flacco” di Bari e il giorno dopo terrà la lectio magistralis “Il mare tra Mediterraneo e oceani” alla Scuola Sottufficiali di della Marina Militare di Taranto.

La cultura del mare e la geopolitica: la centralita’ della Puglia

Nicolò Carnimeo ideatore e direttore artistico del Festival, docente di Diritto della Navigazione all’Università di Bari sottolinea come “il mare può essere la nuova frontiera di sviluppo della Puglia”. “E’ importante – aggiunge - che si crei un collegamento tra le Università, le istituzioni, la scuola e gli stakeholders marittimi. Il festival ha questo proposito: pone come elemento comune la cultura del mare e la sua gestione più ampia che spazia dalla letteratura alla geopolitica. E per questo siamo davvero felici di avere a bordo, con noi, tre nuovi prestigiosi partner”.

“Abbiamo sempre avuto a cuore i temi per lo sviluppo e la promozione della Blue economy e quelli che prevedono interventi di tutela delle coste – dichiara Elio Sannicandro, direttore generale dell’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio (Asset) – La partnership con Mare d'Inchiostro è un modo per sostenere la cultura che promuove l’intreccio tra ricerca scientifica, letteratura e ambiente”.

“Non solo culla dell’Umanità e bacino di cultura, il mare è il fulcro su cui si poggiano le azioni e i progetti di sviluppo, economico e sociale, di un territorio. Proprio per questo- commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi - è necessario osservarlo con un obiettivo grandangolare, focalizzato sulla blue-economy, in grado di inquadrare bene le nuove potenzialità all’orizzonte. Il Festival punta a tutto questo e ad allargare, quanto più possibile, la comunità del mare; perché solo attraverso un coinvolgimento ampio e diffuso di tutte le parti sociali si può ottenere il duplice scopo di salvaguardarlo e di esaltare le innumerevoli opportunità che possono scaturire da un approccio sempre più consapevole, mirato ed ecosostenibile”.

“La strategicità del porto di Taranto quale hub intermodale e logistico del Mediterraneo – afferma Sergio Prete, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - fa sì che lo scalo sia riconosciuto a livello internazionale quale punto di riferimento del «mare tra le terre», sia grazie alle sue note vocazioni commerciali che come acceleratore di un ben preciso radicamento identitario che, grazie alla risorsa mare, fa dello scalo jonico il crocevia naturale tra Oriente e Occidente: da terra di frontiera a luogo di emancipazione ed innovazione sociale, economica e culturale”.

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